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Incredibile partecipazione alle primarie: oltre 4.000.000 di persone.Clamoroso successo di PRODI

Le primarie sono state un successo straordinario e clamoroso è stato il successo di Romano Prodi con oltre il 70 per cento dei consensi. Siamo andati aldilà delle più fantastiche previsioni. Nella giornata di ieri, ogni ora che passava dimostravano le dimensioni crescenti del successo.C'è stata una enorme pertecipazione in tutta Italia. In tutti i seggi e per tutta la giornata lunghe file di partecipanti, ordinate, allegre e responsabili. Altrochè come hanno detto a destra qualche migliaio di militanti messi in fila per le telecamere. Milioni e milioni di persone che hanno voluto dimostrare il loro impegno civile e politico. Alle 13 il milione di votanti era già superato. Alle 17 è stato superato il tetto di 1.500.000 votanti. Alle 19 superati i due milioni e poi una valanga fino ai quattromilioni di persone ed oltre. E' stato uno spettacolo vedere quelle lunghe code di persone in tutti i seggi di Italia. Dovunque grande entusiasmo e grande disponibilità di tutti. Tutti i materiali del seggio si sono rivelati insufficienti. Fotocopie per duplicare tutto. Molte offerte di 10, 20, 50 e anche cento euro. Questa è stata anche una grande risposta alla riforma elettorale. La gente ha voluto votare e partecipare. Nessun colpo di mano istituzionale potrà togliere agli elettori il diritto di scegliersi gli eletti. L'unico grande dolore della giornata la barbara uccisione del vicepresidente del Consiglio della Regione Calabria. !

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Passa la legge elettorale: almeno dieci ragioni per dire no

Dopo un accesa sessione parlamentare è stata approvata alla Camera dei deputati la legge elettorale che andrà a modificare radicalmente l'assetto dell'attuale sistema politico. Ci sono almeno dieci ragioni per opporsi a questo gravissimo colpo di mano istituzionale: 1. Decisione unilaterale sulle regole del gioco: la legge elettorale che condiziona la Costituzione è stata approvata con una forzatura inaudita delle procedure parlamentari (art.72 Cost.) in poco più di 16 ore di tempo contingentato, senza una adeguata istruttoria, senza nessun confronto costruttivo con l'opposizione. 2. Limitazione delle prerogative del Presidente della Repubblica: la carica di Presidente del Consiglio è attribuita anticipatamente in virtù della indicazione del “capo” della coalizione, con conseguente pregiudizio per il potere di scelta che spetta al Capo dello Stato in base all'art.92 della Costituzione; 3. Violato il principio di uguaglianza: la pluralità di premi di maggioranza diversi da regione a regione fa “pesare” diversamente il voto di ciascun elettore, in contraddizione con l'art. 3 e con l'art. 48 della Costituzione; 3. Impossibilità di funzionamento delle Camere: la molteplicità di premi di maggioranza (ben 20 al Senato) e di soglie di sbarramento (sono 6 tra Camera e Senato) potrebbe sortire effetti casuali e contraddittori, e condurre alla formazione di maggioranze diverse tra le due assemblee e addirittura alla non rappresentanza di alcune Regioni. 5. Rischio di ingovernabilità: Così congegnata, la legge elettorale non assicura la tenuta della coalizione, che potrebbe essere composta da piccoli partiti uniti solo al fine di superare la soglia di sbarramento: clamorosa la disposizione che recupera il meglio piazzato al di sotto del 2 per cento; 6. Violata la parità uomo-donna. Di fronte a liste bloccate e decise dai partiti sarebbe stato giusto applicare gli articoli 3 e 51 della Costituzione sulle pari opportunità ed invece la maggioranza dopo aver presentato un emendamento in tal senso lo ha bocciato con il voto segreto. “La destra contro le donne in Parlamento”, hanno titolato i giornali. 7. Ignorata la volontà dell'elettore: dal Parlamento degli “eletti” a quelli dei “nominati” l'elettore non potrà più scegliere il candidato e il voto espresso per soggetti politici che non superano il meccanismo complesso delle tre soglie di sbarramento (per ogni Camera) non viene contato; il futuro parlamento sarà formato da membri individuati esclusivamente in virtù di decisioni dei partiti, non dalle scelte degli elettori; 8. Elezione anonima: l'elettore si troverà di fronte solo simboli di coalizioni e partiti, senza neanche la possibilità di visualizzare i nomi dei candidati in ogni lista, in contrasto con il principio di trasparenza; 9. Violazione del principio del libero mandato parlamentare: i candidati devono impegnarsi ad indicare il “capo” della coalizione alla quale intendono appartenere, sottoscrivendo un programma: ciò in contrasto con l'art.67 della Costituzione che prevede il divieto di mandato imperativo; 10. Minacciata la sovranità popolare: Questa legge in conclusione per come è strutturata offre più un premio di minoranza che di maggioranza e con il sistema delle liste anonime e bloccate compromette gravemente il principi democratico che è posto alla base della nostra Costituzione. !

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Riforma elettorale: cosa resta della Costituzione?

Tutti gli obiettivi dichiarati dalla maggioranza sulle finalità della legge (la ricerca della governabilità, una maggiore visibilità delle forze politiche, la garanzia di stabili coalizioni grazie ad elevate soglie di sbarramento) non corrispondono lontanamente alla realtà delle cose e comportano violazioni della Costituzione, se non nel suo tenore letterale, sicuramente nella sua ratio ispiratrice. L'avventurosa prassi emendativa ha comportato un totale aggiramento dell'art. 72 Cost., rendendo inutile l'attività referente della Commissione, che ha vanamente discusso su testi diversi e blindati, provenienti da vertici esterni al parlamento. La proliferazione delle soglie di sbarramento nel corso dell'iter della legge mortifica il principio dell'uguaglianza del voto (art. 48 Cost.) e della ragionevolezza, discendente dall'art. 3. Si parla poi di capo della coalizione, figura che non esiste nel nostro ordinamento costituzionale. La maggioranza si è difesa in aula sostenendo che nella riforma costituzionale in itinere si parla di “capo dell'opposizione”. Peccato che quel testo non sia ancora vigente e che, anzi, debba ancora affrontare due passaggi parlamentari ed il referendum popolare.!

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La legge elettorale: un colpo di mano istituzionale che sottrae ogni potere di scelta ai cittadini.

Tra violente polemiche e gravissimi dubbi di costituzionalità è iniziata oggi la votazione sul progetto di riforma elettorale, ulteriormente peggiorato dopo i recenti emendamenti presentati. La seduta si è aperta con due interventi di alto profilo, politico e morale, di Violante e di Franceschini, i quali hanno sottolineato l'unità del centro sinistra nella tutela del fondamentale principio democratico. La riforma elettorale è da considerare “un sopruso”(Violante), per il metodo, un colpo di mano istituzionale (Boato), per il suo contenuto, in quanto vìola numerosi articoli della Costituzione, dal principio di eguaglianza alla segretezza del voto, al divieto di mandato imperativo, alle prerogative del Capo dello stato, alle norme sul procedimento legislativo. Nella materia elettorale due sono i valori di fondo su cui deve essere trovato un compromesso: la rappresentatività e la governabilità. In questa riforma, data l'assurdità di una pluralità di premi di maggioranza diversi e la variabilità delle soglie di sbarramento si restringe drasticamente il principio della uguale rappresentanza, si distorcono le volontà espresse dagli elettori nel momento del voto, senza alcuna giustificazione in funzione della governabilità. Persistono, infatti, le gravi perplessità sull'elezione del Senato, per cui si prevedono ben venti premi di maggioranza differenti, con risultati del tutto casuali e contraddittori. Tale differenziazione non è assolutamente giustificata in quanto si dà peso diverso al voto dei cittadini, con una totale violazione dell'art. 48 Cost., in base al quale il voto deve essere “uguale”. Il discorso è ancora più complicato dall'inserimento di una tale molteplicità di soglie di sbarramento da rendere il sistema ingestibile: si finisce infatti per ignorare completamente il voto di cittadini espresso per soggetti politici che comunque hanno raggiunto quote consistenti di voti, pari ad esempio al 19,9% e al 7,9%, ma inferiori alle soglie regionali previste del 20% per la coalizione e dell'8% per le liste non collegate. Queste sono alcune delle considerazioni di principio che rendono del tutto improponibile questa cosiddetta riforma elettorale, ma il limite più grave è quello che si sintetizza nell'aggressione al principio democratico, nella sottrazione totale del potere di scelta dei candidati, nell'attribuzione indiscriminata della composizione del Parlamento ad una ristretta oligarchia di partito. Questo non è forse neppure il modo migliore di ridare forza e legittimazione ai partiti. !

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Presentate le pregiudiziali di costituzionalità sulla riforma elettorale

Da domani i lavori parlamentari saranno incentrati soprattutto sul seguito dell'esame del ddl di riforma elettorale. In aula saranno presentate delle questioni pregiudiziali, che sottolineano l'incostituzionalità del testo in base a diversi argomenti. Innanzitutto, la previsione di un premio di maggioranza sul piano nazionale per l'elezione del Senato vìola l'art. 57 della Costituzione, il quale dispone che il Senato è eletto su base regionale; in secondo luogo, l'indicazione politica del candidato premier non può costituire un vincolo giuridico per il Presidente della Repubblica, il quale in base all'art. 92 della Costituzione, ha il potere di nomina del Presidente del Consiglio. La proposta in esame si mostra perciò in palese contrasto con la Costituzione vigente, mentre si pone come attuazione della riforma costituzionale in corso di approvazione: si pretende, quindi, con la legge di riforma elettorale, di anticipare gli effetti di una modifica della Costituzione ancora in discussione e prima che questa superi il vaglio del referendum oppositivo previsto dall'art.138, eludendo l'attuale dettato costituzionale. Tutto ciò stride irrimediabilmente con il principio della sovranità popolare solennemente sancito all'art. 1 della Costituzione, soprattutto nella misura in cui, con le previsione di due premi di maggioranza diversi tra Camera e Senato, potrebbero formarsi delle maggioranze opposte e contraddittorie, con la conseguente paralisi del sistema. Non va dimenticato inoltre, che tutto l'iter di riforma ha subito un'accelerazione inaudita, poiché il testo in discussione in aula è il frutto di un maxiemendamento su cui non si è avuta un'adeguata istruttoria in commissione, vanificando il precedente esame già concluso in sede referente, con una indubbia forzatura dei principi sul procedimento legislativo contenuti nell'art. 72 Cost. Il testo integrale delle pregiudiziali sarà disponibile da domani sul sito della Camera, all'indirizzo http://www.intra.camera.it/_dati/leg14/lavori/odg/cam/fascicoli/frame.htm. !

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Continua l'ostruzionismo contro l'odiosa legge elettorale

Questa mattina ancora tutti in aula per continuare l'ostruzionismo contro la legge elettorale. Ieri l'opposizione ha iscritto più di 200 persone a parlare sulla conversione in legge del decreto-legge sulla violenza negli stadi. Si cerca in ogni modo di far saltare o ritardare il calendario dei lavori che per la prossima settimana ( 11, 12 e 13 ottobre) ha dedicato 16 ore alla discussione della legge truffa in materia elettorale. Pensate solo 16 ore per votare un provvedimento che capovolge totalmente il nostro sistema elettorale e tende a cancellare l'esisto del referendum del 1993. Si cominceranno col votare numerose pregiudiziali di costituzionalità. Intanto domenica 9 alle ore 11 tuttal'Unione ha convocato a Roma una grande manifestazione contro la legge elettorale e contro la finanziaria. E' importante essere in tanti perchè in questo modo avrà più forza l'opposizione in Parlamento!

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Giovedì 6 ottobre alle 20.30 anteprima del video “La Rai di questi anni” (scarica il trailer qui a fianco)

Giovedì 6 ottobre alle ore 20,30 al Circolo di Montecitorio a Roma, in Via dei Campi Sportivi L'Associazione Articolo21, presieduta da Federico Orlando, presenta un video di Enrico Zaccheo dal titolo La RAI di questi anni. Il video contiene una serie di frammenti dei programmi RAI più discussi di questi ultimi anni da Biagi a Santoro, dai Guzzanti a Benigni e a Paolo Rossi, da Serena Dandini a Simona Ventura, da Luttazzi a Travaglio, da Vespa a Floris e a tanti altri. Alcuni di questi programmi assumono un significato particolare a qualche anno di distanza… un percorso a ritroso nel tempo, attraverso le paludi limacciose della censura per impedire che l'oblio nasconda definitivamente una pagina poco felice per la televisione pubblica. Roberto Zaccaria sintetizza con queste parole il senso del video: “Questa raccolta di immagini largamente incompleta, ma pur sempre significativa per gli esempi fatti tende a ricordare la trasformazione che in poco più di quattro anni si è realizzata nei programmi della RAI sotto i colpi, neppure troppo mascherati, della censura e della omologazione: una semplice esercitazione per non disperdere la memoria” Post scriptum L'associazione Articolo21 esprime un vivo ringraziamento a tutti coloro che, noti o meno noti, nei rispettivi ambiti di lavoro, nonostante questo clima, sono riusciti a mantenere la schiena dritta Roma ottobre 2005 NOTE . Seguirà un buffet per i partecipanti allo scopo di finanziare le attività dell'associazione. Costo 30 euro a persona.Per prenotazioni internet (redazione@articolo21.com) telefono 06 67602245 o 06 67602250. !

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