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La “ex Cirielli”: una legge ingiusta e inopportuna. L'UDC svela il trucco.

Nella maggioranza si dice che la “ex” Cirielli sarebbe una legge “giusta e opportuna”. Il testo del provvedimento e il contesto nel quale questo sta maturando dimostrano invece l'esatto contrario: si tratta di una legge profondamente ingiusta e altamente inopportuna È ingiusta, perché una riduzione dei termini di prescrizione così drastica non è funzionale ad assicurare un effettivo svolgimento del rito processuale, fino a determinare la fattiva impossibilità di perseguire determinati delitti, facendone conseguire una completa amnistia, sebbene mascherata e sottratta ai procedimenti ed alle maggioranze che la Costituzione prevede. È ingiusta, perché interviene anche sui processi in corso con un effetto ghigliottina che premia l'illegalità e distorce il principio del favor rei, inserendosi non sulla valutazione dei fatti penalmente rilevanti, ma nell'ambito dei tempi della procedura. È ingiusta, perché erroneamente fondata sulla ratio che la prescrizione sia il limite massimo di sopportazione dell'imputato perseguitato da “certi”magistrati. Non ci si preoccupa di sottolineare che, a volte, la prescrizione sia tatticamente raggiunta attraverso l'artificioso allungamento delle procedure tramite comportamenti dilatori da parte della difesa. È inopportuna, perché interviene solo sulla disciplina dei termini di prescrizione e non si occupa delle cause strutturali di lentezza della giustizia. È inopportuna, perché interviene nuovamente con un taglio “ad personam”, ovvero su misura per alcuni imputati eccellenti, contribuendo a screditare ulteriormente un sistema Paese che si preoccupa degli affari di pochi senza curare le reali esigenze dei molti. L'emendamento dell'UDC ha platealmente smascherato questo equivoco ed ha “costretto” il principale beneficiario a scendere in campo a difesa di se stesso. !

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Controriforme: altolà di Ciampi

I giornali di questa mattina danno ampio rilievo all'incontro tra Ciampi e Berlusconi con il probabile oggetto delle disposizioni più controverse all'esame del Parlamento: legge elettorale, salva-previti e modifica della “par condicio”. Sembra che il Presidente della Repubblica abbia sollevato riserve su tutte e che la maggioranza debba correre ai ripari per evitare bocciature in sede di promulgazione. Berlusconi non sprizzava certamente entusiasmo all'uscita dal Quirinale. Anche la nomina dei tre nuovi giudici costituzionali di competenza del Presidente Ciampi non avrebbe migliorato il suo stato d'animo nonostante siano personalità di grande prestigio. Speriamo che alcuni partiti della maggioranza raccolgano gli ammonimenti del Colle e che la settimana parlamentare sia migliore di quanto si annunciava. In ogni caso l'ostruzionismo continua. Sul fronte delle buone notizie c'è da registrare, a Milano, l'annuncio della candidatura a sindaco di Bruno Ferrante, eccellente prefetto ed eccellente servitore dello Stato. Nella breve conferenza stampa Ferrante ha fatto intravedere una candidatura nel segno della discontinuità. !

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Delega sull'università: sono state calpestate le aspirazioni dei giovani e le norme della Costituzione. Diciamo cinque volte no.

La maggioranza di centrodestra ha approvato ieri sera in via definitiva la legge delega sulla riforma dello stato giuridico dei professori universitari e sul loro reclutamento. Si tratta di un provvedimento fortemente negativo per l'università che va respinto per cinque ragioni principali. 1) Incostituzionalità: si calpesta l'autonomia degli atenei, stabilita in Costituzione all'art. 33, sesto comma, assegnando un potere al Ministro che non trova limiti nella legge stessa, né nei decreti legislativi che seguiranno. Si calpestano secoli di storia circoscrivendo l'autonomia delle università “nel quadro degli indirizzi fissati con decreto del Ministro”. 2) Mancanza di copertura finanziaria: risulta essere totalmente priva di copertura finanziaria, scaricando in toto gli oneri sulle singole università anche a causa della frettolosa approvazione proprio nel corso della sessione finanziaria. Il Ministero acquista un ruolo preponderante ed invasivo nella gestione delle università e contemporaneamente si defila dal punto di vista del finanziamento. 3) I titoli vuoti sono inutili: gli oneri della riforma sono aggravati da un'operazione che trasforma ope legis un'intera categoria di ricercatori, assistenti e tecnici, creando la nuova figura del professore “aggregato” e, contemporaneamente, prevede che, il conseguimento dell'idoneità per il passaggio da una fascia all'altra di insegnamento non sia diritto di accesso alla docenza. 4) Precarizzazione della ricerca: si allarga a dismisura il precariato nelle università, inserendo contratti a tempo determinato che, alla loro scadenza, non possono essere rinnovati oltre i sei anni, rendendo impossibile la costruzione di programmi di ricerca strutturati e durevoli, e rendendo incerto il futuro di chi volesse intraprendere la carriera di ricercatore, proprio in un momento in cui l'innovazione è unanimemente considerato un fattore chiave per lo sviluppo del Paese. Si reintroduce un istituto antiquato e discriminatorio come gli incarichi di insegnamento gratuito. 5) Ostacoli ai giovani: si ignorano i giovani, inserendo garanzie per l'accesso alle fasce superiori di insegnamento in base all'anzianità e non in base al merito. Allo stesso tempo sparisce il meccanismo di valutazione dei docenti. Su questo c'è stata una manovra tattica ed ambigua da parte della maggioranza: si è stralciata al Senato la parte relativa alla valutazione con la prospettiva di un suo inserimento nella legge finanziaria e proprio durante l'esame di questa ne sono state eliminate le parti riferite alla valutazione dei docenti universitari, ancore declassate a mero disegno di legge. Sempre più in basso. !

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Riforma Costituzionale: cinque ragioni per dire no in Parlamento e al Referendum

Il voto contrario di tutta l'Unione alla riforma costituzionale voluta dalla Lega e subita dalla Casa della libertà è anche un grande si per la difesa della nostra Costituzione: una Costituzione fatta di valori comuni ancora attuale e bisognosa di attuazione e di consolidamento (art.3, secondo comma). Il voto contario dell'Unione è un voto per la difesa dello Stato sociale che in questi anni è stato sistematicamente demolito nei suoi cardini contenuti nella prima parte della Costituzione: lavoro (art.4), informazione (art.21), giustizia (art.24 e 25), sanità (art.32), scuola e cultura (artt.33 e 34). Il voto contrario dell'Unione è un voto per la tutela della forma di governo parlamentare fondato sull'equilibrio e sui contrappesi costituzionali tra Parlamento, Governo, Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica. Il voto contrario dell'unione alla “devolution” è un voto per la difesa dell'unità del paese e per la costruzione di uno stato federale, solidale e ispirato ad una logica redistributiva tra Nord e Sud. La riforma costituzionale approvata dal centrodestra è una riforma incostituzionale perché la procedura di modifica prevista dai costituenti (art.138 Cost.) non consente una modifica così ampia ed eterogenea. Quando il popolo sarà chiamato al voto per il referendum confermativo non potrà che rispondere che vuole salvare la nostra Costituzione. Per tutti noi in ogni caso resterà forte un insegnamento e un impegno: nella prossima legislatura non toccheremo la Costituzione, se non per renderne più forti le sue garanzie. !

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Forte accelerazione verso il partito democratico: i dubbi, mettiamoli da parte

Il primo risultato politico di enorme importanza delle Primarie di domenica scorsa e' la svolta e l'accelerazione verso il Partito democratico.. Questa prospettiva unitaria, indicata dai 4.311.149 elettori che hanno partecipato alle Primarie impegna fortemente i partiti del centrosinistra e in primo luogo, per questo progetto, i democratici di sinistra e la margherita; questa prospettiva ambiziosa comportera' forse sacrifici, rinunce e dubbi che a questo punto presentano pero' un saldo positivo in vista delle elezioni del 2006 A proposito di dubbi mi hanno segnalato un brano di Bertolt Brecht (Lode del dubbio)che mi pare calzante:"…..Con coloro che non riflettono e mai dubitano/si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono./Non dubitano per giungere alla decisione, bensi/per schivare la decisione: Le teste/le usano per scuoterle. Con aria grave/ mettono in guardia dall'acqua i passeggeri di navi che affondano./Sotto l'ascia dell'assassino/si chiedono se anch'egli non sia un uomo/Dopo aver rilevato,mormorando,/ che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto./La loro attività consiste nell'oscillare./Il loro motto preferito è:l'istruttoria continua./….." Ciascuno pensi a chi vuole! !

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