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Primo incontro di Rosy Bindi a Milano

Lunedi 3 settembre 2007 ore 20.30 presso la Casa della Carità di don Virginio Colmegna in Via Brambilla, n.8, Milano si terrà un incontro sul“Le marginalità interpellano la politica”. Presenterà Maria Grazia Guida, direttore Casa della Carità. Interverrà il ministro Rosy Bindi,Candidata alla segreteria del partito democratico e parteciperanno tra gli altri Susanna Camusso, segretaria regionale CGIL Lombardia; Sabina Ratti Profumo, manager; Francesca Floriani, Presidente Federazione Cura Palliative, Gad Lerner, giornalista.,Daniela Mazzucconi e i parlamentari Franco Monaco e Roberto Zaccaria. Se qualcuno vuole prepararsi all'incontro potrà cogliere l'occasione per leggere il programma di Rosy Bindi (www.scelgorosy.it) ed in particolare la parte dedicata alla società equa e solidale che mi permetto di suggerire in modo particolare. Di fronte alle deformazioni che spesso accompagnano questi temi nelle cronache estive e non solo estive, un approfondimento serio mi sembra il modo migliore per riprendere l'attività politica. !

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Le ragioni del mio sostegno a Rosy Bindi

La candidatura di Rosy Bindi alla guida del partito democratico costituisce un fatto importante per la politica italiana. La candidatura di una donna oggi rappresenta in concreto un modo diverso per affrontare i problemi della nostra società. Il programma dell'on. Bindi contiene una serie di punti molto significativi. "Democratici, davvero" vuol sottolineare, in termini di metodo, l'obiettivo di una maggiore democrazia nella società e nei partiti. A questo fine è essenziale realizzare un bipolarismo maturo anche attraverso la scelta degli eletti da parte degli elettori. Il principio di laicità rappresenta il primo dei contenuti programmatici e si collega ad una visione della società fondata sui diritti, sulla tutela dei più deboli e sul superamento delle diseguaglianze sociali. Con il doveroso concorso di tutti al sistema fiscale si devono realizzare servizi pubblici efficienti. La cultura e le attività culturali ad ogni livello devono mantenere autonomia nei confronti della politica. Il consenso su questi e gli altri punti del programma dell'on. Bindi rappresenta la garanzia che questi temi avranno un peso nel futuro del partito democratico e contribuiranno a rafforzare il Governo. !

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LIBERTA' RELIGIOSA: LAVORIAMO A ELENCO MINISTRI DI CULTO E REGISTRO DELLE CONFESSIONI

(DIRE) Roma- Il problema del terrorismo islamico? Si risolve attraverso il binomio liberta' e trasparenza. Ne e' convinto Roberto Zaccaria, deputato dell'Ulivo e relatore del testo unico sulla liberta' religiosa in discussione in questi giorni in commissione Affari costituzionali alla Camera, dopo la scoperta di sospetti terroristi islamici nella moschea di Ponte Felcino, vicino Perugia. "Il testo unico che ho predisposto- spiega Zaccaria- prevede un registro delle confessioni e un elenco dei ministri di culto (e per l'Islam degli imam) che va proprio in questo senso". E' importante, sottolinea il deputato, "che ci sia la possibilita' di sapere cosa fanno e come si comportano gli imam o i ministri di culto all'interno delle moschee" perche' "il problema del terrorismo religioso va affrontato unendo la trasparenza e la liberta'". E la Cdl, che accusa il testo di legge sulla liberta' religiosa di essere troppo morbido o addirittura di islamizzare l'Italia? "E' un'accusa assurda: non mi si venga a dire che la liberta' favorisce il terrorismo", dice l'esponente dell'Ulivo. La verita' e' che "proprio dove la liberta' non e' garantita e non c'e' trasparenza prosperano fatti di terrorismo". !

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Si è aperto e chiuso il dibattito alla Camera sul conflitto di interessi. Ostruzionismo mascherato del centrodestra

E' iniziato ieri pomeriggio e si è subito chiuso nell'aula della Camera dei deputati l'atteso dibattito sulla proposta di legge in materia di conflitto di interessi. Si sapeva che dato il calendario molto affollato di luglio sarebbe stato difficile concludere l'esame del provvedimento, ma si pensava che sarebbero stati esaminati almeno i primi articoli. Invece nulla di tutto questo. Si è assistito ad uno stanco e surreale dibattito sul complesso degli emendamenti all'art.1. Una sorta di replica più sbiadita e scadente della discussione generale. Gia questa mattina si è passati ad un altro argomento. (Seguito della discussione delle mozioni Leoni ed altri n. 1-00159 e Fabris ed altri n. 1-00203 sulle iniziative in favore del popolo saharawi ). Per un osservatore distratto sarebbe stato anche difficile capire che si era in presenza di una tecnica ostruzionistica. In realtà l'ostruzionismo era chiaro e si svolgeva con diverse tecniche: prima nella conferenza dei capigruppo, poi in aula sui provvedimenti precedenti ed infine ieri attraverso la “narcotizzazione “ della seduta. Peccato. Ormai si andrà a settembre e con un contingentamento altissimo. Il contrasto con la tecnica usata dal centrodestra durante la discussione della legge elettorale nella scorsa legislatura è impressionante.Poche parole a questo punto nel merito del provvedimento . La proposta di legge contiene un testo equilibrato e si basa su principi ben più incisivi di quelli contenuti nella legge Frattini, rivelatasi clamorosamente inadatta a risolvere, nell'ordinamento italiano, il problema del conflitto di interessi del presidente del Consiglio; basta ricordare, tra l'altro, che la legge Frattini, è stata consapevolmente ritardata nell'approvazione per farla precedere dalla legge Gasparri. I punti pricipali del provvedimento in esame nelle aule di Montecitorio, sono i seguenti:1) definizione più ampia della nozione di conflitto di interessi in termini preventivi; 2) obbligo di dichiarazione di tutte le situazioni di incompatibilità; 3) obbligo generalizzato di astensione dei titolari di cariche pubbliche in condizioni di conflitto di interessi; 4) previsione di alcune ipotesi di incompatibilità assoluta; 5) separazione degli interessi economicamente rilevanti; 6) applicabilità dei principi della nuova disciplina alle regioni e agli enti locali di maggiori dimensioni. !

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LIBERTA' RELIGIOSA, DEFINITO NUOVO TESTO PDL

La Commissione Affari Costituzionali ha ripreso l'esame delle pdl 36 e 134 contenenti norme sulla liberta' religiosa e l'abrogazione della legislazione sui culti ammessi derivante dalla legge del 24 giugno 1929 e dal regio decreto del febbraio del 1930. L'esame era stato sospeso dalla seduta del 14 dicembre scorso e questa battuta d'arresto ha consentito al relatore Roberto Zaccaria (Ulivo) di definire un nuovo articolato che apporta vari ritocchi alle due proposte di legge sostanzialmente coincidenti in quanto ripropongono testo di revisione di questa normativa gia' presentati nella tredicesima e quattordicesima legislatura. Lo stesso Zaccaria ha precisato che il testo unificato e' stato messo a punto anche alla luce della indagine conoscitiva svolta dalla Commissione nel gennaio scorso. Ha poi messo in luce la novita' costituita dalla istituzione del registro delle confessioni religiose al quale le singole confessioni o gli enti che le rappresentano possono liberamente iscriversi conseguendo cosi' specifici diritti e vantaggi. Ma la mancata iscrizione – ha precisato – non comporta discriminazioni in quanto restano salvi i diritti dei ministri di culto nel fruire del relativo status a condizione che siano cittadini italiani e che la loro qualifica risulti da un apposito elenco tenuto dal ministro dell'interno. !

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Ineleggibilità palese: la Camera capovolge il giudizio della Giunta e con un voto trasversale protegge la corporazione. Un vero autogol

La notizia. Due deputati, Neri e Bodega, rispettivamente del Movimento per le autonomie e della Lega Nord, si candidano alle ultime elezioni politiche, pur essendo nella condizione di palese ineleggibilità: sono infatti entrambi sindaci e la legge prescrive che per essere eletti devono preventivamente dimettersi da questa carica.Non lo fanno, preferendo attendere l'esito delle elezioni. La Giunta per le elezioni della Camera propone, la decadenza da deputati. Il regolamento prevede però che sia l'aula ad assumere la decisione. Nella seduta del 7 giugno, con un voto che vede la partecipazione compatta del centro destra con l'Udeur e con i verdi e numerosissime assenze nel centro sinistra e nell'ulivo l'esito è ribaltato e i due parlamentari restano alla Camera. Intervento in Aula di Roberto Zaccaria. Signor Presidente, chiedo scusa, avrei dovuto intervenire sul caso precedente, perché mi rendo conto che diventa molto delicato per il Parlamento esprimere due valutazioni diverse su casi che hanno caratteristiche simili. Ma non posso esimermi dal parlarne data l'importanza del caso. Questo fatto non cambia naturalmente il mio atteggiamento e non cambierà – immagino – l'atteggiamento di altri colleghi. Sono totalmente d'accordo con quanto è stato detto ora dal collega che mi ha preceduto: con questo voto ci assumiamo una gravissima responsabilità. È inutile che nascondiamo il fatto che vi è oggi un attacco, in larga misura ingiustificato, al Parlamento, con una serie di motivazioni che tutti conosciamo. Ma in questo momento e con questo voto il Parlamento dimostra di non essere in grado di esercitare una sua prerogativa fondamentale. Lascio naturalmente da parte le valutazioni personali e i rapporti che si possono stabilire tra i parlamentari in quest'aula durante il periodo inevitabilmente lungo dell'istruttoria. Tale periodo prolungato nasce dal rispetto di alcune garanzie. Abbiamo atteso per dare delle garanzie, per realizzare il contraddittorio su questa materia. Nel momento però in cui – dopo aver atteso, aver concesso garanzie e aver ascoltato la relazione della Giunta delle elezioni – votiamo contro chiare prescrizioni di legge tutelando obiettivamente la corporazione, la «casta» del Parlamento, rendiamo legittime tutte le critiche che arrivano dall'esterno. Lo dico con grande franchezza: presenterò al più presto una proposta di legge che sottragga al Parlamento, dopo questa esperienza, il giudizio sui titoli di eleggibilità (Applausi di deputati del gruppo Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo). Credo che, a questo punto, dobbiamo consegnare – non ero convinto in astratto di tale tesi, ma ritengo sia oggi una conseguenza necessaria di questo voto – ad un organo terzo, alla magistratura o alla Corte costituzionale il giudizio su questa materia (Proteste dei deputati dei gruppi Forza Italia e Alleanza Nazionale). Capisco le vostre reazioni, ma credo che questo voto certifichi che il Parlamento non è in grado di esercitare un controllo su se stesso. Pertanto, questo è il motivo per il quale ribadisco il mio voto. Spero che il voto sia uguale a quello precedente, perché non sarebbe giustificato trattare in un modo diverso un caso rispetto all'altro: però la questione di principio è e resta di grandissima rilevanza. Vi assicuro che sono dispiaciuto per i colleghi che si sono allontanati di soppiatto per non partecipare alla votazione (Applausi di deputati del gruppo Sinistra Democratica. Per il Socialismo europeo). !

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DDL Gentiloni: si gira pagina sulla Rai

Il ddl Gentiloni sulla riforma della RAI è ispirato finalmente a nuovi principi per il governo, l'organizzazione di vertice e la disciplina dei contenuti della televisione pubblica. C'è indubbiamente un po' di sapore inglese nella nuova riforma che introduce il doppio livello del Consiglio di sorveglianza della Fondazione e quello più ristretto ed operativo della RAI. Anche la Carta del servizio pubblico da farsi ogni sei anni è una novità che ricorda la BBC. Per certi aspetti io avrei preferito il modello francese che attribuisce al Presidente della Repubblica un ruolo significativo nella composizione del CSA (il corrispondente della nostra Fondazione) ma devo dire che il meccanismo proposto per la composizione del Consiglio della Fondazione è obiettivamente interessante ed in grado di costituire un “diaframma” reale tra la politica e l'azienda. Desidero sottolineare in particolare la novità di estremo interesse rappresentata da un rappresentante dei dipendenti RAI. nel Consiglio della fondazione. Bene anche alla composizione plurima con la presenza dei rappresentanti di una serie di organismi (Lincei, Rettori, Consumatori e utenti e CNEL). Se si vuole realmente garantire un risultato che renda difficile prevedere a priori la composizione e l'equilibrio del futuro consiglio, bisognerà inserire il divieto di indicare per la fondazione il nome del Presidente dei rispettivi organi designanti. Un'ultima notazione infine sulla Carta del servizio pubblico, che vale anche per il contratto di servizio. Bisognerà garantirsi che non sia solo un elenco di belle parole costantemente trascurate. Gli inglesi e i francesi su questo sono d'accordo. Gli indirizzi dei pubblici poteri sono rigorosamente vincolanti. !

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Brebemi e Pedemontana: grandi infrastrutture lombarde Berlusconi le prometteva, Prodi le realizza.

Via libera, oggi, del Cipe alle convenzioni per le autostrade Brebemi e Pedemontana, rispettivamente per lavori che ammontano a 1,7 e 4,6 miliardi di euro. Dopo tante promesse fatte e non mantenute dal precedente Governo, oggi il Cipe ha dato il via libera alla realizzazione definitiva della Brebemi e della Pedemontana. Due grandi e nevralgiche infrastrutture della Lombardia vedranno finalmente la luce. L'impegno che il Governo e i parlamentari lombardi dell'Unione avevano preso in campagna elettorale viene oggi mantenuto. Un grazie sentito al Presidente del Consiglio, al Ministro Di Pietro e al Vice Ministro Pinza. Dopo la fase del risanamento economico, si percepiscono concretamente i risultati di un'azione di Governo fattiva e concreta. Andiamo avanti così perché questa è la strada giusta. !

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