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Punti essenziali per la prevenzione del conflitto d’interessi (A.Pertici)

Ecco qui di seguito la scheda elaborata da Andrea Pertici al termine dell’ultima riunione del gruppo sul conflitto d’interessi: La proposta elaborata, prevalentemente sulla base del testo licenziato dalla Commissione Affari costituzionali nella XV legislatura e di quello dell’associazione ASTRID, più o meno coevo, mira ad introdurre nell’ordinamento italiano una efficace disciplina del conflitto di interessi superando le forti inadeguatezze della l. n. 215 del 2004, notoriamente oggetto di parere negativo da parte della Venice Commission. Il perno della proposta è quello di un sistema di incompatibilità concreta e controllata, secondo quanto previsto dall’ordinamento statunitense, che rimane, nel panorama internazionale, il più efficace. Tale sistema è improntato ad una logica di prevenzione (a differenza di quanto previsto dalla legge vigente) ispirata al criterio del minimo mezzo e comporta la necessità di una full and public disclosure dei beni e gli interessi dei titolari delle cariche pubbliche indicate sulla cui base un soggetto terzo (Autorità, che negli USA è l’Office of Government Ethics, almeno per i membri dell’Amministrazione) può adottare i provvedimenti più efficaci ad assicurare una totale separazione degli interessi privati da quelli pubblici da perseguire in ragione della funzione, nell’ambito degli strumenti previsti in via generale dalla legge. I punti salienti riguardano quindi: a) i soggetti; b) gli strumenti; c) l’Autorità. a) I soggetti. Mentre il principio generale di esclusiva dedizione agli interessi pubblici riguarda tutti i titolari di cariche o uffici pubblici, secondo quanto certamente deducibile dalla Costituzione, la proposta si concentra poi sulle cariche politiche di parlamentari, componenti del Governo e Presidente della Repubblica.Attraverso lo strumento della delega, idoneo a coinvolgere rappresentanze delle stesse autonomie, si prevede poi l’intervento sui livelli di governo territoriale. A livello emendativo è stata già proposta, almeno in via informale (siamo in attesa di eventuali testi), l’estensione ai componenti delle Autorità di Garanzia (cosa che potrebbe tuttavia porre qualche questione anche per Banca d’Italia, CNEL, ecc.), nonché all’alta dirigenza e/o posizioni di vertice negli uffici di diretta collaborazione. b) Gli strumenti. Sono graduati in relazione alle capacità di incidere sulle decisioni da parte dei diversi soggetti interessati. Il primo strumento, che è poi, in realtà, anche il presupposto per la predisposizione degli altri strumenti, è quello della full and public disclosure, che consente il controllo dell’Autorità, ma anche di chiunque voglia eventualmente procedervi. Esso si applica a tutti i soggetti riguardati dalla disciplina e consente all’Autorità la predisposizione degli ulteriori strumenti. Vi sono poi le incompatibilità, previste ancora per tutti i soggetti (eventualmente con qualche gradazione per i parlamentari), al fine di prevenire i conflitti d’interessi derivanti dalla titolarità di cariche o uffici privati quando se ne assumano di pubblici. Tale aspetto sarà da coordinare con quello del gruppo, già avviato nel medesimo contesto, su incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità. Per i conflitti di interessi derivanti invece dalla titolarità di interessi economici (rilevanti) è previsto l’obbligo di alienazione e/o il blind trust, concepito con rigide caratteristiche di blindness senza le quali è destinato all’inefficacia. Soltanto nel caso in cui il conflitto d’interessi, sulla base delle concrete valutazioni sia destinato ad emergere in modo del tutto sporadico e/o limitato l’Autorità può prevedere (semplicemente) precisi e comunque rigidamente controllati obblighi di astensione. Mentre quest’ultima si applica a tutti i soggetti riguardati dalla disciplina, l’obbligo di alienazione e/o il blind trust si riferisce esclusivamente al PdR e ai membri del Governo (salva estensione ai soggetti per i quali sono allo studio le proposte emendative di coinvolgimento.Per la violazione delle prescrizioni sulla prevenzione sono previste sanzioni. c) Autorità. Dopo lunga valutazione circa l’opportunità di mantenere la competenza all’AGCM o la istituzione di una nuova Autorità quest’ultima è risultata comunque la soluzione preferibile per la grande maggioranza dei partecipanti al gruppo di lavoro. Ciò si lega al ruolo certamente centrale che tale Autorità assume nell’ambito di un sistema di incompatibilità concreta e controllata basato sul criterio del minimo mezzo. Per questo tale Autorità è assistita da particolarmente rigide garanzie di indipendenza ed imparzialità. Nel corso della discussione è risultato nettamente prevalente l’orientamento volto ad inserire nel testo – pur nella consapevolezza della sua parziale eterogeneità rispetto al tema del conflitto di interessi – una norma sul sostegno privilegiato in relazione ai mezzi di comunicazione di massa, ripresa dalla proposta Veltroni-Zaccaria ed altri presentata all’inizio della XVI legislatura. In attesa di proposte emendative si procederà poi ad una bozza conclusiva del lavoro, salvo ulteriore coordinamento con il testo su incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità.

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30 maggio a Sesto fiorentino Discorso sulla Repubblica

Comune di Sesto Fiorentino Discorso sulla Repubblica 2013 manifesto Il 30 maggio al Palazzo comunale di Sesto Fiorentino celebreremo la festa della Repubblica parlando di Costituzione, di informazione e di democrazia. Si cerca di diffondere l’idea che una più rapida circolazione delle idee possa introdurre nella nostra Costituzione una scorciatoia verso la democrazia diretta. Putroppo questa deformazione dei valori è stata in gran parte favorita da una legge elettorale palesemente incostituzionale. In proposito è bene ricordare una parte del recente discorso di Napolitano alle Camere riunite che contiene spunti di grande interesse e che commenteremo “Non puo’, d’altronde, reggere e dare frutti neppure una contrapposizione tra Rete e forme di organizzazione politica quali storicamente sono da ben piu’ di un secolo e ovunque i partiti. La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilita’ individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all’aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c’e’ partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del “metodo democratico”.

Articoli e saggi

Due proposte di legge in materia di conflitto d’interessi

Conflitto d’interessi, Bressa Conflitto d’interessi, VeltroniAbbiamo costituito, nel quadro delle attività di Art.21, il gruppo di lavoro sul conflitto d’interessi. Ho chiesto innanzitutto ad Andrea Pertici di preparare un indice dei problemi che è riprodotto sopra. Tra gli altri allegati troverete anche due proposte di legge presentate nella XVI legislatura (Veltroni, Zaccaria e Bressa, Zaccaria). Questo secondo testo riproduce il punto di arrivo dei lavori della XV legislatura.

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CONFLITTO DI INTERESSI: questioni rilevanti per la introduzione di una disciplina (A.Pertici)

Indice problemi La materia richiede una azione di regolazione dei confini rispetto a ineleggibilità/incandidabilità (ipotesi, momento dell’accertamento, soggetto competente: anche in rel. a art. 66 Cost.); sistema telecomunicazioni (concentrazioni; influenza sulla formazione del consenso elettorale). 1. I SOGGETTI DESTINATARI Si tratta di delimitare l’ambito dei destinatari, anche avuto riguardo alla legislazione vigente. Soltanto membri dell’esecutivo o anche parlamentari? Componenti delle autorità di garanzia? Presidente della Repubblica? Soltanto il livello statale o anche locale e regionale (per quest’ultimo in relazione alle incompatibilità vi è limite art. 122 Cost.)? 2. LA DEFINIZIONE Conflitto tra interessi privati (di cui si ha titolarità o rappresentanza) e interessi pubblici di cui si ha rappresentanza in ragione della funzione ricoperta. – Interessi privati solo economici? (parrebbe preferibile al fine di poterli individuare); – Soglie di rilevanza? Settori strategici? (preferibile di no, ma v. anche n. 3); – Rilevanza interessi dei “not so others” (coniuge, figli, ecc.). 3. GLI STRUMENTI DI PREVENZIONE Dichiarazione degli interessi (al momento dell’assunzione della carica e poi annualmente… “politometro”), oltre a: a) Per conflitti da rappresentanza di interessi privati: – Astensione (quando il conflitto sia destinato ad emergere sporadicamente); – Incompatibilità. b) Per conflitti da titolarità di interessi privati: – Astensione (quando il conflitto sia destinato ad emergere sporadicamente); – Alienazione o blind trust (quest’ultimo prevede il conferimento dei beni ad un trustee che opera la trasformazione degli stessi procedendo al disinvestimento e reinvestimento senza renderne edotto il titolare, con precisi obblighi di estraneità e segretezza: il titolare della carica pubblica non conosce più il suo patrimonio ma solo il suo ammontare ed il suo rendimento). Sul blind trust c’è molta confusione proprio perché non si pone abbastanza l’accento sulla sua “cecità”. Gli strumenti sub a) e b) devono essere modulati in relazione alla situazione concreta con l’intervento dell’Autorità incaricata della vigilanza in merito (c.d. “incompatibilità concreta e controllata”). 4. LE SANZIONI In caso di violazione degli obblighi e degli strumenti di cui sopra devono essere previste sanzioni efficaci (al contrario di quelle previste nella legge vigente) tendenzialmente volte a colpire l’uomo pubblico più che l’azienda che se ne è avvantaggiata (al contrario di quanto previsto dalla legge vigente). 5. I CONTROLLI – AUTORITA’ Previsione di un’autorità terza, in grado di “guidare” la scelta degli strumenti di prevenzione e di vigilarne l’applicazione, sanzionando eventuali violazioni. E’ il caso di mantenere il compito all’Antitrust o meglio Autorità ad hoc (forse preferibile)? In questo secondo caso, attenzione ai “costi della politica” ma è comunque possibile “limando” da altro… Se viene mantenuta Antitrust sviluppare specializzazione, oltre a potenziare il ruolo.

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Gruppo di lavoro di Art.21 sul conflitto d’interessi

L’assemblea di Art. 21 ha deliberato di dar vita ad un gruppo di lavoro sul tema del conflitto d’interessi che metterà a punto una proposta aggiornata, anche alla luce di quelle presentate in Parlamento nella scorsa legislatura. Hanno gà dato l’adesione al gruppo di lavoro Roberto Zaccaria, Vincenzo Vita, Alessandro Pace,Gianni Cuperlo, Paolo Caretti, Beppe Giulietti, Andrea Pertici (che ha scritto una monografia sul tema e del quale pubblichiamo una nota), Nicola D’Angelo, Michela Manetti, Nino Rizzo Nervo, Giorgio Balzoni. Ulteriori adesioni potranno essere date al sito di Art.21 o a info@robertozaccaria.it —————————- Con il conflitto d’interessi “si mangia” di Andrea Pertici, Professore di diritto costituzionale all’Università di Pisa Il conflitto d’interessi torna di attualità. L’Italia ha in materia una legge del 2004: la c.d. “legge Frattini”, dal nome dell’allora ministro della funzione pubblica del II Governo Berlusconi che la propose. Questa legge ha mostrato tutta la sua inefficacia (come risulta anche dalle relazioni semestrali dell’Antitrust) ed è stata censurata dalla Commissione di Venezia (assieme alla “legge Gasparri” sulle telecomunicazioni), rimasta tuttavia inascoltata. Da alcune settimane il tema è tornato al centro del dibattito, determinando subito la reazione di chi afferma che “il Paese ha problemi più importanti” e che “con il conflitto di interessi non si mangia”. Evitando di rispondere con una battuta per cui, al contrario, chi si trova in situazioni di conflitto di interessi mangia, eccome; pare utile ricordare come D.F. Thompson, professore ad Harvard, già oltre vent’anni fa (nel suo Paradoxes of Government Ethics) abbia mostrato che l’etica pubblica è il presupposto per poter svolgere efficacemente l’azione di governo; e come, al contrario, l’assenza di regole certe e chiare di etica pubblica determini una dispersione della medesima azione. Ormai pare ampiamente dimostrato, infatti, che la corruzione ed i diffusi conflitti di interessi allontanano gli investitori dall’Italia e che questo acuisce la crisi economica in atto. Un intervento in materia è quindi urgente. Ma attraverso quali punti fondamentali dovrebbe passare? 1. Individuazione di cos’è il conflitto di interessi, che si realizza quando chi è incaricato di rappresentare interessi pubblici ha (o rappresenta anche) interessi privati potenzialmente confliggenti con i primi. 2. Predisposizione di strumenti di prevenzione del conflitto di interessi, attraverso un sistema concreto e graduato che va dall’obbligo di astensione (nel caso in cui il conflitto emerga del tutto sporadicamente) all’incompatibilità (quando dell’interesse privato si ha non la titolarità ma la rappresentanza) all’obbligo di alienazione o di istituzione di un blind trust. Quest’ultimo rappresenta il conferimento del patrimonio in un fondo, trasformato in assets che il proprietario non conosce, potendo così svolgere liberamente il proprio mandato. 3. Predisposizione di misure sanzionatorie efficaci per l’ipotesi in cui vi siano state violazioni delle regole di prevenzione. 4. Individuazione di un’Autorità terza (non di nomina governativa), in grado di vigilare sull’applicazione della predetta normativa, dotata degli strumenti necessari per assicurarne il rispetto. Vale forse la pena precisare che in Italia il problema del conflitto di interessi si è intrecciato – e molto fortemente – con quello della libertà di informazione (come anche il parere della Commissione di Venezia sulle leggi Frattini e Gasparri conferma). Si tratta comunque di due questioni distinte: anche quest’ultima meriterebbe di essere affrontata quanto prima, anzitutto liberalizzando maggiormente il mercato e prevedendo chiare ipotesi di ineleggibilità. Ma questo problema merita di essere affrontato separatamente. Rimane da comprendere se, dopo decenni di ritardi, la difficile legislatura che ha appena preso avvio riuscirà ad affrontare seriamente queste questioni.

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Torno a fare il professore. Il sito cambia veste. Libri e gruppi di lavoro.

Il 15 marzo con l’apertura della XVII legislatura ho cambiato stato e sono tornato a fare il professore. Per questa ragione è cambiato anche l’aspetto grafico del sito che rappresenta il mio biglietto da visita su Internet. Ancora ci sono delle imperfezioni e delle parti in costruzione. Le completerò al più presto. Il mio lavoro immediato è quello di far uscire una nuova edizione del mio manuale sul Diritto dell’informazione e della comunicazione. L’appuntamento, dato che il lavoro è in via conclusiva, è tra un paio di mesi al massimo. Spero che gli sudenti interessati (ma non sono solo loro) lo possano utilizzare al più presto. Chi avesse bisogno di qualche anticipazione me lo faccia sapere via mail. Subito dopo l’uscita organizzeremo delle presentazioni in alcune sedi universitarie. Quando ero studente e studiavo su alcuni manuali il mio desiderio più grande era quello di poter incontrare il professore, magari per fargli qualche appunto. I giudici più severi infatti sono gli studenti che dovendo per forza di cose approfondire i dettagli, non soppartano le contraddizioni o gli errori. In questi giorni con colleghi ed amici stiamo dando vita ad una serie di gruppi di lavoro per definire proposte in alcuni settori importanti della società. Tra i primi gruppi che stiamo costituendo ci sono quelli sulla libertà religiosa, sul conflitto d’interessi e sulla legge elettorale.

Aula xvi

Il linguaggio del legislatore: una questione antica e sempre attuale

Il linguaggio del legislatore Relazione presentata ad un Seminario all’Università di Pisa. 30 novembre 29013. Premessa. Il tema che mi è stato affidato è un tema complesso che nella letteratura giuridica è stato affrontato da molteplici punti di vista. Il profilo piu’ significativo è senz’altro quello della qualita’ della legislazione. Questo e’ anche l’approccio che segue il Comitato per la legislazione, l’organismo parlamentare del quale, a vario titolo, ho fatto parte in questi ultimi anni. Al ruguardo posso ricordare che proprio in veste di Presidente del Comitato ho promosso poco più di un anno fa il Seminario sulla Buona scrittura della legge , dal quale ho attinto molte delle considerazioni che svolgerò in questo intervento. Se vogliamo allargare lo sguardo bisogna tener presente che nella scrittura degli atti legislativi, pur attraverso la formalizzazione ad essi connaturata, concorre una pluralità di fattori linguistici che riflettono gli sviluppi generali della lingua e le caratteristiche specifiche dei linguaggi tecnici, in particolare di quello giuridico.

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TV: dopo le elezioni Berlusconi continua con i videomessaggi a violare quel che resta della par condicio

Ieri nei tg delle 20 Berlusconi è tornato ad adottare il suo metodo comunicativo preferito: il video messaggio. Ci siamo chiesti il perché di questa predilezione e le risposte possibili sono due: una quella di riprodurre una sorta di messaggio a reti unificate tipico del Presidente della Repubblica. Una sorta di desiderio inconfessato! La seconda possibilità, più probabile è quella di fare una sorta di conferenza stampa, con uno sfondo gradevole, ma senza possibilità di domande dei giornalisti. Comunque il videomessaggio di ieri ha avuto un resoconto parziale dai TG Rai, Sky e La7, molto più attento da parte delle testate Mediaset. In particolare il Tg1 ha effettuato un servizio di circa 2 minuti con la diffusione di 40 secondi del videomessaggio senza alcun confronto dialettico e senza alcuna necessità di effettuare tale mezzo di comunicazione. Il Tgcom24 oltre a riportare il videomessaggio ha dato la possibilità di rivederlo sul sito www.tgcom24.it. L’Agcom nella sua nota circolare interpretativa aveva espressamente statuito che di norma, la diffusione di “videomessaggi” di soggetti politici e istituzionali nel corso di telegiornali e programmi di informazione non dovrebbe essere ammessa come forma abituale di comunicazione, stante il rischio di incidere sui canoni di parità di trattamento tra tutti i soggetti politici ed istituzionali su cui si fonda il principio del pluralismo politico in televisione.; prevede altresì la loro ammissibilità solo in casi eccezionali di rilevante interesse pubblico e nel rispetto di modalità tali da non incidere sul pluralismo dell’informazione e tra le condizioni e modalità minime che devono essere osservate nella diffusione di videomessaggi prevede che deve sempre avvenire nell’ambito di un confronto dialettico. Il pericolo è che questa sua modalità comunicativa possa essere ripresa pericolosamente. Ci attendiamo domani un nuovo intervento dell’Agcom sull’argomento.

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Osservatorio PD Riepilogo finale della campagna elettorale 24 febbraio 2013

Riepilogo montitoraggio Osservatorio PD 8 gennaio_22 febbraio Nelle tabelle allegate sono riprodotti i dati di sintesi delle edizioni del prime time dei principali Telegiornali. Sono conteggiati in secondi i tempi di parola, i tempi di notizia ed i complessivi tempi di antenna. Sono stati rilevati i tempi dei leader politici ed anche quelli dei partiti di appartenenza. Questo elementare sistema che peraltro lìAgcom non ritiene di adottare consente di capire molto meglio l’utilizzazione della TV da parte dei principali esponenti politici e di capire anche le linee editoriali delle principali testate. Questo permette di capire come alcune testate, una volta censurate dall’Autorità per una squilibrio nei tempi di parola abbiano cambiato startegia per dare spazio preferenziale ad alcuni leader sui tempi di notizia. Tutto questo è piuttosto chiaro leggendo i dati di Mediaset ed in particolare di TG4 e di Studio Aperto a favore di Berlusconi. Inutile cercare di configurare in questo atteggiamento da parte delle aziende controllate da B. di una forma di conflitto d’interessi perchè questo non è stato possibile configurarlo davanti all’Autorità neppure quando B. era presidente del consiglio e quindi sarebbe stato addirittura impensabile adombrarlo ora. La delusione maggiore di questo periodo è stata quella di vedere la sproporzione dei tempi durante la campagna elettorale tra Maroni, leader della Lega e candidato in Lombardia e Ambrosoli, candidato solo in quella Regione. L’Agcom ha ritenuto che pur in presenza di una palese discriminazione da parte delle Testate nazionali, il ricorso per squilibrio non fosse accoglibile. Una bella interpretazione della legge sulla par condicio. Non c’è che dire!!!

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ELEZIONI: ZACCARIA,AGCOM IMPEDISCA VIDEOMESSAGGIO BERLUSCONI

(ANSA) – ROMA, 22 FEB – ”Sta accadendo di tutto in questo finale convulso della campagna elettorale. Berlusconi vuole chiudere la straripante campagna Tv con un videomessaggio. Gia’ ci aveva provato nel maggio del 2011 e l’Agcom intervenne con pesantissime sanzioni ritenendo questo genere di comunicazione del tutto incompatibile con la legge sulla par condicio. Ora il tentativo viene ripetuto nell’ultimo giorno, nella convinzione di essere ormai in zona franca. Sarebbe gravissimo consentirlo. L’Autorita’ che ora e’ riunita deve ricordare il divieto a tutte le reti e alle testate tv”. Lo dice il parlamentare del Pd Roberto Zaccaria.” Grillo, da parte sua – aggiunge – si permette di vietare l’ingresso alle tutte le tv con le sue inspiegabili eccezioni. Anche questo comportamento si pone in contrasto con i i piu’elementari obblighi di equilibrio informativo e deve essere sanzionato perche’ pregiudica il diritto all’informazione dei cittadini. Senza considerare che le televisioni ammesse dovrebbero essere le prime a sottrarsi a questi incredibili diktat”. (ANSA).

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