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BERLUSCONI MINACCIA LA DESTITUZIONE DI FINI: CARICHE ISTITUZIONALI NON DOMINIO PRIVATO

  (ANSA) – ROMA, 15 APR – ‘Le parole di Berlusconi evidenziano la scarsa credibilita’ di una proposta di riforma istituzionale fatta da di chi ritiene che le cariche istituzionali siano una sorta di pertinenza o dominio privato’, afferma il vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria (Pd), che aggiunge: ‘Sembra strano che in un cosi’ aspro confronto politico si possa addirittura mettere in gioco la presidenza della Camera, soprattutto perche’ questa carica non e’ data in appalto ne’ a disposizione dei gruppi maggioranza, ma e’ espressione di una sintesi parlamentare alla quale concorrono maggioranza e opposizione e nella quale si tiene conto in misura eminente delle qualita’ delle persone. Le parole di oggi del premier – conclude – sono molto gravi e sono un altro sintomo di come siamo lontani da quell’auspicato clima di riforma’.

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RIFORME: BERLUSCONI VUOL FARSI L’ABITO SU MISURA!

    (ASCA) – Roma, 13 apr – ”Ma di che cosa sta parlando Schifani” Se lo chiede il vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria, che aggiunge: ”A furia di parlare del nulla e di costruire e disfare modelli e assetti istituzionali come se si trattasse di un passatempo qualsiasi, la seconda carica dello stato arriva anche ad adombrare l’anomalia di un sistema come il nostro che prevede la pacifica coabitazione di un presidente della repubblica e di un capo del governo indipendentemente dalla loro provenienza politica. Ma di che cosa stiamo parlando! Non e’ certo questo il terreno e il clima su cui si avviare un qualsiasi confronto anche perche’ per il momento le uniche riforme che sembrano andar bene al popolo della liberta’ sono quelle costruite su misura per Silvio Berlusconi: elezione diretta, immunita’, mantenimento del Porcellum, divieto di coabitazione. In queste condizioni quale dovrebbe essere l’interesse dell’opposizione anche solo a partecipare al dibattito? Speriamo che la clamorosa bocciatura del dl salva liste contribuisca a riportare la maggioranza con i piedi per terra e dare maggiore concretezza al dibattito su questi argomenti”.

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Riforme costituzionali: nessun passo avanti, anzi due indietro

All’indomani  del vertice di Arcore tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, a prevalere nel Pd e’ lo scetticismo. Uno scetticismo trasversale a tutte le componenti del Partito sull’effettiva volonta’ di maggioranza e governo di mettere mano alle riforme istituzionali. E per di piu’ in maniera condivisa. Tanto che per il segretario Pier Luigi Bersani, al momento, al di la’ delle interviste sui giornali non si vede nessuna grossa novita’. “La nostra agenda sulle riforme c’e’ – e’ il pensiero del segretario – ed e’ pronta da tempo. Sono due anni che li aspettiamo in Parlamento, vedremo se stavolta lo faranno sul serio”. Quanto al merito delle riforme istituzionali il Pd ha da tempo messo nero su bianco una serie di proposte come il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari. Per Bersani, poi, un tema centrale e’ quello di restituire agli elettori la possibilita’ di scegliersi i rappresentanti: basta quindi con le liste bloccate. Punti questi su cui c’e’ una certa unita’ di vedute nel partito. Sul capitolo presidenzialismo e legge elettorale le opinioni sono diverse. Sulla legge elettorale si va dal doppio turno alla francese gradito a Walter Veltroni al modello tedesco preferito da Massimo D’Alema. Quanto alla proposta lanciata da Roberto Maroni sul semipresidenzialismo alla francese, il costituzionalista e parlamentare del Pd, Stefano Ceccanti, non pone pregiudiziali purche’ la riforma si accompagni ad una nuova legge elettorale: il maggioritario uninominale, sistema adottato in Francia. La disponibilita’ di Ceccanti a discutere del semipresidenzialismo non e’ pero’ condivisa da Roberto Zaccaria, vice presidente Pd della commissione Affari costituzionali alla Camera, che sottolinea: “Se le riforme devono cominciare da questo capitolo, per me sono chiuse”. (adnkronos)

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REGIONALI:ZACCARIA, AUTHORITY TROPPO TIMIDA SU INFORMAZIONE

  (ANSA) ‘E’ troppo poco, di quei cartellini gialli nessuno se ne e’ curato. Penso che sia necessaria meno timidezza da parte dell’Autorita’, per far capire ai cittadini che i loro diritti sono effettivamente garantiti, ed anche per evitare che questo organismo perda credibilita’. E’ quanto afferma Roberto Zaccaria a commento del ruolo giocato daimass media nella recente campagna elettorale. ‘A urne chiuse, e’ necessaria una riflessione sul peso determinate della propaganda televisiva nelle campagne elettorali. Nelle elezioni politiche del 2006 il bombardamento televisivo di Berlusconi negli ultimi giorni della campagna elettorale riusci’ quasi ad ottenere il capovolgimento del risultato elettorale previsto e, comunque, a determinare quel sostanziale pareggio al Senato che poi fu decisivo per le sorti della legislatura’. In queste ultime elezioni regionali, per il risultato di Piemonte e Lazio si puo’ dire ‘con certezza che e’ stata decisiva l’occupazione televisiva degli ultimi giorni della campagna elettorale da parte di Berlusconi. E se questo e’ vero, non dobbiamo rassegnarci: il controllo su questi temi in Italia spetta all’Autorita’ delle comunicazioni. Giovedi’ 25 marzo, due giorni prima del voto, di fronte alla straripante presenza in TV di Berlusconi, sono state date multe di 100.000 euro al TG5 e al TG1′.

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Decreto legge che cambia le regole: non ci abitueremo mai

  Cominciamo col dire che non ci abitueremo mai… Siamo arrivati al cinquantottesimo decreto-legge, in meno di due anni di legislatura, ad oltre duecento ordinanze in deroga alle leggi, alla ventottesima questione di fiducia, siamo arrivati ad usare la Legge del Parlamento in chiave puramente residuale, ma noi non ci abitueremo mai e continueremo a denunciare lo stravolgimento dello stato di diritto. Non si possono fare decreti legge in materia elettorale, non si possono fare quando la campagna elettorale è già cominciata e soprattutto non si possono fare a favore di una parte politica e contro le altre parti. Mettere il bavaglio all’informazione politica in campagna elettorale, in base ad un’interpretazione della legge sulla par condicio che non era mai stata data nei dieci anni precedenti, e cambiare unilateralmente le regole elettorali è roba indecente. Non possiamo permettere che la reiterazione negli strappi alla Costituzione ammorbidisca la nostra coscienza. Non esistono diritti delle forze politiche principali. In campagna elettorale tutte le forze politiche hanno gli stessi diritti. Ieri Valerio Onida ed oggi Gustavo Zagrebelsky hanno parlato con grande chiarezza. Non tutti i costituzionalisti che sentiamo pontificare in questi giorni sono eguali. L’autorevolezza morale non si compra dovunque. Ricordiamo alcuni dei loro libri: La Costituzione (Onida), Il diritto mite (Zagrebelsky) e l’ultimo libro di Gustavo: Intorno alla legge, Il diritto come dimensione del vivere comune (Einaudi). Lapidarie le parole che trafiggono questo decreto: 1) un decreto in questa materia non si può fare; 2) I soggetti interessati modificano unilateralmente la legge a proprio favore; 3) Si finge il decreto interpretativo mentre è assolutamente innovativo 4) Questo decreto travolge in maniera clamorosa il principio di eguaglianza che è il pilastro fondamentale della Costituzione. Di fronte a questa arroganza non ci abitueremo mai….

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Protezione civile. Zaccaria (Pd): Bertolaso sia più prudente

   “Questa mattina rispondendo alle domande di Scalfari sull’uso e l’abuso delle ordinanze di protezione civile e sull’elusione che questo strumento determina delle prerogative del Parlamento e del Capo dello Stato, il dottor Bertolaso ha precisato che il Quirinale non ha mai opposto il rifiuto o obiezioni alle leggi che consentono l’adozione delle ordinanze relative ai grandi eventi e non ha mai espresso preoccupazioni di sorta al riguardo: sarebbe bene maggiore prudenza, evitando interpretazioni”. Lo afferma in una nota Roberto Zaccaria, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Affari Costituzionali. “Oltre alle precisazioni del Quirinale, già nel discorso rivolto il 21 dicembre alle alte magistrature della Repubblica – prosegue – il presidente, parlando dell’uso abnorme dei decreti e dei maxiemendamenti da parte dei governi di diversa formazione, ha aggiunto testualmente che tutto ciò finisce per gravare negativamente sul livello qualitativo dell’attività legislativa e sull’equilibrio del sistema delle fonti. Non a caso, gli studiosi si chiedono se abbia finito per instaurarsi, anche attraverso il crescente uso e la dilatazione di ordinanze d’urgenza, un vero e proprio ‘sistema parallelo’ di produzione normativa. E, senza voler forzare in alcun modo il pensiero del Presidente, mi pare proprio che il riferimento alla dilatazione del fenomeno sia qualcosa di più di una preoccupazione”.

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RAI: ZACCARIA (PD), PAR CONDICIO NON IMPEDISCE INFORMAZIONE =

  (AGI) – Roma, 13 feb – “La vera campagna elettorale e’ quella che si e’ aperta contro la par condicio”. Lo afferma Roberto Zaccaria, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, il quale sottolinea che “l’ultimo episodio di questo attacco e’ la soppressione del programma rievocativo di Bachelet, la prima mossa era stata l’approvazione del regolamento della Commissione di vigilanza diretto ad equiparare in maniera illegittima la comunicazione politica, cioe’ le tribune, all’informazione. Tutto questo non era mai accaduto nei dieci anni di vigenza della legge. Impedire a Bachelet di onorare il padre, nell’anniversario della morte equivale all’atteggiamento di chi nel 2001 voleva impedire a Biagi di intervistare Montanelli. La legge sulla par condicio non impedisce l’informazione, anzi la preserva e la garantisce con forza come ha detto con chiarezza la Corte costituzionale (sent.n.155 del 2002). Il tentativo goffo di far saltare questa legge attraverso interpretazioni miopi e burocratiche – conclude Zaccaria – deve essere smascherato con forza”.(AGI) Mal 131651 FEB 10

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