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TV: ZACCARIA (PD), DA OGGI RIPARTE OSSERVATORIO PLURALISMO A 26 GIORNI DA AMMINISTRATIVE, LEGA AL CENTRO DI TUTTI I TG

(ANSA) – ROMA, 11 APR – ”In vista delle elezioni amministrative di maggio, riparte l’Osservatorio televisivo del Pd per controllare il rispetto della par condicio tra soggetti politici ed istituzionali da parte dei Tg nazionali del prime time. Verranno osservati a campione anche i Tg regionali della Rai con riferimento ai comuni piu’ importanti chiamati al voto”. Ne da’ notizia il coordinatore dell’Osservatorio, il deputato Roberto Zaccaria, il quale rende noto che ”dal monitoraggio effettuato nella giornata del 10 aprile, come prevedibile, in tutti i Tg e’ emersa la presenza incontrastata della Lega Nord con particolare riferimento al Convegno di Bergamo, dedicato all’orgoglio leghista, e una piccolissima presenza degli altri partiti ed anche dei soggetti istituzionali”. ”In particolare – prosegue Zaccaria -, la Lega ha avuto il 55% del tempo di notizia (tn) e il 25% del tempo di parola (tp) rilevato in tutti i telegiornali, a cui si aggiunge Maroni con il 10% del tp e 22% del tn e Bossi con il 10% del tn, mentre il tn di tutti gli altri soggetti politici insieme e’ dell’8% e quello del Presidente Monti non supera il 5%. Per quanto riguarda il Tg regionale della Sicilia emerge un’equa ripartizione dei tempi tra soggetti politici in vista della odierna scadenza per le presentazioni delle candidature e dei soggetti istituzionali in considerazione della necessaria Legge Finanziaria in mancanza della quale l’Ars rischia lo scioglimento anticipato”.(ANSA).

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CONFLITTO INTERESSI: ZACCARIA, CALABRO’ GIUDICA INAPPLICABILE LA LEGGE

(ASCA) – Roma, 4 apr – ”La legge sul conflitto d’interessi e’ fallita e va modifica ma intanto, quando una legge consente due interpretazioni, come in questo caso, bisogna sempre cercare quella che la renda applicabile. L’Agcom giustifica l’inapplicabilita’ della norma sulla base di una preventiva necessaria diffida che finisce sempre per scavalcare il periodo della campagna elettorale e portare all’ archiviazione dei procedimenti. Basterebbe, come si fa nel calcio, mantenere in vita la diffida anche per le successive campagne elettorale ed automaticamente le ”espulsioni’ sarebbero piu’ facili”. Lo ha detto Roberto Zaccaria, deputato del Pd, dopo l’audizione del presidente dell’Agcom, Corrado Calabro’, sull’applicazione della legge sul conflitto di interessi in materia radiotelevisiva. ”Dall’audizione -ha aggiunto Zaccaria- e’ emerso che alcune testate del gruppo Mediaset, controllate dall’ex presidente del Consiglio, hanno ricevuto numerose sanzioni per violazioni della legge sulla par condicio, per un ammontare di circa un milione di euro, praticamente in tutte le consultazioni elettorali degli ultimi anni, dimostrando cosi’ nei fatti l’esistenza di un sistematico disegno trasgressivo. Il TG 4, in particolare sotto la direzione di Emilio Fede, e’ stato sanzionato almeno una dozzina di volte negli ultimi sette anni, eppure tutto questo non e’ bastato per configurare quel ‘sostegno privilegiato’ al Presidente del Consiglio che la Legge Frattini esplicitamente vieta’

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Trimestre dicembre 2011-febbraio 2012. Il PDL anche durante il Governo Monti continua ad essere padrone della scena televisiva

  Il partito di Berlusconi è riuscito ad affermarsi in tutte le emittenti televisive nazionali anche durante il nuovo Governo Monti.  In attesa che l’Agcom effettui una propria valutazione trimestrale, come indicato dall’articolo 2, comma 1, della delibera n. 243/10/CONS che detta i criteri per la vigilanza sul rispetto del pluralismo politico e istituzionale nei telegiornali diffusi dalle reti televisive  nazionali, abbiamo ripreso i dati pubblicati sul sito dell’Autorità e li abbiamo analizzati in vista delle  imminenti elezioni.Dall’analisi dei dati pubblicati, relativamente al trimestre dicembre 2011 – febbraio 2012, emerge un quadro che non si discosta molto da quello segnalato e poi sanzionato nel 2011.Infatti il PDL continua a godere di un primato incontrastato su tutte le emittenti televisive nazionali (eccezion fatta per Rai3 dove ha avuto una percentuale uguale al PD).Nel dettaglio se nei tg della Rai (TG1 e TG2) il PDL ha avuto circa 10% in più rispetto al PD nel TG di Mentana detto vantaggio si innalza al 22% per poi trovare un dominio pieno nelle reti gestite dalla famiglia Berlusconi dove al TG4 ottiene il 71% (contro uno scarso 12 di tutti gli altri partiti Lega compresa) a Studio aperto il 56%  (contro un 27% di tutti gli altri) e al Tg5 il 48%. Un’altra interessante valutazione consiste nel fatto che non solo il PDL nelle reti Mediaset è stato il partito che ha beneficato del più ampio tempo di parola rispetto agli altri partiti ma ha avuto anche un tempo estremamente superiore rispetto al tempo dedicato al Presidente del Consiglio ed al Governo (Tg4 60% contro l’8%, Studio Aperto 39% contro 22% e Tg5 30% contro il 25%). Al fine di garantire una costante valutazione specie in vista delle elezioni 2012 nel giro di qualche settimana verrà costituita un’unità di supporto al fine di effettuare una quotidiana rilevazione del pluralismo politico nei telegiornali al fine essere d’ausilio per il garante delle comunicazioni nell’espletamento della propria essenziale funzione.

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Il PDL si prepara alle elezioni e parte in vantaggio grazie alle reti di Berlusconi

A meno di 45 giorni dalle elezioni amministrative il PDL mantiene il suo primato in TV e continua la sua costante  super presenza mediatica (che a dire il vero non si è mai fermata dalle ultime elezioni) mentre l’Autorità preposta al monitoraggio e al pronto intervento per ristabilire il violato equilibrio pubblica i dati ma  resta a guardare. Abbiamo già rilevato nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio il costante squilibrio tra il PDL e tutti gli altri partiti nelle diverse emittenti televisive nazionali. Dai dati del monitoraggio appena pubblicati dall’Agcom, relativamente al mese di febbraio 2012, con 8 giorni di ritardo rispetto a quanto previsto, il PDL si afferma ancora una volta su tutte le emittenti televisve. Questa volta la RAI ha collezionato un primato relativo per il PDL solo su RAI1 e RAI2 con una forbice di 4/5 punti percentuale rispetto al PD. Anche nel TG della 7 il primo posto viene ricoperto dal PDL che si afferma sia su tutti gli altri partiti che su tutti i soggetti istituzionali. Ma il vero trionfo il PDL lo raggiunge grazie al supporto delle reti Mediaset; in particolare il Tg4  dedica al PDL 45% del tempo di parola, contro il 10% del PD, il 2% dell’IDV, l’1,5 del Terzo Polo e l’1% della Lega, riuscendo ad affermarsi anche rispetto al Presidente del Consiglio che ha avuto l’8%, al Governo con il 3% e al Presidente della Repubblica con il 2%. Stessa musica viene trasmessa al TG5 che dedica 35% al PDL, contro il 16% al PD, l’1,5% dell’IDV, il 5% del Terzo Polo e il 3% della Lega, superando anche qui il Presidente del Consiglio che ha avuto il 18%, il Governo con l’8% e al Presidente della Repubblica con il 5%. Medesimo discorso per il TG di Italia1 dove il PDL  ha trovato il 37% del tempo di parola con il 16 del PD e l’1% della Lega (i dati relativi agli altri partiti non sono stati riportati nella tabella dell’Agcom), Presidente del Consiglio 14%, il Governo con il 9% e al Presidente della Repubblica con lo 0.5%. Nota: 1-29 FEBBRAIO 2012  Dati relativi ai tempi di parola

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AGCOM: Inspiegabile l’archiviazione in materia di conflitto di interessi. Calabrò venga alla Camera a riferire.

  ”L’Agcom ha deliberato nel mese di novembre  in maniera quasi clandestina che la norma sul conflitto di interesse nella forma del “sostegno privilegiato” prestato dalle aziende televisive del Premier,  prevista dall’art.7 della legge Frattini (2004), non si potesse applicare. Avevo chiesto che l’Agcom  ci venisse a spiegare questa singolare interpretazione abrogativa. Il presidente dell’Autorita’ ha risposto in una singolare lettera alla Commissione  di non  ritenere opportuna una sua venuta davanti alla Commissione. L’ Ufficio di presidenza della Commissione non ha accettato la giustificazione di Calabrò motivata su altre audizioni fatte recentemente alle Camere su altri argomenti e ne ha pertanto  disposto la convocazione la prossima settimana  

Pubblicazioni

La buona scrittura delle leggi (2012)

Il volume raccoglie gli atti del seminario “La buona scrittura delle leggi”, promosso dal Comitato per la legislazione e tenutosi il 15 settembre 2011 presso la Sala della regina di Palazzo Montecitorio. Le relazioni sono state svolte da Roberto Zaccaria, Giuliano Amato, Nicoletta Maraschio, Paolo Carnevale, Francesco Sabatini e Giuseppe Ugo Rescigno. Autore: Roberto Zaccaria con la collaborazione di Enrico Albanesi, Elda Brogi e Valentina Fiorillo

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RAI, A ROMA INCONTRO MOVIMENTO MOVEON ITALIA

                    Roma, 23 mar – Il movimento MoveOn Italia organizza a Roma, dalle 17, alla Città dell’Altra Economia, l’incontro “La Rai ai cittadini – 5 punti per garantire un bene pubblico” nel corso del quale presenteranno le loro proposte per la riforma dell’azienda pubblica. Parteciperanno alla giornata di discussione: Tana De Zulueta (un’AltraTv), Francesca Fornario (autrice satirica), Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia), Arturo Di Corinto (Libertà e Partecipazione), Santo Della Volpe (Libera), Silvia Bencivelli (Presa diretta), Giuseppe Giulietti (Articolo21), Nicola D’Angelo (Agcom), Maria Luisa Busi (Tg1), Roberto Natale (Fnsi), Roberto Zaccaria (Pd), Carlo Verna (Usigrai). Durante l’incontro verranno quindi discusse le 5 proposte del movimento “per recuperare a tutti gli italiani la ricchezza perduta della prima fonte di cultura e di informazione del paese”: “1. Creare una forma di azionariato diffuso per superare l’anomalia dell’azionista unico’ del servizio pubblico (il ministero dell’Economia). 2. Costituire un Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive, i cui membri devono essere in maggioranza nominati dalla società civile e in cui gli utenti eleggono i propri rappresentanti. Il Consiglio sostituisce la Commissione parlamentare di Vigilanza. 3. Selezionare i vertici della Rai concessionaria del servizio pubblico (il Cda Rai), mediante un concorso pubblico e in base a criteri di professionalità, competenza e indipendenza. Al Cda sono attribuite funzioni di indirizzo e vigilanza. I vertici sono nominati dal Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive. 4. Individuare, tramite il Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive, i componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando i criteri di una selezione trasparente, indipendente e qualificata. 5. Garantire la qualità del servizio e il controllo partecipato di tutti i media gestiti dal servizio pubblico attraverso Il Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive”. Il “MoveOn italiano” nasce su ispirazione del movimento americano che ha contribuito alla vittoria di Obama e quindi all’approvazione della nuova riforma sanitaria. Il nostro scopo è promuovere la Democrazia attraverso azioni partecipate al livello locale, nazionale e, insieme ad analoghe reti straniere, internazionale.

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RIFORME: PROPOSTA DI ALCUNI PARLAMENTARI

  (AGI) – Roma, 20 mar. – Senato federale, legge elettorale ‘corretta’ guardando al modello tedesco con correttivo  spagnolo: arriva da una nutrita rappresentanza di senatori e deputati di maggioranza una proposta per rendere più incisiva la proposta di revisione costituzionale sul bicameralismo e sulla legge elettorale. Si riprende all’80 per cento la proposta di revisione costituzionale elaborata nella XV legislatura e si aggiunge una riforma del sistema elettorale che superi la legge Calderoli e che restituisca agli elettori la scelta dei rappresentanti. Riforma del bicameralismo perfetto, riduzione del numero di parlamentari non inferiore del 20%, unificazione dell’amministrazione del Parlamento per garantire uffici ancora piu’ forti. In una conferenza stampa alla camera erano presenti  Enrico La Loggia(Pdl), Linda Lanzillotta (Terzo Polo) e Luigi Vitali(Pd),Stefano Ceccanti (PD), Salvatore Vassallo(Pd), Roberto Zaccaria (PD), Beatrice Lorenzin (PDL),Marilena Adamo (PD) e Franco Bassanini, Presidente della fondazione Astrid. La proposta verrà presto elaborata in un testo di legge.  

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Le tre questioni che determinano l’effettività del diritto all’informazione

 La premessa costituzionale che tiene insieme i tre profili fondamentali della disciplina dei media è il diritto all’informazione. Da questo diritto discende la nozione di servizio pubblico televisivo (vedi giurisprudenza costituzionale ed in particolare la sent. n.284 del 2002), la necessità di adottare una seria disciplina antitrust nel settore dei media (sent. n.2002 del 1972) e la necessità di avere una disciplina sul conflitto di interessi, in generale ed  in particolare tra attività di governo e media.  1)    La gestione del servizio pubblico deve essere attribuita al una società il cui sistema di governo sia distante dal sistema dei partiti e fondi la propria legittimazione  sui cittadini che pagano il canone (si pongono richiamare a questo proposito le tematiche dei beni comuni e lo spirito dell’art.43 Cost). Per questa parte si rinvia alla relazione che accompagna la proposta di legge Zaccaria ed altri (Atto Camera 4559 XVI legislatura)  2)   La disciplina anticoncentrazione nel settore dei media ed in particolare nel settore radiotelevisivo non è mai stata fatta in maniera appropriata. La migliore proposta sul tema è quella presentata nella XV legislatura dal Ministro  GentiloniQuesta  proposta per essere incisiva e rispondente ai principi costituzionali deve basarsi sui seguenti principi: a)             Il parametro o il monte delle risorse sul quale calcolare la percentuale (c.d. limite “ex ante”) non superabile da nessun imprenditore deve essere congruo e ragionevole e non smisurato come quello attuale (SIC). Oggi quel tetto comprende ogni genere di risorsa: è di circa 24 miliardi e quindi nessuno dei principali operatori (Mediaset, Rai e Sky) è in grado di superare il 20 per cento di quasi 5 miliardi) b)            Fissare un limite “ex ante” a tutela del pluralismo che non superi il 20 per cento di quel mercato più contenuto. Fissare in subordine un limite collegato allo share (questa problematica apre confronti con altri sistemi normativi) c)             Attribuire ad ogni singolo operatore soggetto un tetto massimo di frequenze e comunque non determinare uno squilibrio così vistoso, come oggi avviene, tra i diversi operatori. d)            Separare la titolarità delle reti di distribuzione  dalla fornitura dei contenuti. Questo è un problema di fondamentale importanza. In molti paesi questa separazione è realizzata e tende a ridurre la strapotenza di alcuni operatori sul mercato. e)             Attribuire all’Autorità il compito di verificare il rispetto delle regole antitrust nei mercati rilevanti e in particolare in quello della pubblicità f)              Rifondare il sistema di misurazione degli ascolti. Oggi questi ascolti, dai quali discendono importanti conseguenze economiche, sono praticamente autogestite da parte degli operatori più forti e quindi contribuiscono ulteriormente a determinare gli squilibri. 3) Il terzo dei grandi problemi che influenzano la fisionomia del diritto all’informazione è il nodo del conflitto di interessi: sia in generale che con specifico riguardo alla questione dei media. Diciamo subito che nel nostro paese la lacuna di una seria  disciplina in questo campo è alla base di quella che in tutto il mondo è stata definita come  l’anomalia Italiana. La legge Frattini approvata nel 2004 è poco più di una finzione e non ha praticamente trovato applicazione, nonostante che i casi di conflitto siano stati numerosi e più volte denunciati. Nel delineare i principi ricostruttivi, anche in questo caso mi limito a richiamare alcuni punti essenziali e a rinviare per il resto a quella proposta di legge che ho contribuito a scrivere con Walter Veltroni (Atto Camera n.2668 XVI legislatura) a)              Diciamo subito che il principio cardine alla base del conflitto di interessi si intreccia con i fondamenti stessi del sistema democratico e richiede a chiunque sia investito della amministrazione della cosa pubblica di non essere condizionato nelle sue scelte di pubblico interesse  dai propri privati interessi. b)            Dunque l’uomo di governo che ha rilevanti interessi economici, se vuole esercitare correttamente la sua funzione pubblica,   deve prima dichiararli, secondo un principio di trasparenza e successivamente   separarsi in maniera netta  da questi interessi  o ignorare come essi  vengano amministrati, fintanto che dura il suo incarico pubblico. c)            Secondo un’impostazione più radicale per evitare questa commistione, al di sopra di una determinata soglia economica di interessi, (in genere si indica un livello patrimoniale di 10,15, 20 o 30 milioni…a seconda del tipo di attività) l’uomo di governo deve alienare le sue proprietà o rinunciare all’incarico. Le leggi in materia disciplinano questi profili, con varie soluzioni ed attribuiscono ad Autorità garanti il compito di sorvegliare su questi principi. d)           Il problema del conflitto di interessi si acuisce visibilmente se le imprese in titolarità dell’uomo di Governo si occupano di profili sensibili (comunicazioni, difesa, settori nevralgici in genere). e)              La commistione tra incarichi di Governo ed imprese di comunicazione è particolarmente delicata perché il conflitto assume in questi casi  un valore esponenziale dato che la politica si alimenta naturalmente di questa attività e quindi dal conflitto nasce uno squilibrio proprio nel cuore del sistema democratico. Questa è la ragione per la quale in questo campo sono state prospettate le soluzioni più radicali di cui alla lettera c)  e si era proposta addirittura l’ineleggibilità (in applicazione di una disposizione del TU in materia elettorale) f)               Le norme più blande, ma comunque indispensabili, sono quelle poste a presidio della par condicio in Tv  tra i soggetti politici  e del sostegno privilegiato offerto all’uomo di governo dalle sue televisioni. Le norme ci sono, ma l’applicazione da parte dell’Agcom è molto prudente, tanto per usare un eufemismo. Di qui la gravità del problema che costituisce aspetto rilevante dell’anomalia, condannata in Europa e dalla Commissione di Venezia (Consiglio d’Europa).

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IMMIGRAZIONE: GOVERNO RIFERISCA IN AULA SU CORTE UE

   Il deputato Pd Roberto Zaccaria chiede, nell’Aula di Montecitorio, che il governo riferisca sulla sentenza della Corte Europea che ha condannato l’Italia per i respingimenti in Libia. ‘Dopo la condanna dell’Italia – spiega Zaccaria – ho sentito alcuni esponenti del governo parlare di pronta esecuzione della sentenza (Monti e Cancellieri), mentre altri  (Farnesina) hanno sostenuto  che l’Italia e’ stata sempre rispettosa dei diritti umani nel praticare alcuni respingimenti di stranieri.Vogliamo sapere qual e’ la posizione ufficiale del governo su questo tema’.

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