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ELEZIONI: CAMERA, GLI ELETTI IN LOMBARDIA 1: CI SONO ANCH'IO

Milano, 15 apr. – (Adnkronos) – Lombardia 1, secondo i dati forniti dal Ministero degli Interni. L'elenco, precisa il Ministero, e' ricavato sui dati ufficiosi e sull'ordine di presentazione e non tiene quindi conto delle candidature 'multiple' e delle conseguenti opzioni. Pd: Matteo Colaninno, Walter, Veltroni, Linda Lanzillotta, Barbara Pollastrini, Angelo Quartiani, Enrico Farinone, Furio Colombo, Emilia De Basi, Emanuele Fiano, Vinicio Giuseppe Guido Peluffo, Alessia Maria Mosca, Roberto Zaccaria, Lino Duilio. Italia dei Valori: Antonio Di Pietro, Silvana Maura. Udc: Bruno Tabacci. Pdl: Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Ignazio La Russa, Stefania Craxi, Gianfranco Rotondi, Andrea Ronchi, Mario Valducci, Paolo Romani, Maurizio Lupi, Cristiana Muscardini, Luigi Casero, Francesco Colucci, Gaetano Pecorella, Paola Frassinetti, Valentina Aprea, Mariella Bocciardo. Lega Nord: Umberto Bossi, Giancarlo Giorgetti, Ettore Pietro Pirovano, Paolo Grimolfi, Matteo Salvini, Giacomo Chiappori, Claudio D'Amico, Laura Molteni. !

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Coraggio!Sta a noi,ora,cambiare il nostro futuro..VotiamoVeltroni!

di Monica Guerritore La vittoria di Walter Veltroni rappresenta per me la” grande Speranza”. La speranza di una rinascita bella e attesa del mio paese.. La possibilità , lì, a portata di mano, possibile, di lasciarsi alle spalle 20 anni terribili e cambiare strada. Strada nuova per i miei ideali, per la vita di tanti uomini e donne, per le mie figlie e i giovani come loro,che possono, con questa vittoria vedere cambiare la percezione del proprio futuro La forza di Veltroni comincia con la realizzazione del suo progetto fortemente voluto e perseguito e ora concretizzato di uno schieramento moderno di democratici, che guardi al futuro, allo stato sociale, all'armonia tra lavoratori, al rispetto dei diritti e della dignità dell'essere umano.E' qui la speranza :in un Italia che cambi la sua visione spazzando via questo magma di immoralità , superficialità, mancanza di responsabilità individuale. Una follia che ci ha schiacciato. Ha schiacciato i talenti, le speranze, lo sviluppo, le prospettive. Di tutto questo tutti sono consapevoli.Come tutti sono consapevoli del rischio reale di trovarsi con indipendentisti siciliani alleati di uomini compromessi e folli padani pericolosi al governo.Una sarabanda impossibile da gestire e alleata solo per occupare posizioni di potere. E allora c'è un solo modo per ricominciare a costruire un Italia forte e moderna e sorridente. Cambiare. Votare un uomo giovane, che ha impresso nello sguardo la forza del proprio pensiero, della propria visione di un Italia moderna ..Quello sguardo parla per lui e la tenacia con il quale ha realizzato con fatica e negli anni il suo sogno è la dimostrazione della necessità sentita , personale,intima del suo intento. Ma non dipende più solo da Veltroni e dagli uomini e dalle donne che hanno girato l'Italia in questi giorni. Dipende adesso da noi. Da noi gente normale, con vite normali Voglio svegliarmi martedi dicendo a me stessa:ora tutto è cambiato. Da ora si può ricominciare..(www.monicaguerritore.it) !

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La campagna elettorale parla di rifiuti in Campania…ma non in Lombardia.

Lo sappiamo da tempo: la campagna elettorale non è il momento migliore per fare informazione. A volte notizie insignificanti vengono amplificate e notizie importanti vengono oscurate. Ad esempio si è parlato molto, ed è comprensibile, del problema dei rifiuti in Campania, mentre non si è parlato per niente del problema dei rifiuti in Lombardia. Eppure c'è stata proprio durante i giorni della campagna elettorale la notizia di una sentenza della Corte di cassazione che ha riacceso le luci su una vicenda assai poco edificante legata alla discarica di Cerro Maggiore. Il 20 marzo 2008 è stata depositata la sentenza della Corte Suprema di Cassazione (sezione III Penale) del 7 febbraio 2008 n. 12409/2008 con la quale è stato riaperto un filone contiguo del processo a Paolo Berlusconi in relazione ai fatti relativi alla discarica di Cerro Maggiore. Non mi pare che nessuno dei grandi giornali e neppure di quelli più piccoli ne abbia parlato. Eppure a guardar bene la vicenda giudiziaria ha aperto pagine di un libro a dir poco inquietante. Intorno al 2002 c'era stato da parte di Paolo Berlusconi un patteggiamento di varie decine di milioni di euro per una serie di gravi reati (peculato, appropriazione indebita e corruzione in danno della Regione Lombardia e altro) in relazione alla gestione della discarica di Cerro Maggiore. Una delle più alte cifre versate nella storia di mani pulite per ottenere una condanna mite al disotto dei due anni di pena (1 anno e nove mesi di reclusione). Il Tribunale di Milano nel 2004 aveva accertato altri reati di natura fiscale (anche qui si trattava di somme ingenti di milioni e milioni di euro) in relazioni a fatture emesse in relazione a prestazioni inesistenti. Il problema riguardava anche la sussistenza di una possibile continuazione del reato che avrebbe reso più pesante la sanzione penale. La Corte di appello di Milano aveva espresso un avviso contrario. La Cassazione con la recentissima sentenza ha invece annullato la decisione più blanda e trasmesso gli atti ad altra sezione della Corte di appello di Milano. La discarica di Cerro, gestita all'epoca dalla Simec s.p.a., riferita a Paolo Berlusconi, dalla Corte di Appello era stata, “riduttivamente ed impropriamente…considerata il mero “contesto spaziale” della commissione (della maggior parte) dei delitti; essa invece (secondo l'impostazione del Tribunale) costituisce l'oggetto ed il fulcro di quell'attività imprenditoriale che si assume fin dall'inizio preordinata a compromettere anche le ragioni dell'Erario”. Dato che di questa storia si è parlato pochissimo sui grandi mezzi di informazione, ci domandiamo se la pubblicità per queste grandi vicende di natura fiscale (possiamo dire di evasione fiscale o è troppo poco?) debba riguardare solo Valentino Rossi o anche qualcun altro. Per chi volesse saperne di più in relazione alla storia della nostra repubblica ed anche a quella delle nostre regioni si può vedere il sito ( www.alphaice.com/giurisprudenza ) per quanto riguarda il contenuto della sentenza e il commento di Anna Teresa Paciotti per la ricostruzione della complessa e, per diversi profili, inquietante vicenda giudiziaria(www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=4457). Più in là nel tempo ci sono stati interessanti approfondimenti di Diario e di Avvenimenti !

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Corriere della sera: Costituzionalisti, appello al PD:

Un appello al Partito democratico perché costituisca una «consulta» per le riforme che dia un contributo al programma e metta «in sicurezza » anche la seconda parte della Costituzione. Lo hanno inviato al segretario del Pd Walter Veltroni quarantasette fra i massimi costituzionalisti e politologi del nostro Paese, girandolo anche al presidente del Pd, Romano Prodi, e al vicesegretario Dario Franceschini. Un elenco di personalità illustri che va da Umberto Allegretti (docente di diritto pubblico a Firenze) ad Adriana Vigneri (stessa materia insegnata alla Ca' Foscari di Venezia), passando per tre presidenti emeriti della Consulta Leopoldo Elia, Valerio Onida e l'ex garante Tlc Enzo Cheli, l'ex ministro delle Riforme Franco Bassanini e, tra gli altri, i politologi Stefano Passigli, Oreste Massari e Bruno Dente, i costituzionalisti Enzo Balboni, Anna Chimenti, Cesare Pinelli e gli amministrativisti Alessandro Pajno e Alberto Massera. Gli esperti mettono in guardia: «È opinione diffusa che la prossima legislatura dovrà occuparsi intensamente, fra l'altro, di riforme istituzionali». «Sicuramente — fanno notare — dovrà occuparsi della riforma elettorale e delle connesse modificazioni ai regolamenti parlamentari, alla legge sul finanziamento dei partiti e sulla stampa di partito in modo da restituire agli elettori la possibilità di scegliere i loro rappresentanti ». Ma bisognerà porre mano anche ai «necessari aggiornamenti alla nostra Costituzione in tema di forma di governo, di struttura del Parlamento (superando il bicameralismo paritario), di "manutenzione" e attuazione del Titolo V». E dare il via a «una coraggiosa e impegnativa modernizzazione e semplificazione del nostro sistema amministrativo » riprendendo un'opera «rimasta a metà del guado». Su questi punti però, fanno notare, «il programma del Pd contiene alcune buone proposte ma anche indicazioni generiche o ambivalenti e altre che sembrano non sufficientemente meditate». Tra queste ultime includono anche l'«ipotesi di limitare la "messa in sicurezza" della Costituzione alla sola sua prima parte sottovalutando — rimarcano — le strette connessioni che esistono tra la prima parte e molte disposizioni della seconda e sottintendendo così che le riforme della seconda parte non richiedano un largo consenso». Ma chi potrà occuparsi di tutto ciò? Purtroppo, lamentano i sottoscrittori, le liste del Pd «comprendono ben pochi esperti in questi campi». Li enumerano: «Un politologo Salvatore Vassallo, due costituzionalisti, Roberto Zaccaria e Stefano Ceccanti (entrambi non garantiti), nessun esperto di pubblica amministrazione e di diritto europeo». Troppo pochi. Da qui la proposta di costituire «un organismo di riflessione, di studio, di discussione ». «Una "consulta" del partito che si avvalga dei migliori costituzionalisti, amministrativisti e politologi italiani, molti dei quali si riconoscono nell'area cultural-politica espressa dal Pd». !

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Rapporto agli elettori

Cara amica, caro amico, un anno fa, il 23 febbraio del 2007, ho inserito sul sito ed ho simbolicamente inviato agli elettori il mio primo rapporto sulla XV legislatura . Oggi con un secondo rapporto intendo tracciare una sintesi, un rendiconto delle mie attività parlamentari svolte nella quindicesima legislatura. Una legislatura brevissima (appena venti mesi) interrotta dalla sfiducia al Governo Prodi e dallo scioglimento delle Camere, maturato dal Presidente della Repubblica dopo il fallito tentativo di dar vita con il Presidente Marini al un governo istituzionale per le riforme. Il centro destra ha chiuso ogni spiraglio alla possibilità di fare insieme le riforme costituzionali o anche solo la legge elettorale e così è diventato inevitabile lo scioglimento da parte del Presidente Napolitano. Lascio a voi il giudizio su chi ha fatto cadere il Governo ed anche su chi non ha voluto appoggiare il tentativo di Marini. Giudicheranno gli elettori. Vorrei soffermarmi a descrivere le vicende politiche di questo anno che abbiamo alle spalle, le ragioni che hanno provocato la crisi di una maggioranza troppo eterogenea; vorrei soffermarmi a parlare delle tante cose fatte dal Governo Prodi in questi quasi due anni di Governo. Non lo faccio per quanto riguarda la situazione politica, perché questi fatti sono stati descritti abbondantemente dai giornali; non lo faccio per quel che riguarda l'azione di Governo, perché ho pensato di descrivere tutte queste cose in un sito particolare dedicato al programma (www.portaledeitalenti.com). Voglio invece sia pure in sintesi darvi conto della mia attività perché questa non è ricostruibile dalla lettura dei giornali ed io sento pertanto il dovere di informarvi. Mettendo insieme questo con gli altri precedenti rapporti potrete ricostruire in maniera dettagliata la mia attività nel corso della XIV legislatura (16 mesi per me, eletto alla suppletive di ottobre 2004 a Milano) e della XV legislatura (venti mesi). Il rapporto agli elettori è disponibile al link https://www.robertozaccaria.it/collegio/rapporti/rapporti.php !

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I 12 PUNTI DI VELTRONI PER CAMBIARE L'ITALIA

Cambiare l'Italia si può. Walter Veltroni lancia all'Assemblea costituente il programma del Partito democratico: dodici punti, dalle infrastrutture alla riforma Tv, passando per la lotta al precariato, e tre stelle polari, più crescita, più uguaglianza e più libertà. Le carte ancora non sono state tirate fuori tutte, ma la linea è chiara: coniugare principi con esempi concreti "per dare l'idea che sappiamo cosa fare", spiega il braccio destro del segretario. Un'ora e mezzo di discorso, che raccoglie molti applausi tra i delegati all'Assemblea costituente, e che 'svela' il cuore dell'azione del Pd. Innanzitutto, la promessa delle promesse: meno tasse per tutti. Certo, si procederà passo dopo passo ma la direzione e questa. Poi, salari minimi per i precari, doti fiscali per i figli, più asili nido, ma anche un grande piano per aiutare chi è in affitto. Non mancano infine i tempi classici, dalle infrastrutture alla giustizia e alla sicurezza. INFRASTRUTTURE E ENERGIA – Basta con l'ambientalismo Nimby (Not In My Back Yard, ndr), che cavalca "ogni protesta". Sì all'ambientalismo "del fare". Ai termovalorizzatori per trattare i rifiuti, anche alla Tav. Per il Pd suona poì l'ora delle energie alternative: con il 20% di energia solare e eolica si risparmiano – fa i conti Veltroni – 20 miliardi di euro. "Per anni abbiamo incentivato la rottamazione delle auto. Ora incentiviamo – rilancia Veltroni – la rottamazione del petrolio". SUD – Al secondo posto del programma c'é il Mezzogiorno. Quel mezzogiorno che vive grazie alle risorse di Bruxelles, ma che troppo spesso le usa male. Qui, bacchetta il segretario del Pd, bisogna cambiare velocità. E lo stesso bisogna fare per i trasporti. Entro il 2013 il passo deve essere quello del resto dell'Europa sviluppata. SPESA PUBBLICA – Spendere meglio, spendere meno. Uno slogan ce riassume bene gli obiettivi che vuole centrare il Pd. La spesa pubblica "é il banco di prova decisivo" del nuovo governo. Fissati gli step: mezzo punto di Pil in meno entro il primo anno, un punto all'anno nei due successivi. Solo così si restituisce ai cittadini fino all'ultimo euro che arriva dalla lotta all'evasione. MENO TASSE – Fisco più leggero per tutti, ovviamente tutti i contribuenti 'leali'. Meno tasse quindi per famiglie, imprese e lavoratori: dal 2009 Veltroni promette un taglio delle aliquote Irpef di un punto l'anno per tre anni. Da qualche parte bisogna però partire e si parte dai redditi più bassi. Così come da subito il Pd dice sì agli sconti Irpef sul salario di produttività. In programma anche interventi sul cosiddetto forfettone per gli autonomi e sugli studi di settore, la cui revisione – è la assicurazione – non sarà mai retroattiva. DONNE – Parola d'ordine: investire sul lavoro femminile. Il Pd lancia un credito d'imposta rosa per le donne che lavorano, adeguato a sostenere le spese di cura. Si inizierà con le donne del Sud. Non solo. Tra le misure poi, via libera ai congedi parentali al 100% per 12 mesi. Idee chiare su nodi delicati come la 194. "E' una buona legge, che va difesa". AFFITTI PIU' FACILI – Il Pd sceglie chi una casa una ce l'ha. Nessun riferimento al'Ici, non nei 12 punti elencati dal segretario, ma una serie di interventi diversi per chi paga la 'pigione'. Un grande piano di 'social housing' per aumentare l'offerta di case in affitto e un fisco più amico con la possibilità, tra l'altro, di sgravi fino a 250 euro al mese. BAMBINI – Dote fiscale per i figli da 2.500 euro annui e più asili nido: raddoppiare il numero nei prossimi 5 anni. Non solo lotta alle violenze contro i più piccoli, in primis contro la pedofilia. SCUOLA E UNIVERSITA' – Creare 100 campus entro il 2010; poi, test periodici per valutare gli studenti. Parola d'ordine: favorire e premiare il merito. LOTTA ALLA PRECARIETA' – Il Pd di Veltroni ci prova: salario minimo di 1.000 euro per i precari e poi percorsi per rendere stabile il lavoro, anche attraverso incentivi alle imprese. SICUREZZA – E' uno dei primi, forse il primo diritto di ciascuno, dice il segretario. E allora, il futuro prevede più agenti per le strade e nuove tecnologie. Non solo. "La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena", dice Veltroni. GIUSTIZIA E LEGALITA' – Il Pd chiede trasparenza per le nomine, interne e esterne. Niente candidature in Parlamento poi per chi è stato condannato per reati "gravissimi", dalla mafia alla concussione. Non manca poi un impegno sui tempi della giustizia, ovviamente per accelerarli. RIFORMA TV – Doppia ricetta del Pd. Superare il duopolio Rai-Mediaset. Poi per la tv di Stato, via libera a una fondazione titolare delle azioni che nomini un amministratore unico del servizio. (di Chiara Scalise,ANSA) !

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Sabato e domenica l'Assemblea costituente per approvare lo statuto del PD: è necessario trovare un'intesa

Il 16 e il 17 di febbraio, sabato e domenica prossima si terrà l'assemblea costituente nazionale per approvare il manifesto dei valori, il codice etico e lo Statuto. I tempi della campagna elettorale hanno imposto una fortissima accelerazione e tutto questo renderà più difficile condurre una esame approfondito dei tre documenti. Soprattutto lo Statuto meriterebbe un esame ed un dibattito vero dal momento che le scelte in esso contenute sono destinate a durare nel tempo. Probabilmente verrà accolta la proposta di riesaminare l'intero testo tra sei mesi o un anno, sulla base della prima esperienza, in modo che alcune scelte di fondo siano frutto di una forte condivisione. Nella Commissione dei 100 che ha predisposto il testo base per l'Assemblea ci siamo astenuti per tre fondamentali ragioni. Prima di tutto perché consideriamo troppo alta la soglia del 15 per cento degli iscritti per poter partecipare alla competizione per la segreteria nazionale e per quelle regionali e locali. In questo modo non solo ci si discosta dal modello del 14 ottobre ma si impedisce ad una realtà con un seguito consistente non solo di partecipare all'elezione a segretario, ma addirittura di essere rappresentate nelle assemblee di ogni livello. E' un lusso che un partito che ambisce a correre da solo non si può permettere. Le primarie rappresentano un altro elemento di divisione. Noi vogliamo fare una scelta netta in questo senso visto che il nostro partito si è caratterizzato proprio su quell'obiettivo il 14 ottobre. Forse sarà difficile farle per questa tornata elettorale, ma bisogna dare ugualmente il senso preciso di una direzione ed anche il senso della novità in queste elezioni. Anche qui è vero che correndo al di fuori della coalizione può essere più importante il risultato del partito, ma elettori ed iscritti devono poter valutare qualità e ordine delle candidature. Infine c'è la questione del federalismo: sono soddisfatto perché è stato accolto il mio emendamento all'art.1, primo comma, che definisce il PD come partito federale, ma se poi si legge il testo e soprattutto gli articoli dedicati alla struttura regionale, ci si accorge che sono ancora troppi i principi inderogabili che limitano l'autonomia degli statuti regionali. Visto che i tempi stringono e visto che sarebbe bene approvare uno Statuto con un consenso amplissimo, noi ci auguriamo che in questa settimana che ci divide dall'Assemblea costituente, si possa trovare un punto di incontro su questi temi !

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