Sabato e domenica l'Assemblea costituente per approvare lo statuto del PD: è necessario trovare un'intesa

Il 16 e il 17 di febbraio, sabato e domenica prossima si terrà l'assemblea costituente nazionale per approvare il manifesto dei valori, il codice etico e lo Statuto.
I tempi della campagna elettorale hanno imposto una fortissima accelerazione e tutto questo renderà più difficile condurre una esame approfondito dei tre documenti.
Soprattutto lo Statuto meriterebbe un esame ed un dibattito vero dal momento che le scelte in esso contenute sono destinate a durare nel tempo.
Probabilmente verrà accolta la proposta di riesaminare l'intero testo tra sei mesi o un anno, sulla base della prima esperienza, in modo che alcune scelte di fondo siano frutto di una forte condivisione.
Nella Commissione dei 100 che ha predisposto il testo base per l'Assemblea ci siamo astenuti per tre fondamentali ragioni.
Prima di tutto perché consideriamo troppo alta la soglia del 15 per cento degli iscritti per poter partecipare alla competizione per la segreteria nazionale e per quelle regionali e locali. In questo modo non solo ci si discosta dal modello del 14 ottobre ma si impedisce ad una realtà con un seguito consistente non solo di partecipare all'elezione a segretario, ma addirittura di essere rappresentate nelle assemblee di ogni livello. E' un lusso che un partito che ambisce a correre da solo non si può permettere.
Le primarie rappresentano un altro elemento di divisione. Noi vogliamo fare una scelta netta in questo senso visto che il nostro partito si è caratterizzato proprio su quell'obiettivo il 14 ottobre. Forse sarà difficile farle per questa tornata elettorale, ma bisogna dare ugualmente il senso preciso di una direzione ed anche il senso della novità in queste elezioni. Anche qui è vero che correndo al di fuori della coalizione può essere più importante il risultato del partito, ma elettori ed iscritti devono poter valutare qualità e ordine delle candidature.
Infine c'è la questione del federalismo: sono soddisfatto perché è stato accolto il mio emendamento all'art.1, primo comma, che definisce il PD come partito federale, ma se poi si legge il testo e soprattutto gli articoli dedicati alla struttura regionale, ci si accorge che sono ancora troppi i principi inderogabili che limitano l'autonomia degli statuti regionali.
Visto che i tempi stringono e visto che sarebbe bene approvare uno Statuto con un consenso amplissimo, noi ci auguriamo che in questa settimana che ci divide dall'Assemblea costituente, si possa trovare un punto di incontro su questi temi
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