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Dopo Parigi. Cacciari:politica di accoglienza o avremo conflitto in Europa

Cacciari Intervista Cacciari: Mancano leader politici all’altezza. Errore madornale additare l’Islam come nemico. I fatti di Parigi dovrebbero imporre a tutti noi di ragionare alla grande. Ma in questo momento sono in pochi a ragionare, soprattutto in Italia. Il livello del dibattito è deprimente….Fino a quando la nostra democrazia non dimostrerà di essere accogliente e continuerà con le disuguaglianze, questo tipo di terrorismo troverà sempre terreno favorevole.

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Mos Maiorum: l’arma per abolire Mare Nostrum

Ai superstiti dei tanti naufragi degli ultimi tempi nel Mediterraneo mancava proprio questo: di essere presi di mira adesso dal “costume degli antenati”, ovvero dall’operazione Mos Maiorum. Non solo non possono arrivare in un modo normale e sicuro in Europa, non solo devono pagare trafficanti e rischiare la vita per richiedere asilo in questo continente, non solo una volta e finalmente arrivati sulle coste di in uno dei paesi della sponda nord del Mediterraneo non possono raggiungere in modo regolare il paese di destinazione, dove una rete familiare e di sostegno li aspetta, no, adesso devono anche nascondersi per fuggire dall’apparato poliziesco che oggi, 13 ottobre, si è messo a caccia di loro. Vediamo gli obiettivi dell’operazione Mos Maiorum come vengono elencati nel documento del Consiglio dell’Unione Europea del 10 luglio 2014 quando, da appena pochi giorni, era iniziata la Presidenza italiana dello stesso Consiglio. Primo obiettivo è “fermare migranti irregolari e raccogliere informazioni rilevanti a scopo di intelligence e investigazione” – come fanno i 18mila poliziotti degli Stati Membri coinvolti nell’operazione a distinguere tra profughi, richiedenti asilo e migranti irregolari? Non sanno quelli che hanno ideato questa manovra che ormai da 18 mesi la stragrande maggioranza di quelli che, forzatamente, arrivano in modo irregolare nell’Unione Europea sono rifugiati e non migranti? Secondo obiettivo: “ identificare, perseguire e fermare gruppi della criminalità organizzata” – non sanno quelli che hanno redatto questo testo che i gruppi di trafficanti di persone vengono guidati da centrali operative in Nord Africa e nel Medio oriente, ovvero in paesi chiaramente fuori dalla zona operativa di Mos Maiorum? Un altro obiettivo è quello di “raccogliere e analizzare informazioni sui cosiddetti movimenti migratori”. Invece di creare meccanismi utili ad evitare che i richiedenti asilo o i rifugiati debbano far ricorso a questi “movimenti secondari”, naturalmente irregolari, l’operazione si concentra sui network di quelli che lucrano sulla disperata ricerca dei rifugiati di arrivare a destinazione e che esistono solo per l’assenza del diritto alla libera circolazione dei rifugiati in Europa. L’operazione, pianificata alcuni mesi fa, non a caso inizia pochi giorni dopo le commemorazioni del 3 ottobre a Lampedusa. “Purtroppo, non resta che una chiave di lettura: una parte della politica europea, quella che comanda gli apparati di sicurezza, intende dare un segnale molto preciso di contrasto alle dichiarazioni fatte 10 giorni fa a Lampedusa anche dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Shultz e dalla Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini sulla necessità di aprire canali umanitari di accesso dei rifugiati in Europa, di promuovere una maggiore solidarietà tra gli Stati Membri e di continuare l’opera di salvataggio in mare nell’ambito di o analogamente a Mare Nostrum”, dichiara Christopher Hein, Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR). “Quindi, sulla pelle dei rifugiati e dei richiedenti asilo, si sta giocando una lotta politica sui futuri orientamenti dell’Unione e dei singoli Stati Membri rispetto a temi chiave quali la protezione internazionale, il diritto d’asilo e il rispetto dei diritti umani. Vogliamo, come CIR, ricordare che la protezione e l’accoglienza dei perseguitati ha da sempre fatto parte del costume degli antenati nonché della cultura costituzionale italiana”, conclude Christopher Hein.

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Cinema fino al 20 ottobre il concorso di cortometraggi sul diritto d’asilo: “Fammi vedere”

ROMA – E’ stato prorogato fino al 20 ottobre per favorire la partecipazione delle scuole di cinema il concorso Fammi Vedere dedicato ai cortometraggi sul diritto d’asilo promosso dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), per permettere la partecipazione anche delle scuole di cinema, che hanno appena riaperto l’anno accademico. Il bando è rivolto a tutti coloro che intendono raccontare con il linguaggio cinematografico e il proprio originale punto di vista il mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Il Presidente del CIR, Roberto Zaccaria, ha presentato ieri Fammi vedere a Torino, alla 66° edizione del Prix Italia 2014, il Concorso internazionale della RAI per la radio, la televisione e il web, in programmazione nbel capoluogo piemontese e poi il 28 settembre alla terza edizione del Trevignano filmfest. La giuria. L’iniziativa è sostenuta da personalità del mondo della cultura che formeranno la giuria e potranno presentare, fuori concorso, delle proprie opere sul tema del diritto d’asilo nelle forme più diverse (foto, scritto, breve sceneggiatura, cortometraggio girato in qualsiasi forma e altro). Tra queste personalità, hanno già dato la propria disponibilità: Claudio Amendola, Rachid Benhadj, Giuseppe Catozzella, Elda Ferri, Roberto Faenza, Monica Guerritore, Francesca Neri, Wilma Labate, Gabriele Lavia, Mimma Nocelli, Carlo Puca Andrea Purgatori, Ivan Silvestrini, Walter Veltroni. Della giuria faranno parte anche Roberto Zaccaria e Christopher Hein (rispettivamente Presidente e Direttore del CIR). Della giuria verranno chiamati a far parte anche esponenti del mondo dei rifugiati, dei media e del mondo scolastico. I premi in palio. I tre corti vincitori del concorso otterranno rispettivamente un premio di 1.000/500/300 euro. La premiazione avrà luogo in una serata dell’ultima settimana di Novembre a Roma. Il CIR si riserva di adottare i cortometraggi realizzati nell’ambito del concorso per le proprie campagne di comunicazione sociale e di raccolta fondi.

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Un video significativo per ricavare alcune parole della missione della RAI

ELEMENTI PER DEFINIRE LA MISSIONE RAI Questo video estratto da uno dei 16 seminari organizzati a viale Mazzini tra il 2001 e 1l 2002 è stato preparato per partecipare ad un incontro promosso dai dirigenti RAI “100 parole 100 mestieri”. Il video che ritrae alcune scene della tavola rotonda dedicata all’informazione contiene alcune considerazioni del grande Enzo Biagi ed un confronto assai significativo tra Michele Santoro e Bruno Vespa sul modo di concepire l’informazione. A me pare significativo. I titoletti che ho aggiunto rappresentano alcune delle mie parole chiave per definire la missione della RAI:

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Avvio Campagna Raccolta Fondi Consiglio italiano per i rifugiati sms al 45592

Cari Soci,Abbiamo il piacere di annunciare che dal 1 al 20 luglio il CIR lancia la sua prima Campagna di Raccolta Fondi, tramite numero solidale 45592 per sostenere l’impegno al fianco di richiedenti asilo e rifugiati da 24 anni. La Campagna “Vero Rifugio” mira anche alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema del diritto di asilo e sulle enormi difficoltà, per una persona in cerca di protezione, di arrivare in Italia e in Europa senza rischiare la propria vita. Implicitamente, vuole anche essere una dichiarazione di sostegno all’operazione Mare Nostrum e una raccomandazione a non interromperla. In questi 24 anni di attività, come sapete, abbiamo assistito oltre 100.000 rifugiati, riabilitato 4 mila vittime di tortura e lottato perché i loro diritti fossero riconosciuti. Confidiamo nel vostro sostegno per la diffusione della Campagna attraverso tutti o alcuni dei seguenti canali: – invio sms alla vostra rete di contatti (chiedere al CIR il messaggio da inviare) – invio mail a colleghi e alle vostre reti (testo in allegato) – pubblicazione spot video su sito, social e canali di comunicazione (link: https://www.youtube.com/watch?v=TBC9kar_ams&list=PL035332F735C9AF7D e inoltre https://www.youtube.com/watch?v=yu3yL8MtHn0&feature=share&list=UUoB3omTga8nVNd0Ww1GAa5g) – diffusione spot audio (da richiedere al CIR nei prossimi giorni) Per ulteriori informazioni vi preghiamo di mettervi in contatto con l’ufficio stampa del CIR: Yasmine Mittendorff: mittendorff@cir-onlus.org; 06 69200114 int. 230; cirstampa@cir-onlus.org 06 69200114 int. 216

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“Fammi vedere” – Il CIR lancia il concorso di cortometraggi sul diritto d’asilo

CONCORSO 21X23_8 Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) nella giornata di ieri, 26 giugno 2014, ha presentato il bando di concorso per la realizzazione di cortometraggi sul diritto d’asilo, con il contributo anche di SIAE che da sempre sostiene iniziative di solidarietà. Il bando è rivolto a tutti coloro che intendono raccontare tramite il linguaggio cinematografico e il proprio originale punto di vista il mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati.Il bando è aperto dal 26 giugno al 30 settembre 2014. Entro il 10 ottobre, un congruo numero di cortometraggi tra i partecipanti (non più di 50) saranno pre-selezionati dalla segreteria tecnica del CIR. Una selezione di quelli pervenuti entro il 15 settembre potranno essere presentati alla giornata inaugurale del Premio Italia dedicata al tema dei rifugiati (25 settembre).I tre corti vincitori del concorso otterranno rispettivamente un premio di 1.000/500/300 euro. L’iniziativa è sostenuta da personalità del mondo della cultura che formeranno la giuria che sceglierà i tre corti vincitori tra i 15 finalisti del concorso e potranno presentare, fuori concorso, delle proprie opere sul tema del diritto d’asilo nelle forme più diverse (foto, scritto, breve sceneggiatura, cortometraggio girato in qualsiasi forma e altro). Tra queste personalità, hanno già dato la propria disponibilità: Claudio Amendola, Rachid Benhadj, Giuseppe Catozzella, Elda Ferri, Roberto Faenza, Monica Guerritore, Francesca Neri, Wilma Labate, Gabriele Lavia, Mimma Nocelli, Carlo Puca Andrea Purgatori, Ivan Silvestrini, Walter Veltroni. Della giuria faranno parte anche Roberto Zaccaria e Christopher Hein (presidente e direttore del CIR). Della giuria verranno chiamati a far parte anche esponenti del mondo dei rifugiati, dei media e del mondo scolastico. La giuria eleggerà un presidente al suo interno.Il CIR si riserva di adottare i cortometraggi realizzati nell’ambito del concorso per le proprie campagne di comunicazione sociale e di raccolta fondi. Sul sito del CIR tutti i dettagli del Bando www.cir-onlus.org

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Giornata mondiale contro la tortura: un dramma senza fine

Nei giorni scorsi siamo stati enormemente colpiti dal messaggio e dalle parole vibranti di Papa Francesco pronunciate contro chi pratica torture in ogni parte del mondo. Il 26 ottobre si celebra la giornata mondiale promossa dall’ONU contro la tortura. A volte dimentichiamo che nel mondo di oggi, a oltre 30 anni dalla ratifica della convenzione delle Nazioni Unite, esistono ancora, come ci ricorda il Consiglio italiano dei rifugiati, 141 Paesi nei quali questa pratica disumana viene perpetrata e dobbiamo anche ricordare che purtroppo un rifugiato su tre, tra quelli che arrivano in Italia, ha personalmente subito esperienze di tortura. Se ne parla, ma non a sufficienza in quei resoconti giornalistici che spesso si limitano ad elencare dati statistici sugli sbarchi. Può essere importante sapere che fino a questo momento sono sbarcate persone, in numero superiore al 2013, ma è ancora più importante sapere che grazie all’operazione italiana Mare nostrum si sono salvate migliaia e migliaia di vite umane e che esistono nel nostro paese strutture che concretamente operano per ridare una vita ed una dignità a queste persone. Oggi si apre un importante Consiglio europeo che avrà anche il compito di valutare le politiche in materia di immigrazione e di diritto di asilo. Noi ci auguriamo che su questo argomento l’Italia, come hanno fatto presagire anche le parole del Premier, possa essere all’avanguardia e faccia prevalere il messaggio di solidarietà. Vogliamo ricordare che per riflettere adeguatamente su questi temi nella giornata di oggi il Consiglio per i rifugiati promuove due importanti appuntamenti. Il primo è rappresentato da un Seminario che si svolgerà alle 9 presso la Sioi, la Società italiana per l’organizzazione internazionale, con un convegno in due sessioni dedicate, rispettivamente, alla riabilitazione e cura dei rifugiati, e alle cause e al contesto geopolitico che induce ad affrontare fisiologicamente questi temi e non solo come emergenze. Tra i partecipanti, Romano Prodi, che dal 2008 si occupa di Africa per le Nazioni Unite. Questa sera, alle 20:30 alle Terme di Caracalla presso l’Aranciera di San Sisto, si terrà lo spettacolo ‘Mare Mostrum’,dedicato alla memoria dello scrittore Gabriel Garcia Marquez. Gli attori sono dei rifugiati sopravvissuti a tortura che hanno partecipato ai laboratori di riabilitazione psico-sociale organizzati dal Cir. Introdurrà la serata Monica Guerritore, con una lettura tratta dal romanzo di Giuseppe Catozzella: “Non dirmi che hai paura” .

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Alla Rai quel che è della Rai

Alla Rai quel che è della Rai Dall’Unità di oggi.La sottrazione alla Rai dei 150 milioni dei proventi del canone operata dal Governo con il decreto legge n.66 del 2014, ha aperto un dibattito enorme sulla stampa italiana intorno al servizio pubblico, alla sua funzione e alla sua riforma. Un ulteriore amplificazione di questo dibattito è stata prodotta dall’annuncio di uno sciopero dei lavoratori per il giorno 13 giugno ed ora revocato. Dico subito che non mi sarei comunque misurato né sull’opportunità, né tanto meno sulla legittimità di questo sciopero, perché mi pare che il tema dovesse essere comunque circoscritto alle parti in causa. Sui 150 milioni e soprattutto sul modo in cui sono stati prelevati (con effetto immediato e ad esercizio in corso) ho invece qualcosa da dire con accenti simili a quelli usati dal direttore generale dell’Unione europea delle radiotelevisioni pubbliche e indirizzati al Presidente Napolitano, proprio in questi giorni. Sono convinto che incidere in questo modo, anche se per sacrosante ragioni di bilancio, sulle risorse del servizio pubblico radiotelevisivo sia in contrasto con i nostri principi costituzionali ed anche con quelli europei (art.10 Cedu e art.11 Carta di Nizza). Il principio dell’indipendenza economica della RAI servizio pubblico radiotelevisivo costituisce uno dei pilastri della configurazione dei servizi pubblici secondo le regole europee, a cominciare dal Trattato di Amsterdam del 1997, e secondo i principi più volte ribaditi dalla nostra Corte costituzionale, a partire dalla famosissima sent. n.225 del 1974 per arrivare alla sent. n.284 del 2002, proprio in materia di canone.

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Senato delle autonomie con poteri veri e Regioni forti

Intervento 1 Commissione SenatoQuesta riforma costituzionale tocca due profili importanti e tra loro collegati. Modifica del bicameralismo eguale e modifica del titolo V. Nella XV legislatura – quando lavorammo su questa materia, alla Camera dei deputati – non si pensò, ad esempio, di toccare il titolo V, ma la scelta che è stata fatta oggi è comprensibile, anche se foriera di alcune contraddizioni di fondo. Io ricordo di aver presentato un proposta di legge sul titolo V che è stata esaminata tardivamente nella XVI legislatura. Naturalmente queste considerazioni riguardano solo il perimetro delle riforme ma quel che conta è il contenuto e le scelte che ispirano le modifiche che vengono fatte e di queste parleremo soprattutto. Il principio bicamerale caratterizza la maggior parte dei grandi paesi democratici ed è tuttora ritenuto lo strumento più idoneo per governare società complesse. Nelle più importanti democrazie occidentali ed in particolare in Europa, la scelta bicamerale è prevalente e il Senato è un organo essenziale. Si sente spesso affermare che con questa riforma non si tocca la forma di governo. Io credo che con questi interventi si tocchi sia la forma di governo che la forma di stato. Nel fare queste scelte dobbiamo piuttosto domandarci se con questa riforma vogliamo mantenere nel nostro paese un serio pluralismo politico ed istituzionale o se per semplificare o processi decisionali al vertice della Repubblica rischiamo di indebolire i fondamentali contrappesi. Ricordiamo sempre le parole di Costantino Mortati (segue..)

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Gravissima la sottrazione da parte del Governo di una quota del canone RAI

Il contenuto di quanto disposto nell’art.21 del decreto legge n.66 del 2014 ed in particolare nel suo 4 comma che sottrae, per di più in corso di esercizio, la somma di 150 milioni di euro alla Rai costituisce un atto gravissimo e senza precedenti nel nostro paese. Il principio dell’indipendenza economica della RAI servizio pubblico radiotelevisivo costituisce uno dei pilastri della configurazione dei servizi pubblici secondo le regole europee, da ultimo del Trattato di Amsterdam del 1997, e secondo i principi più volte ribaditi dalla nostra Corte costituzionale, a partire dalla famosissima sentenza n.225 del 1974 per arrivare alla sentenza n.284 del 2002, proprio in materia di canone. L’indipendenza economica precede addirittura quella organizzativa ed anche quella dei contenuti. Inutile ricordare gli energici sollevamenti di scudi dopo gli attacchi di esponenti di Governo alla libertà di espressione. La situazione attuale non è meno grave. Il canone di abbonamento non rappresenta un versamento dalle casse dello Stato, ma proviene direttamente dagli utenti. Non costituisce quindi una somma della quale lo Stato può liberamente ed unilateralmente disporre. Tutta la normativa in questa materia è stata impostata ad un principio di rigorosa concertazione, tanto è vero che alla fine degli anni ‘90 quando lo Stato eliminò il canone autoradio si preoccupò di indennizzare per alcuni esercizi il bilancio della Rai per una somma corrispondente a circa 210 miliardi di lire all’anno. La stessa procedura di “aumento” del canone prevista dall’art.47 del testo unico della radiotelevisione prevede a monte di quell’atto una concertazione o quantomeno un confronto tra il Ministero e la RAI sulle entrate necessarie per coprire i costi di esercizio e comunque deve concludersi prima dell’inizio del nuovo anno finanziario. In tutta l’esperienza repubblicana ed anche in circostanze economiche molto critiche per il paese non è dato ricordare un intervento di questa natura che per le sue modalità rappresenta un grave attentato all’indipendenza del servizio pubblico. Altri strumenti d’intervento per lo Stato azionista della RAI sarebbero stati possibili nel rispetto delle regole che valgono per qualsiasi soggetto economico operante in regime di concorrenza in una così delicata materia. Non ricordo neppure interventi analoghi contro gli interessi economici del gruppo Mediaset.

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