Una riforma della giustizia contro la Costituzione

Questa c.d. riforma della giustizia è contro la Costituzione e apre più problemi di quanti non ne risolva.
Il primo problema aperto è con la magistratura italiana e con il suo organo di autogoverno che sono apparsi spesso più avversari che non naturali interlocutori. Non era mai successo nella storia della Repubblica che i magistrati dovessero ricorrere per ben tre volte allo strumento dello sciopero.
Il secondo problema aperto è con i cittadini che chiedevano più efficienza alla giustizia ed hanno avuto un provvedimento che tende solo a “normalizzare” e a gerarchizzare gli organi di giustizia con totale indifferenza verso il prodotto-giustizia.
Il terzo problema aperto è con la Costituzione, anzi contro la Costituzione. Questa c.d. riforma, come molte altre di questo Governo sull'informazione, sulla scuola e sull'Università, sul lavoro, sulla previdenza, stravolge la nostra Costituzione in alcune sue norme fondamentali e proprio per questo dovrà essere eliminata quando il centro sinistra andrà al Governo.
Non è un caso quindi che questa c.d. riforma dell'ordinamento giudiziario sia stata ottenuta dopo svariati voti di fiducia senza un vero confronto parlamentare e dopo un pesantissimo rinvio da parte del Presidente della Repubblica.
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