STATUTO PD: maggiore peso agli elettori nella scelta del segretario e maggior autonomia agli statuti regionali

Nella riunione di domani il Comitato di redazione dello Statuto del Partito democratico dovrà affrontare gli ultimi nodi prima di definire il “testo base”.

Nell'ultima riunione della Commissione c'è stata una significativa convergenza sulla possibile stesura dell'articolo 1, primo comma, che potrebbe essere così formulato: “Il PD è un partito federale formato da elettori ed iscritti che si riconosce nello spirito dell'art. 49 della Costituzione e persegue i fini di democrazia interna ed esterna indicati nello Statuto.

Perché questa formulazione sia pienamente rispettata è necessario da un lato che gli elettori siano riconoscibili attraverso una partecipazione trasparente (albo pubblico e aperto) ed abbiano un ruolo adeguato nella scelta dei segretari ad ogni livello e dei candidati alle cariche istituzionali.

E' necessario, dall'altro lato, che il partito federale si realizzi attraverso il riconoscimento di una vera autonomia statutaria.

Nel testo attuale ci sono troppi vincoli ai costituenti regionali. Gli articoli dedicati alla struttura federale (da 11 a 19 del capo III) contengono oltre venticinque principi non derogabili. In questo modo gli statuti regionali diventano fotocopie di quello nazionale. E' necessario abrogare almeno l'articolo 16 (dedicato all'organizzazione sub-regionale) che risulta il più invasivo e disegnare in senso più autonomistico la conferenza dei segretari regionali.

L'unico principio che merita di essere ribadito ad ogni livello territoriale è quello che potremmo definire il “principio del 14 ottobre” , quello cioè dell'elezione diretta da parte degli elettori dei segretari e delle assemblee rappresentative.

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