Primarie per definire le liste. Una proposta per modificare la legge elttorale del Polo.

Intervista a Roberto Zaccaria di Massimiliano Mingoia per Il Giorno

«Margherita penalizzata nelle liste lombarde per le Politiche? Guardi, non mi va proprio di dare giudizi in merito. L'unica valutazione che voglio fare, in questo momento, è che questa legge elettorale proporzionale è pessima. Da spazzare via al più presto». Roberto Zaccaria non vuole entrare nella polemica tra Ds e Dl. Certo, il parlamentare della Margherita ed ex presidente della Rai non può dirsi pienamente soddisfatto. Il 24 ottobre 2004 strappò alla Casa delle Libertà il collegio Milano 3, che era stato del leader leghista Umberto Bossi. Nelle liste per le prossime politiche, nel collegio milanese Lombardia 1, il suo nome però non è tra i primi, cioè tra i sicurissimi di elezione alla Camera. Onorevole Zaccaria, arrabbiato per gli ultimi sviluppi? «Mi sembra odioso dire che sono dispiaciuto, quando ci sono dei colleghi parlamentari bravissimi che non saranno ricandidati. Penso a Nando Dalla Chiesa (senatore e presidente milanese della Margherita, ndr): mi sembra incredibile che non venga ripresentato. Per quanto mi riguarda posso perfino ringraziare chi mi ha voluto inserire nella lista in una posizione relativamente sicura. Alcuni criteri adottati durante le trattative non li ho capiti. Ma non ero al tavolo e dunque non mi va di dare giudicare». Giudica invece la nuova legge elettorale… «Certamente. Ha assegnato un potere assoluto ai partiti e lo ha tolto agli elettori. Ormai siamo passati a un sistema dove non conta l'elezione, ma la cooptazione. Questo è un proporzionale degenerativo». Cioè? «Mi spaventa un sistema in cui è un ristrettissimo numero di persone a decidere chi andrà in Parlamento. In totale non più di 15 persone per scegliere mille tra onorevoli e senatori. Siamo ormai fuori da un sistema parlamentare vero e proprio». Rimedi per attenuare questa degenerazione? «Io credo che questa legge vada cambiata radicalmente. Ma se vogliamo rimanere all'interno di questo sistema andrebbero almeno introdotte le Primarie per la scelta dei candidati e dell'ordine in cui devono essere inseriti nelle liste». Dalle Politiche alle Comunali. Come vede lo scontro tra i candidati sindaci Bruno Ferrante e Letizia Moratti? «Sono stato tra i primi a proporre all'Unione il nome di Ferrante. Un uomo la cui fisionomia politica appare simile a quella di Prodi: sobrietà e autorevolezza. Può vincere». E della Moratti che cosa pensa? «Sono perplesso per il fatto che c'è un enorme squilibrio di risorse economiche tra la sua campagna elettorale e quella di Ferrante. Non solo. La sua candidatura non rispetta il principio delle pari opportunità: la Moratti è ancora ministro, Ferrante, più seriamente, ha rinunciato del tutto alla carriera da prefetto». La Moratti, intanto, tenta di smarcarsi dai partiti della Casa delle Libertà… «È una posizione di comodo. Oggi era in prima fila a seguire il comizio di Berlusconi al MazdaPalace. Lei è un'espressione organica del centrodestra».
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