Legge “ex Cirielli”, ulteriore strappo alla Costituzione: i motivi del nostro no.

La maggioranza di centrodestra ha portato a termine, con l'approvazione alla Camera della legge ex Cirielli, un ulteriore, gravissimo strappo della Costituzione. Nella maggioranza si è giunti a dire che la “ex” Cirielli sarebbe una legge “giusta e opportuna”. Il testo del provvedimento e il contesto nel quale questo sta maturando dimostrano invece l'esatto contrario. Siamo di fronte ad una legge gravemente ingiusta, inopportuna e vistosamente incostituzionale.
È incostituzionale, perché dispone una riduzione dei termini di prescrizione così drastica da annientare il processo, determinando nei fatti l'impossibilità di perseguire determinati delitti, facendone conseguire una ampia amnistia, sebbene mascherata e sottratta ai procedimenti ed alle maggioranze che la Costituzione prevede. Questo anche in contrasto con quanto la Corte costituzionale ha affermato nella sua giurisprudenza.
È incostituzionale perché interviene sulla modifica del regime sostanziale della prescrizione attraverso l'eliminazione drastica del potere del giudice di compiere ogni prudente valutazione nel giudicare il bilanciamento tra circostanze attenuanti e circostanze aggravanti ponendosi in contrasto con gli artt. 27 e 101 Cost.
È contraddittoria, perché erroneamente fondata sulla ratio che la prescrizione sia il limite massimo di sopportazione dell'imputato perseguitato da “certi”magistrati. Non si preoccupa minimamente del fatto che, a volte, la prescrizione viene tatticamente raggiunta attraverso l'artificioso allungamento delle procedure tramite comportamenti dilatori da parte della difesa (interruzione e sospensione). È tragicamente miope, perché interviene solo sulla disciplina dei termini di prescrizione e non si occupa delle cause strutturali di lentezza della giustizia.
È inopportuna e ingiusta, perché prosegue nella linea delle leggi “ad personam”, contribuendo a screditare ulteriormente un sistema Paese che si preoccupa degli affari di pochi senza curare le reali esigenze dei molti e calpestando ad ogni passo il principio di eguaglianza. La vicenda contorta dell'emendamento dell'UDC ha comunque platealmente smascherato questo equivoco ed ha “costretto” il principale beneficiario della legge a scendere in campo a difesa di se stesso. Altri beneficiari sono prudentemente restati nell'ombra. Gli effetti benefici verranno alla luce nei prossimi mesi.
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