Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
29
luglio 2009

Sembra ormai certo. Il Governo ricorrerà ad un decreto – legge “correttivo”, che si preannuncia quantitativamente e qualitativamente sostanzioso, per apportare modifiche alla legge di conversione del decreto – legge anticrisi contestualmente all’approvazione di quest’ultima nei prossimi giorni da parte del Senato, dopo il voto favorevole di ieri della Camera. E’ una decisione che suscita forti dubbi. Non solo perché non si era mai visto un decreto – legge “correttivo” di così ampia portata per modificare “in corso d’opera” un provvedimento legislativo appena approvato dalle Camere. Quanto perché si tratta di un precedente che si colloca in un contesto in cui le modalità di ricorso da parte del Governo ai decreti – legge appaiono a dir poco disinvolte. Nel caso del decreto – legge 1° novembre 2007, n. 181, recante tra l’altro una norma sull’omofobia, la soluzione di un decreto – legge “correttivo” fu ritenuta impraticabile sebbene diretta a modificare un mero errore materiale.

 

 

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