4
novembre 2017

1- Premessa. Credo che sia necessaria qualche rapida precisazione introduttiva per affrontare in una prospettiva costituzionale il tema del dissenso. In prima approssimazione credo che sia giusto escludere dal perimetro della nostra attenzione tutte quelle forme di dissenso, di pensiero critico ed anche di disobbedienza che si manifestano e spesso si esauriscono nei rapporti tra soggetti privati, non collocati in una posizione di particolare supremazia. Credo che sia giusto escludere dell’indagine anche il capitolo dell’ingiuria e della diffamazione, non solo per questa impostazione, ma perchè costituiscono figure di reato con una fisionomia precisa e con una giustificazione costituzionale consolidata.
Il dissenso che in questa sede particolarmente interessa è quello di natura politico-ideologica che si configura prevalentemente nel rapporto tra individuo e autorità, tra privati e istituzioni, tra governanti e governati, tra singoli o formazioni sociali ed esponenti del potere costituito e che ha per oggetto la critica più o meno energica nei confronti del pensiero ufficiale, dell’ideologia prevalente o meglio di quella dominante. I rapporti di questo tipo sono di carattere prevalentemente pubblicistico, anche se non sempre si tratta di rapporti tra privati ed istituzioni dello Stato, ma si estendono fino a comprendere una nozione più ampia di istituzioni sociali. Il dissenso che ci interessa può rivolgersi verso un ordine, verso un sistema di valori e manifestarsi in divergenze, a volte anche profonde e radicali, di ordine teorico e ideologico.
A seconda delle situazioni il dissenso può acquistare i connotati di una critica vivace e serrata, in primo luogo verso i rappresentanti di queste istituzioni, verso chi governa, soprattutto verso le pubbliche autorità, ma anche verso chiunque possa considerarsi artefice o responsabile di un determinato ordine politico, sociale, religioso dominate in un determinato momento storico. Spesso i contrasti di natura politico-ideologica avvengono non solo tra i partiti e lo Stato, ma anche “tra” i diversi partiti e così anche tra i sindacati o tra le confessioni Il dissenso politico ideologicoreligiose e via dicendo. Spesso questo tipo di contrasto può avvenire all’interno degli stessi partiti o dei sindacati o delle confessioni religiose. Si parlava in passato di cattolici del dissenso per alludere a contrasti all’interno di quella confessione religiosa.
(Segue)

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