Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
28
marzo 2012

 

”L’Agcom ha deliberato nel mese di novembre  in maniera quasi clandestina che la norma sul conflitto di interesse nella forma del “sostegno privilegiato” prestato dalle aziende televisive del Premier,  prevista dall’art.7 della legge Frattini (2004), non si potesse applicare. Avevo chiesto che l’Agcom  ci venisse a spiegare questa singolare interpretazione abrogativa. Il presidente dell’Autorita’ ha risposto in una singolare lettera alla Commissione  di non  ritenere opportuna una sua venuta davanti alla Commissione. L’ Ufficio di presidenza della Commissione non ha accettato la giustificazione di Calabrò motivata su altre audizioni fatte recentemente alle Camere su altri argomenti e ne ha pertanto  disposto la convocazione la prossima settimana

 

23
marzo 2012
       
       
 
 
Roma, 23 mar – Il movimento MoveOn Italia organizza a Roma, dalle 17, alla Città dell’Altra Economia, l’incontro “La Rai ai cittadini – 5 punti per garantire un bene pubblico” nel corso del quale presenteranno le loro proposte per la riforma dell’azienda pubblica. Parteciperanno alla giornata di discussione: Tana De Zulueta (un’AltraTv), Francesca Fornario (autrice satirica), Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia), Arturo Di Corinto (Libertà e Partecipazione), Santo Della Volpe (Libera), Silvia Bencivelli (Presa diretta), Giuseppe Giulietti (Articolo21), Nicola D’Angelo (Agcom), Maria Luisa Busi (Tg1), Roberto Natale (Fnsi), Roberto Zaccaria (Pd), Carlo Verna (Usigrai). Durante l’incontro verranno quindi discusse le 5 proposte del movimento “per recuperare a tutti gli italiani la ricchezza perduta della prima fonte di cultura e di informazione del paese”: “1. Creare una forma di azionariato diffuso per superare l’anomalia dell’azionista unico’ del servizio pubblico (il ministero dell’Economia). 2. Costituire un Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive, i cui membri devono essere in maggioranza nominati dalla società civile e in cui gli utenti eleggono i propri rappresentanti. Il Consiglio sostituisce la Commissione parlamentare di Vigilanza. 3. Selezionare i vertici della Rai concessionaria del servizio pubblico (il Cda Rai), mediante un concorso pubblico e in base a criteri di professionalità, competenza e indipendenza. Al Cda sono attribuite funzioni di indirizzo e vigilanza. I vertici sono nominati dal Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive. 4. Individuare, tramite il Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive, i componenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando i criteri di una selezione trasparente, indipendente e qualificata. 5. Garantire la qualità del servizio e il controllo partecipato di tutti i media gestiti dal servizio pubblico attraverso Il Consiglio per le Comunicazioni Audiovisive”. Il “MoveOn italiano” nasce su ispirazione del movimento americano che ha contribuito alla vittoria di Obama e quindi all’approvazione della nuova riforma sanitaria. Il nostro scopo è promuovere la Democrazia attraverso azioni partecipate al livello locale, nazionale e, insieme ad analoghe reti straniere, internazionale.
20
marzo 2012
 
(AGI) – Roma, 20 mar. – Senato federale, legge elettorale ‘corretta’ guardando al modello tedesco con correttivo  spagnolo: arriva da una nutrita rappresentanza di senatori e deputati di maggioranza una proposta per rendere più incisiva la proposta di revisione costituzionale sul bicameralismo e sulla legge elettorale. Si riprende all’80 per cento la proposta di revisione costituzionale elaborata nella XV legislatura e si aggiunge una riforma del sistema elettorale che superi la legge Calderoli e che restituisca agli elettori la scelta dei rappresentanti. Riforma del bicameralismo perfetto, riduzione del numero di parlamentari non inferiore del 20%, unificazione dell’amministrazione del Parlamento per garantire uffici ancora piu’ forti. In una conferenza stampa alla camera erano presenti  Enrico La Loggia(Pdl), Linda Lanzillotta (Terzo Polo) e Luigi Vitali(Pd),Stefano Ceccanti (PD), Salvatore Vassallo(Pd), Roberto Zaccaria (PD), Beatrice Lorenzin (PDL),Marilena Adamo (PD) e Franco Bassanini, Presidente della fondazione Astrid. La proposta verrà presto elaborata in un testo di legge.  
16
marzo 2012

 La premessa costituzionale che tiene insieme i tre profili fondamentali della disciplina dei media è il diritto all’informazione. Da questo diritto discende la nozione di servizio pubblico televisivo (vedi giurisprudenza costituzionale ed in particolare la sent. n.284 del 2002), la necessità di adottare una seria disciplina antitrust nel settore dei media (sent. n.2002 del 1972) e la necessità di avere una disciplina sul conflitto di interessi, in generale ed  in particolare tra attività di governo e media. 

1)    La gestione del servizio pubblico deve essere attribuita al una società il cui sistema di governo sia distante dal sistema dei partiti e fondi la propria legittimazione  sui cittadini che pagano il canone (si pongono richiamare a questo proposito le tematiche dei beni comuni e lo spirito dell’art.43 Cost). Per questa parte si rinvia alla relazione che accompagna la proposta di legge Zaccaria ed altri (Atto Camera 4559 XVI legislatura) 

2)   La disciplina anticoncentrazione nel settore dei media ed in particolare nel settore radiotelevisivo non è mai stata fatta in maniera appropriata. La migliore proposta sul tema è quella presentata nella XV legislatura dal Ministro  GentiloniQuesta  proposta per essere incisiva e rispondente ai principi costituzionali deve basarsi sui seguenti principi: a)             Il parametro o il monte delle risorse sul quale calcolare la percentuale (c.d. limite “ex ante”) non superabile da nessun imprenditore deve essere congruo e ragionevole e non smisurato come quello attuale (SIC). Oggi quel tetto comprende ogni genere di risorsa: è di circa 24 miliardi e quindi nessuno dei principali operatori (Mediaset, Rai e Sky) è in grado di superare il 20 per cento di quasi 5 miliardi)

b)            Fissare un limite “ex ante” a tutela del pluralismo che non superi il 20 per cento di quel mercato più contenuto. Fissare in subordine un limite collegato allo share (questa problematica apre confronti con altri sistemi normativi)

c)             Attribuire ad ogni singolo operatore soggetto un tetto massimo di frequenze e comunque non determinare uno squilibrio così vistoso, come oggi avviene, tra i diversi operatori.

d)            Separare la titolarità delle reti di distribuzione  dalla fornitura dei contenuti. Questo è un problema di fondamentale importanza. In molti paesi questa separazione è realizzata e tende a ridurre la strapotenza di alcuni operatori sul mercato.

e)             Attribuire all’Autorità il compito di verificare il rispetto delle regole antitrust nei mercati rilevanti e in particolare in quello della pubblicità

f)              Rifondare il sistema di misurazione degli ascolti. Oggi questi ascolti, dai quali discendono importanti conseguenze economiche, sono praticamente autogestite da parte degli operatori più forti e quindi contribuiscono ulteriormente a determinare gli squilibri.

3) Il terzo dei grandi problemi che influenzano la fisionomia del diritto all’informazione è il nodo del conflitto di interessi: sia in generale che con specifico riguardo alla questione dei media. Diciamo subito che nel nostro paese la lacuna di una seria  disciplina in questo campo è alla base di quella che in tutto il mondo è stata definita come  l’anomalia Italiana. La legge Frattini approvata nel 2004 è poco più di una finzione e non ha praticamente trovato applicazione, nonostante che i casi di conflitto siano stati numerosi e più volte denunciati.

Nel delineare i principi ricostruttivi, anche in questo caso mi limito a richiamare alcuni punti essenziali e a rinviare per il resto a quella proposta di legge che ho contribuito a scrivere con Walter Veltroni (Atto Camera n.2668 XVI legislatura)

a)              Diciamo subito che il principio cardine alla base del conflitto di interessi si intreccia con i fondamenti stessi del sistema democratico e richiede a chiunque sia investito della amministrazione della cosa pubblica di non essere condizionato nelle sue scelte di pubblico interesse  dai propri privati interessi.

b)            Dunque l’uomo di governo che ha rilevanti interessi economici, se vuole esercitare correttamente la sua funzione pubblica,   deve prima dichiararli, secondo un principio di trasparenza e successivamente   separarsi in maniera netta  da questi interessi  o ignorare come essi  vengano amministrati, fintanto che dura il suo incarico pubblico.

c)            Secondo un’impostazione più radicale per evitare questa commistione, al di sopra di una determinata soglia economica di interessi, (in genere si indica un livello patrimoniale di 10,15, 20 o 30 milioni…a seconda del tipo di attività) l’uomo di governo deve alienare le sue proprietà o rinunciare all’incarico. Le leggi in materia disciplinano questi profili, con varie soluzioni ed attribuiscono ad Autorità garanti il compito di sorvegliare su questi principi.

d)           Il problema del conflitto di interessi si acuisce visibilmente se le imprese in titolarità dell’uomo di Governo si occupano di profili sensibili (comunicazioni, difesa, settori nevralgici in genere).

e)              La commistione tra incarichi di Governo ed imprese di comunicazione è particolarmente delicata perché il conflitto assume in questi casi  un valore esponenziale dato che la politica si alimenta naturalmente di questa attività e quindi dal conflitto nasce uno squilibrio proprio nel cuore del sistema democratico. Questa è la ragione per la quale in questo campo sono state prospettate le soluzioni più radicali di cui alla lettera c)  e si era proposta addirittura l’ineleggibilità (in applicazione di una disposizione del TU in materia elettorale)

f)               Le norme più blande, ma comunque indispensabili, sono quelle poste a presidio della par condicio in Tv  tra i soggetti politici  e del sostegno privilegiato offerto all’uomo di governo dalle sue televisioni. Le norme ci sono, ma l’applicazione da parte dell’Agcom è molto prudente, tanto per usare un eufemismo. Di qui la gravità del problema che costituisce aspetto rilevante dell’anomalia, condannata in Europa e dalla Commissione di Venezia (Consiglio d’Europa).

28
febbraio 2012
 
 Il deputato Pd Roberto Zaccaria chiede, nell’Aula di Montecitorio, che il governo riferisca sulla sentenza della Corte Europea che ha condannato l’Italia per i respingimenti in Libia. ‘Dopo la condanna dell’Italia – spiega Zaccaria – ho sentito alcuni esponenti del governo parlare di pronta esecuzione della sentenza (Monti e Cancellieri), mentre altri  (Farnesina) hanno sostenuto  che l’Italia e’ stata sempre rispettosa dei diritti umani nel praticare alcuni respingimenti di stranieri.Vogliamo sapere qual e’ la posizione ufficiale del governo su questo tema’.
25
febbraio 2012

Il monito rivolto dal Presidente della Repubblica in seguito alla sentenza n.22 del 2012 della Corte costituzionale è molto importante. Per attuarlo bisogna però leggerlo con attenzione. ‘Non e’ un caso che la lettera del Quirinale sia indirizzata ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio. Perche’ e’ evidente che o si fanno meno decreti, verificando a monte la stretta necessita’, urgenza ed omogeneita’ delle materie, e allora potrebbe essere giusto limitare il potere emendativo allo stretto indispensabile, oppure, se il governo interviene quasi esclusivamente per decreto, anche su temi che non sarebbero strettamente necessari, il potere del parlamento non puo’ essere limitato’. Lo dichiara il vicepresidente della commissione Affari costituzionali, Roberto Zaccaria. (ANSA).

24
febbraio 2012
 
La sentenza di condanna unanime dei respingimenti adottata dalla Corte di Strasburgo rappresenta l’ennesimo colpo, ci auguriamo definitivo, alla politica migratoria costruita in questi anni dai governi Berlusconi, fondata sul disprezzo dei diritti umani e sull’irrazionalita’ giuridica. Da oggi si cambi definitivamente strada, a cominciare dai nuovi accordi che il governo si appresta a stipulare con le autorita’ libiche’. E’ quanto dichiarano in una nota Jean-Leonard Touadi e Roberto Zaccaria, deputati del Pd.
‘Prima era toccato all’aggravante di clandestinita’, al divieto di matrimonio con irregolari e, recentemente, al reato di immigrazione clandestina. Ora, la sentenza sul cosiddetto caso Hirsi, ovvero la prima operazione di respingimento in mare avvenuta nel maggio del 2009 in acque internazionali ai danni di cittadini eritrei e somali, condanna l’Italia per la violazione del divieto di tortura e trattamenti disumani, per la violazione del diritto a ricorrere, e per l’effettuazione di espulsioni collettive. Niente si puo’ salvare dell’esperienza legislativa ed amministrativa dei governi di centrodestra sull’immigrazione.
E’ giunto invece il momento di ricostruire la politica migratoria dell’Italia, senza buonismo ne’ cattivismo, ma con razionalita’ e rispettando i diritti fondamentali di ogni individuo’. (ANSA).
22
febbraio 2012
 
‘Nell’informazione televisiva il Pdl nel mese di gennaio e’ riuscito nuovamente a mantenere il suo primato addirittura superandosi rispetto al mese di dicembre’.
Lo rende noto il deputato del Pd Roberto Zaccaria sulla base dei dati sul pluralismo politico forniti dall’Agcom, ‘stavolta puntualmente, a meta’ del mese di febbraio’ – aggiunge Zaccaria, il quale rileva che ‘si tratta di dati mensili e dunque molto significativi, come lo sono stati quelli di dicembre, perche’ permettono di ricostruire una tendenza editoriale precisa’.
Spiega infatti Zaccaria che ‘il Pdl si piazza al primo posto con distacchi ragguardevoli su tutte le emittente televisive nazionali (TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto Tgcom e Tg la 7). Si deve segnalare inoltre che la Rai ha dato in media maggiore spazio di parola ai soggetti istituzionali rispetto ai partiti: cosa comprensibile, dato il rilievo notiziale dei primi. Di segno opposto, invece, il gruppo Rti che, in media, ha dato ai partiti 2/3 del tempo totale. Occorre segnalare altri due record raggiunti dal Pdl che riguardano l’emittente Rete 4 e il Tgcom24. Il tg di Fede, infatti, ha dedicato ben 60 minuti al partito di Berlusconi, 6 alla Lega 2 al PD e 14 al Presidente del Consiglio; mentre il Tgcom24 – conclude Zaccaria – ha dedicato 57 minuti al Pdl, 3 alla Lega 4 al terzo Polo, 2 al Pd e ben 21 al Presidente Monti’.(ANSA).
17
febbraio 2012
 
(ANSA) – ROMA, 17 FEB – ‘Serve una visione di sistema sui tetti agli stipendi pubblici. Il Governo affronti il tema dei compensi degli amministratori delle aziende statali’: cosi’ il vice presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria (Pd).
‘Nei prossimi giorni – afferma – le commissioni lavoro e affari costituzionali della Camera dovranno esprimere il parere sul decreto del Presidente del Consiglio che attua l’art. 23-ter del Salva Italia laddove prevede un tetto economico, parametrato sul vertice della Magistratura, alle retribuzioni del personale dell’amministrazione pubblica dello Stato. Poiche’ questa norma risponde ad una giusta esigenza di principio e’ importante che sia inquadrata in una visione generale e che venga attuata in parallelo ad un’altra disposizione contenuta nello stesso decreto Salva Italia (art.23-bis) che prevede un riordino, secondo criteri oggettivi e trasparenti, anche dei compensi degli amministratori con deleghe delle societa’ partecipate dal Ministero dell’economia e delle finanze. E’ importante anche – prosegue Zaccaria – che il Governo individui, cosi’ come previsto dalla norma di legge le posizioni apicali dell’amministrazione pubblica per le quali possono essere previste deroghe al tetto sopraindicato per evitare squilibri ingiustificati nelle rispettive posizioni. Infine, il rispetto dei principi costituzionali a tutela delle posizioni individuali esigono che i tempi di efficacia siano graduati in relazione all’efficacia temporale delle fonti regolatrici dei diversi rapporti (contratti collettivi, individuali e leggi)’. (ANSA).
17
febbraio 2012

Il Pd chiede al governo di fornire i dati sui magistrati fuori ruolo. La richiesta, avanzata nell’ambito dell’esame del ddl anticorruzione in commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia alla Camera, è firmata, tra gli altri, da Donatella Ferranti, Marilena Samperi, Gianclaudio Bressa, Lanfranco Tenaglia, Roberto Zaccaria, Andrea Orlando. I deputati democratici chiedono all’esecutivo “il numero dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili e degli avvocati e procuratori dello Stato, specificando i nominativi, gli incarichi ricoperti, gli emolumenti percepiti oltre allo stipendio”; e “il numero dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili ai quali sono stati attribuiti incarichi part time cumulati con l’esercizio delle funzioni giurisdizionali o consultive, specificando i nominativi, gli incarichi ricoperti, gli emolumenti percepiti oltre lo stipendio”. Roma, 16 feb. (TMNews)

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