”I gravissimi fatti di Roma dimostrano come la violenza più devastante si celi dietro abbigliamenti capaci di occultare quasi completamente durante le manifestazioni di piazza la fisionomia delle persone, che in tal modo colpiscono in maniera del tutto anonima ed irresponsabile. Puntuale dopo questi fatti emerge il dibattito sulle pene e sul possibile inasprimento. In realtà la legge del 1975 già prevede l’arresto da uno a due anni e l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro per chi partecipi a manifestazioni in luogo pubblico con il volto coperto e rende facoltativo l’arresto in flagranza. Purtroppo in questi momenti si dimentica che sta per andare in Aula alla Camera una proposta di legge della maggioranza che volendo reprimere l’uso del burqa in luogo pubblico corregge ed attenua, sulla base di una proposta Reguzzoni, le sanzioni della legge del 1975, prevedendo indistintamente, e quindi anche per chi manifesta con i volti coperti, la sola ammenda da 300 a 500 euro e la cancellazione dell’arresto da uno a due anni. La fretta e la propaganda della Lega rischia di fare brutti scherzi anche alle politiche di sicurezza ed al Ministro Maroni”.
“La bocciatura del rendiconto comporta le dimissioni del governo: la Costituzione non e’ un problema tecnico come piacerebbe a Silvio Berlusconi”. Lo afferma Roberto Zaccaria, vicepresidente della commissione Affari costituzionali e professore di Diritto Costituzionale, commentando il voto della Camera sul rendiconto generale dello Stato per il 2010.
”Anche se la Costituzione prevede l’obbligo di dimissioni in caso di sfiducia – continua Zaccaria – e’ pacifico nei manuali di diritto costituzionale che la bocciatura degli strumenti di bilancio, per il particolare significato di questi atti, possa essere assimilata ad un atto di sfiducia. Il manuale dei professori Bin e Pitruzzella dice che, se il Parlamento votasse contro il ddl di approvazione del rendiconto consuntivo, la conseguenza politica non potrebbe che essere la crisi di governo. Dunque, le regole parlano chiaro. Berlusconi – conclude Zaccaria – non ha altra via d’uscita, dopo quello che e’ successo oggi alla Camera, che salire al Colle”.