(ANSA) – ROMA, 28 GIU – E’ ”paradossale” che la maggioranza chieda una commissione d’inchiesta sull’uso delle intercettazioni e non sulle ”trame oscure della P4”: lo afferma Roberto Zaccaria, deputato Pd e vicepresidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio. ”Per fare luce sulle trame oscure della P4 e sulla rottura delle regole democratiche secondo noi occorre una commissione di inchiesta del Parlamento: abbiamo presentato in questo senso una proposta di legge di cui e’ prima firmataria Rosy Bindi ma la maggioranza fino ad ora ha mostrato ben poco interesse. Per questo e’ paradossale che qualcuno nel centrodestra avanzi la proposta di una analoga commissione parlamentare ma sull’utilizzo dell’istituto delle intercettazioni che sono uno strumento legittimo: per stabilirne l’eventuale l’abuso ci sono altri strumenti. Dunque, e’ incredibile l’inversione del significato che la destra da’ alla realta’: vogliono indagare su cio’ che e’ legittimo ma non su cio’ che palesemente viola l’integrita’ delle istituzioni”, conclude. (ANSA).
Dall’inizio della legislatura non risultano pervenute alla Camera dei Deputati le relazioni semestrali in materia di conflitto di interessi che l’Agcom deve presentare, con cadenza semestrale così come richiesto dall’art.8 della legge n.215 del 2004. Roberto Zaccaria, deputato Pd e vice presidente della commissione Affari costituzionali ha oggi chiesto che l’Agcom venga sollecitata a compire questo doveroso adempimento. Zaccaria, ha rilevato che questo silenzio appare ancor più preoccupante alla luce delle numerose sanzioni comminate ai Tg del gruppo Mediaset durante la campagna elettorale che costituiscono una prova evidente del supporto prestato da Tg4, Tg5 e Studio aperto al Presidente del Consiglio”. Silenzio vi è stato anche di fronte a ben tre ricorsi presentati da vari esponenti dell’opposizione su questo aspetto e silenzio c’è stato anche nella relazione annuale al Parlamento. Zaccaria si è riservato di chiedere, alla luce dei dati che emergeranno dalle relazioni, una volta presentate, le audizioni del Presidente Agcom e del Presidente dell’Antitrust.
- ‘C’e’ bisogno di una commissione d’inchiesta sugli intrecci tra politici, magistrati, forze dell’ordine e faccendieri che stanno emergendo dalle indagini della procura di Napoli’. Lo chiede il deputato del Pd Roberto Zaccaria. ‘L’indagine in corso – spiega – sta mettendo in luce un sistema associativo fondato su dossier, favori e ricatti, spartizione di appalti, nomine e interferenze nel funzionamento degli organi costituzionali, a conferma, ancora una volta, della fondatezza e dell’utilita’ della proposta di legge che tempo addietro e’ stata presentata da Bindi, Zaccaria e sottoscritta, tra gli altri da Di Pietro, Castagnetti, Donadi, Giulietti, Orlando, Bachelet e da un centinaio di deputati di tutti i gruppi di opposizione. La proposta e’ finalizzata all’istituzione di una commissione di inchiesta che accerti l’origine, la natura, la consistenza e le finalita’ di un’organizzazione gia’ balzata all’onore delle cronache con stesse caratteristiche (gia’ giornalisticamente denominata P3) e con alcuni stessi protagonisti. Chiederemo alla Commissione affari costituzionali che tale proposta venga incardinata al piu’ presto nei lavori parlamentari perche’ in tempi brevi sia possibile l’istituzione di una commissione d’inchiesta che, come la commissione Anselmi, accerti, parallelamente all’attivita’ della Magistratura, quale portata politica abbiano avuto queste ‘associazioni segrete’ e soprattutto quali influenze esercitino o abbiano esercitato sull’attivita’ di organi costituzionali o di rilevanza costituzionale’, conclude Zaccaria. (ANSA) – ROMA, 16 GIU 2011
(ANSA) – ROMA, 15 GIU – ”Se si vuole rilanciare seriamente il ruolo della Rai e staccarla dai partiti, la strada maestra e’ quella di collegarla piu’ strettamente agli utenti e al canone”. Lo afferma Roberto Zaccaria, deputato del Pd. ”Con Giuseppe Giulietti e con Art. 21 – ricorda Zaccaria in una nota – abbiamo presentato una proposta di legge per consentire all’utente, al momento di pagare il canone, di indicare sul bollettino di conto corrente postale un nome come componente del Consiglio degli utenti e una preferenza, in positivo e un’altra in negativo, sui programmi. I cinquanta nomi piu’ votati, in una sorta di grandi primarie, potranno essere i grandi elettori per scegliere, una volta ogni tre anni, al loro interno o fuori di loro, gli organi di governo della Rai. Ogni anno, invece, le indicazioni editoriali – conclude Zaccaria – potranno essere considerate dall’azienda come base per impostare i palinsesti”. (ANSA).
A due giorni dalla fine della campagna referendaria mentre alcuni TG hanno aumentato, come naturale, la loro attenzione ai referendum, altri hanno messo decisamente il silenziatore. Tra i primi si segnala il tg3 , con un tempo totale di 12 min e 39 sec, che ha trattato ampiamente i quesiti e che ha rotto il tabù sul legittimo impedimento, il tg La7, 7 minuti e 42 sec. ed anche il tg2, 7 min e 28 sec, che ha parlato della manifestazione delle suore mobilitate per la difesa dell’acqua e sorrette dalle parole del Papa. Dall’altra parte si deve registrare l’atteggiamento del tg1 (2 min e 28 sec) che dimezza addirittura tempi complessivi. Mentre il TG 4 conferma il tono in sordina di tutta la campagna elettorale. Per questo atteggiamento del TG4 analiticamente confermato negli ultimi 10 giorni abbiamo presentato ricorso all’AGCOM per il sostegno privilegiato al Premier, previsto dalla legge Frattini sul conflitto di interessi Unico dato comune a tutti i TG la dichiarazione del premier di non partecipare al voto. Ecco i dati divisi per le due edizioni principali: tg edizione pranzo: tg1 1 min e 38 sec, tg2 3 min e 20 sec, tg3, 5 min e 28 sec, tg4, 1 min e 12 sec, tg5 , 2 minuti e 20 sec., tg la7 2 minuti e 30 sec. Edizioni serali: tg1, 1 min, tg2, 4 min e 8 sec, tg3, 7 min e 11 sec, tg4, 1 min e 16 sec, tg5 1 min e 23 sec, tg La7, 5 minuti e 12 sec
Dalle rilevazioni dell’8 giugno emerge che l’attenzione dei tg e’ focalizzata su acqua e nucleare. Quasi nessun cenno al legittimo impedimento. Ecco i dati divisi tra le due edizioni principali: edizioni del pranzo:Tg1 56 sec, Tg2 2 min e 35 sec, Tg3 1 min e 50 sec, Tg4 1 min e11 sec, Tg5 1 min e 38 sec, La7 8 sec. Edizione serale: Tg1 56sec, Tg2 1 min e 40 sec, Tg3 3 min e 35 sec, Tg4 0 sec, Tg5 1min e 40 sec, La7 25 sec”.Lo afferma Roberto Zaccaria,deputato Pd e coordinatore del gruppo di ascolto sul pluralismo dell’informazione. ”Il tg4, che e’ il fanalino di coda tra i tg, con appena 9 minuti e 45 sec. negli ultimi 9 giorni – aggiunge Zaccaria – nell’edizione serale di ieri non ha proprio parlato dei referendum e ha dedicato 2 min e 49 sec. ad un servizio su Naomi Campbell. Il Tg1 ha dedicato al servizio su Ferrara e i ’servi del Cavaliere’ uno spazio decisamente superiore a quello sui referendum nelle due edizioni: solo 112 secondi. Il Tg3 e’,invece, il leader degli ultimi 9 giorni con un totale di 47minuti e 38 sec.”. (ANSA)
Roma, 8 giu. (TMNews) -”Il richiamo dell`Agcom al TG2 non è servito ieri a evitare il secondo errore – dopo quello già fatto e rettificato una sola volta dal Tg1 – sulla data della consultazione: ci auguriamo che nei prossimi giorni vengano sottolineate ripetutamente, a rettifica, le date esatte”. Lo chiede Roberto Zaccaria, deputato Pd e coordinatore del gruppo di ascolto sul pluralismo televisivo, il quale sottolinea che”dalle rilevazioni di ieri 7 giugno emerge che la decisione della Corte Costituzionale sull`ammissibilità del quesito sul nucleare ha migliorato l`informazione dei Tg sui referendum”.”Tra i più virtuosi – prosegue – il Tg3 che nel complesso ha dedicato ben 7 min e 32 sec ai referendum ed ha utilizzato la notizia per parlare anche dei due quesiti sulla privatizzazione dell’acqua e delle relative tariffe. Sempre carente è l’informazione sul legittimo impedimento con l’eccezione del TgLa7 e del Tg2 nelle edizioni serali. Il Tg4 continua a dedicare in generale pochi secondi al tema dei referendum: soli 84 sec nelle due edizioni, limitandosi a trasmettere gli spot sul voto, senza effettuare confronti tra le diverse posizioni o approfondimenti specifici. Questa parsimonia non sfuggirà certo all`Agcom. Il Tg5 ha ridotto ancora i tempi rispetto ai giorni passati in cui aveva dedicato approfondimenti all’acqua e al nucleare. Ecco i dati divisi tra le due edizioni principali. Edizioni del pranzo: tg1 84 sec, tg2 1 min e 31 sec, tg3 3 min e 53 sec. tg4 39 sec, tg5 1 min e 43 sec, la7 1 min e 24 sec. Edizioni serali: tg1, 1 min e 12 sec, tg2, 2 min e 51 sec, tg3,3 min e 41 sec, tg4 , 45 sec, tg5, 1 min e 16 sec, La7, 2 min e 3 sec.”.

Il volume raccoglie le idee, le riflessioni e le proposte emerse nel corso di 9 seminari sulla qualità della legislazione e sul sistema delle fonti tenutisi tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 in diverse Università italiane. Idealmente questo percorso si ricollega ad un’analoga iniziativa promossa, sempre dal Prof. Roberto Zaccaria, al termine della XV legislatura dalla quale è derivato il Volume Aspetti problematici nell’evoluzione delle fonti normative, Camera dei deputati, Roma, 2008.
L’idea di fondo è stata quella, da un lato, di “ascoltare” (in una sorta di audizioni informali nelle varie sedi universitarie) il contributo di studiosi sui temi di maggior interesse per il Comitato per la legislazione in vista della futura attività parlamentare; dall’altro, di promuovere tra giovani ricercatori e dottorandi universitari l’interesse e l’approfondimento dei temi e dei problemi che il Comitato ha la possibilità di individuare dal suo osservatorio privilegiato presso la Camera dei deputati. Da questa indagine esce un panorama inedito dell’uso delle fonti normative tipiche ed atipiche in questi primi tre anni della XVI legislatura. E’ proprio da questo esame che è scaturito il titolo, indubbiamente un poco provocatorio, di questo volume.
Autore: Roberto Zaccaria
con la collaborazione di Enrico Albanesi, Elda Brogi e Valentina Fiorillo
Grafo editore, euro 30,00