Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
19
aprile 2010
15
aprile 2010
 
(ANSA) – ROMA, 15 APR – ‘Le parole di Berlusconi evidenziano la scarsa credibilita’ di una proposta di riforma istituzionale fatta da di chi ritiene che le cariche istituzionali siano una sorta di pertinenza o dominio privato’, afferma il vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria (Pd), che aggiunge: ‘Sembra strano che in un cosi’ aspro confronto politico si possa addirittura mettere in gioco la presidenza della Camera, soprattutto perche’ questa carica non e’ data in appalto ne’ a disposizione dei gruppi maggioranza, ma e’ espressione di una sintesi parlamentare alla quale concorrono maggioranza e opposizione e nella quale si tiene conto in misura eminente delle qualita’ delle persone. Le parole di oggi del premier – conclude – sono molto gravi e sono un altro sintomo di come siamo lontani da quell’auspicato clima di riforma’.
14
aprile 2010
 
 
(ASCA) – Roma, 13 apr – ”Ma di che cosa sta parlando Schifani” Se lo chiede il vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Roberto Zaccaria, che aggiunge: ”A furia di parlare del nulla e di costruire e disfare modelli e assetti istituzionali come se si trattasse di un passatempo qualsiasi, la seconda carica dello stato arriva anche ad adombrare l’anomalia di un sistema come il nostro che prevede la pacifica coabitazione di un presidente della repubblica e di un capo del governo indipendentemente dalla loro provenienza politica. Ma di che cosa stiamo parlando! Non e’ certo questo il terreno e il clima su cui si avviare un qualsiasi confronto anche perche’ per il momento le uniche riforme che sembrano andar bene al popolo della liberta’ sono quelle costruite su misura per Silvio Berlusconi: elezione diretta, immunita’, mantenimento del Porcellum, divieto di coabitazione. In queste condizioni quale dovrebbe essere l’interesse dell’opposizione anche solo a partecipare al dibattito? Speriamo che la clamorosa bocciatura del dl salva liste contribuisca a riportare la maggioranza con i piedi per terra e dare maggiore concretezza al dibattito su questi argomenti”.
14
aprile 2010
7
aprile 2010

All’indomani  del vertice di Arcore tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, a prevalere nel Pd e’ lo scetticismo. Uno scetticismo trasversale a tutte le componenti del Partito sull’effettiva volonta’ di maggioranza e governo di mettere mano alle riforme istituzionali. E per di piu’ in maniera condivisa.

Tanto che per il segretario Pier Luigi Bersani, al momento, al di la’ delle interviste sui giornali non si vede nessuna grossa novita’. “La nostra agenda sulle riforme c’e’ – e’ il pensiero del segretario – ed e’ pronta da tempo. Sono due anni che li aspettiamo in Parlamento, vedremo se stavolta lo faranno sul serio”.

Quanto al merito delle riforme istituzionali il Pd ha da tempo messo nero su bianco una serie di proposte come il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione del numero dei parlamentari. Per Bersani, poi, un tema centrale e’ quello di restituire agli elettori la possibilita’ di scegliersi i rappresentanti: basta quindi con le liste bloccate. Punti questi su cui c’e’ una certa unita’ di vedute nel partito. Sul capitolo presidenzialismo e legge elettorale le opinioni sono diverse. Sulla legge elettorale si va dal doppio turno alla francese gradito a Walter Veltroni al modello tedesco preferito da Massimo D’Alema.

Quanto alla proposta lanciata da Roberto Maroni sul semipresidenzialismo alla francese, il costituzionalista e parlamentare del Pd, Stefano Ceccanti, non pone pregiudiziali purche’ la riforma si accompagni ad una nuova legge elettorale: il maggioritario uninominale, sistema adottato in Francia.

La disponibilita’ di Ceccanti a discutere del semipresidenzialismo non e’ pero’ condivisa da Roberto Zaccaria, vice presidente Pd della commissione Affari costituzionali alla Camera, che sottolinea: “Se le riforme devono cominciare da questo capitolo, per me sono chiuse”. (adnkronos)

1
aprile 2010
 
(ANSA) ‘E’ troppo poco, di quei cartellini gialli nessuno se ne e’ curato. Penso che sia necessaria meno timidezza da parte dell’Autorita’, per far capire ai cittadini che i loro diritti sono effettivamente garantiti, ed anche per evitare che questo organismo perda credibilita’. E’ quanto afferma Roberto Zaccaria a commento del ruolo giocato daimass media nella recente campagna elettorale.
‘A urne chiuse, e’ necessaria una riflessione sul peso determinate della propaganda televisiva nelle campagne elettorali. Nelle elezioni politiche del 2006 il bombardamento televisivo di Berlusconi negli ultimi giorni della campagna elettorale riusci’ quasi ad ottenere il capovolgimento del risultato elettorale previsto e, comunque, a determinare quel sostanziale pareggio al Senato che poi fu decisivo per le sorti della legislatura’.
In queste ultime elezioni regionali, per il risultato di Piemonte e Lazio si puo’ dire ‘con certezza che e’ stata decisiva l’occupazione televisiva degli ultimi giorni della campagna elettorale da parte di Berlusconi. E se questo e’ vero, non dobbiamo rassegnarci: il controllo su questi temi in Italia spetta all’Autorita’ delle comunicazioni. Giovedi’ 25 marzo, due giorni prima del voto, di fronte alla straripante presenza in TV di Berlusconi, sono state date multe di 100.000 euro al TG5 e al TG1′.