E’ impossibile introdurre nel nostro ordinamento una norma che vieti esplicitamente uno specifico abito: questo concetto e’ emerso con forza dalle numerose audizioni di autorevoli giuristi svolte in parlamento sull’uso del burqa e secondo me da qui bisogna ripartire per scrivere un eventuale provvedimento. Già la scelta francese di vietare il velo islamico ha fatto molto discutere e non è stata accolta positivamente dal resto d’Europa. Facendo un divieto generale si corre il rischio di violare altri valori. Dunque, è necessario valutare con serenità e senza fretta quali siano le ripercussioni sulle libertà’ individuali di un eventuale provvedimento che vieta un indumento, per quanto estraneo alla nostra cultura. Bisogna stare molto attenti a non ledere la libertà religiosa o a creare discriminazioni, insomma su questi temi occorre procedere con il bisturi e non certo con l’accetta.
Islam, Zaccaria (Pd) a Sbai (Pdl): non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
Su burqa proposte Pdl anticostituzionali e anti-Islam – Comunicato stampa di Roberto Zaccaria
“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Così il deputato democratico, vice presidente della commissione Affari costituzionali della Camera replica alla deputata del Pdl, Souad Sbai che ha criticato la posizione del Pd sul burqa. “L’espresso divieto del burqa, così come contenuto nella proposta di legge Sbai, è incostituzionale perché contrasta sia con l’articolo 3 che con l’articolo 19. quest’ultimo in particolare sancisce il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, e fissa come unico limite espresso quello del rispetto del buon costume. Quanto alla sicurezza pubblica – spiega Zaccaria – , che implica l’obbligo dei singoli di essere riconoscibili e di non avere quindi il volto coperto, è ragionevole pensare che possa configurarsi come un limite alla libertà religiosa. E tuttavia se una norma limitativa va introdotta, sarebbe preferibile formularla in termini più generali e nel rispetto della Costituzione, escludendo quindi ogni riferimento espresso alla religione e ad una religione in particolare. Infatti – aggiunge Zaccaria – la proposta Sbai cita espressamente “indumenti femminili in uso presso donne di religione musulmana” configurando un vero e proprio targeting religioso dal sapore discriminatorio. Il PD non si è mai sottratto al tema e proprio per opporsi, ma costruttivamente, ad una proposta sbagliata ha presentato un progetto di legge (pdl Amici, Zaccaria, Turco, Pollastrini) che bilancia i due interessi: da un lato ribadisce le motivazioni religiose e culturali in rapporto all’esigenze di sicurezza pubblica e dall’altro sancisce il divieto di qualsiasi indumento indossato per ragioni di natura religiosa o etnica e culturale che copra completamente il volto di una persona non rendendolo perfettamente riconoscibile”. Questo senza fare alcun riferimento ad una religione in particolare.
RIFORME: ZACCARIA, CICCHITTO PREOCCUPATO SOLO DEL CONTINGENTE
(AGI) – Roma, 15 gen. – “Il Presidente Napolitano esorta le forze politiche a realizzare in Parlamento riforme condivise e di ampio respiro: non si comprende, percio’, il senso dell’affermazione del capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che sembra subire una forte influenza del suo collega Gasparri, visto che entrambi insistono sul fatto che l’opposizione non ha un potere di veto”. E il deputato Pd Roberto Zaccaria, vicepresidente della commissione Affari costituzionali, ad aggiungere che “il punto e’ che o si assume in pieno lo spirito dell’invito del Capo dello Stato, oppure dobbiamo chiederci se davvero la destra ha la volonta’ di avviare un percorso condiviso per realizzare le riforme”. “Noi abbiamo gia’ detto che siamo disponibili a discutere di molte questioni aperte e, del resto, l’unica seria proposta in campo e’ la bozza Violante che certo – conclude – non si limita al contingente, unica preoccupazione che sembra agitare Cicchitto e Gasparri”. (AGI ore 16,40)