Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
31
ottobre 2008

Preferenze, soglia di sbarramento, ma anche tetto alle spese elettorali. Il dibattito maggioranza – opposizione sulla legge elettorale si estende anche allo scivoloso tema dei finanziamenti. Il Pd chiede, con un emendamento firmato da Roberto Zaccaria, di porre un tetto di spesa a candidati e partiti dino ad oggi liberi di investire qualunque somma nelle campagne elettorali per l’Europarlamento. Di più: propone sanzioni in caso di sforamento dei tetti, già previste dalla legge elettorale nazionale, che arrivino fino alla decadenza degli eletti. Ma il Pdl frena.
Il relatore della legge, Peppino Calderisi, si dice “non contrario a porre un limite ai costi” ma aggiunge che “la soglia massima di spesa e le sanzioni sarebbero tutte da vedere”. Il condizionale per Caldersi è d’obbligo perchè, spiega, “la proposta del Pd prevede anche collegi di garanzia composti da esperti e quindi spese per lo Stato. Spese che il parlamento non può deliberare durante la sessione di bilancio”.
Un appunto che Zaccaria rinvia al mittente. “Se c’è la volontà politica di frenare le spese elettorali” chiosa “si trova anche la soluzione per ovviare ai costi della legge: basterebbe modificare le regole sui collegi di garanzia in modo che non comportino risorse aggiuntive”.
Quanto ai contenuti della proposta, il Pd chiede (come per le elezioni nazionali) un doppio limite di spesa: per i partiti (2,5 milioni circa) e per i candidati (150mila euro). In aggiunta, viene vietata la richiesta (da qualche anno molto diffusa) da parte dei partiti ai candidati di contributi obbligatori e preventivi per il sostegno alla campagna elettorale. “Tra liste bloccate e contributi obbligatori dei candidati” commenta Zaccaria “siamo arrivati alla compravendita dei seggi”.

27
ottobre 2008
24
ottobre 2008
22
ottobre 2008

Berlusconi minaccia l’uso della polizia contro gli studenti mentre si fa lui stesso poliziotto nei confronti dei giornalisti presenti alla conferenza stampa, ventilando minacce. Ci auguriamo che quegli stessi giornalisti consegnino il loro taccuino al direttore e facciano un servizio dettagliato sulle parole del premier. Questa sarebbe la risposta piu’ civile’. Lo ha detto Roberto Zaccaria, deputato del Pd, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera.
‘I saluti per i direttori di giornali e telegiornali, poi, il presidente del Consiglio se li tenga per se’ – prosegue Zaccaria -. Berlusconi sappia che non siamo disposti a fare il callo ai suoi violenti attacchi contro coloro che esprimo un libero dissenso sulle proposte del governo e contro chi fa il proprio lavoro informando i cittadini. Si sforzi, piuttosto, di capire i motivi dei manifestanti e impari a confrontarsi con chi ha una opinione diversa dalla sua’.(ANSA).

22
ottobre 2008
9
ottobre 2008
7
ottobre 2008

Il giudizio più significativo alla notizia della morte del prof. Elia è stato certamente quello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“La scomparsa di Leopoldo Elia – ha scritto in un messaggio di cordoglio inviato al presidente della Corte costituzionale, Franco Bile – suscita profonda commozione in me come in tutti coloro che lo hanno conosciuto da vicino. Uomo di straordinaria probità e mitezza, Elia è stato un maestro del costituzionalismo italiano, per cultura, esperienza vissuta nelle istituzioni, capacità di dialogo e fermezza di convinzioni”. Poi la conclusione: “Gli sono stato legato dalla più grande stima e amicizia, e rivolgo alla sua figura un pensiero riconoscente per il prezioso contributo che ha dato allo sviluppo democratico del paese e innanzittutto all’affermazione dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana”.
Sono riassunte in queste poche parole le qualità principali del professore-maestro, del servitore delle istituzioni, dell’uomo.
Io personalmente ricordo ancora nitidamente una delle prime volte che l’ho incontrato. E’ stato a Napoli in occasione di un convegno sulla radiotelevisione. Lui era relatore insieme al mio maestro, Paolo Barile. Eravamo all’inizio degli anni 70. La Rai era al centro di una riforma, che sarebbe stata storica e che proprio da quella relazione prendeva le mosse.
Capii allora la ragione per la quale due costituzionalisti illustri prendevano in considerazione un tema, apparentemente marginale, come quello della radiotelevisione. Mi dissero che era inutile studiare solo i temi classici del costituzionalismo se poi l’asse principale del potere si spostava di fatto e inevitabilmente in altre direzioni. Mi pare che siano stati profetici.
Una seconda volta le esperienze di Leopoldo Elia e di Paolo Barile si sono incrociate significativamente, al di fuori dell’Università ed è stato nel 1993 con il Governo Ciampi. Elia era ministro delle riforme e Barile, ministro dei rapporti con il Parlamento. C’erano tanti altri nomi illustri in quell’ Esecutivo. Rileggerli ora fa quasi impressione. Oggi voglio ricordare come insieme Leopoldo e Paolo abbiamo dato un esempio di servizio allo Stato.
Infine mi piace ricordare la scuola che si è creata intorno a maestri come loro. Basta scorrere oggi con tristezza i necrologi in ricordo di Leopoldo Elia e si possono leggere molti dei nomi che si riconoscono in quell’insegnamento e che porteranno avanti quel lavoro.
L’insegnamento principale di Elia non è solo nei libri che ha lasciato, nelle esperienze, importantissime, che ha vissuto, prima di tutte la Corte costituzionale, ma nella lezione umana che ha mostrato nella sua vita di tutti i giorni, nella sua famiglia e tra i suoi amici ed allievi.
Un uomo mite, come ha detto bene il Presidente Napolitano.
Quando lo incontravi ti ascoltava sempre come se lui fosse l’allievo e tu il maestro e non viceversa: con un’attenzione, con un rispetto e con una curiosità che solo gli uomini grandi riescono a far apparire credibile.

6
ottobre 2008

E’ una perdita immensa e incommensurabile per moltissimi tra noi, per la scienza del diritto, per la democrazia italiana, per l’Italia. Una perdita immensa per l’Università italiana, a cui ha dato fino all’ultimo l’assiduo, quotidiano contributo della sua cultura, della sua intelligenza, della sua dottrina, della sua esperienza, del suo equilibrio, della sua generosità e disponibilità, della sua capacità di ascolto e comprensione, della sua limpida coscienza di autentico democratico.
Questo è il necrologio preparato insieme ad alcuni colleghi del Dipartimento di Diritto Pubblico di Firenze
“Enzo Cheli, Ugo De Siervo, Paolo Caretti, Stefano Merlini, Roberto Zaccaria, Stefano Grassi, Cristina Grisolia, Massimo Carli, Filippo Donati, Giovanni Tarli Barbieri, Orlando Roselli, Giusto Puccini, Pier Francesco Lotito, Elisabetta Catelani, Andrea Simoncini, Marcello Cecchetti partecipano al profondo dolore per la morte del prof. Leopoldo Elia e ne ricordano l’alto magistero, lo straordinario impegno civile e la profonda amicizia con la scuola fiorentina di Paolo Barile”.

1
ottobre 2008