Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
26
febbraio 2008

Cara amica, caro amico,

un anno fa, il 23 febbraio del 2007, ho inserito sul sito ed ho simbolicamente inviato agli elettori il mio primo rapporto sulla XV legislatura . Oggi con un secondo rapporto intendo tracciare una sintesi, un rendiconto delle mie attività parlamentari svolte nella quindicesima legislatura. Una legislatura brevissima (appena venti mesi) interrotta dalla sfiducia al Governo Prodi e dallo scioglimento delle Camere, maturato dal Presidente della Repubblica dopo il fallito tentativo di dar vita con il Presidente Marini al un governo istituzionale per le riforme. Il centro destra ha chiuso ogni spiraglio alla possibilità di fare insieme le riforme costituzionali o anche solo la legge elettorale e così è diventato inevitabile lo scioglimento da parte del Presidente Napolitano. Lascio a voi il giudizio su chi ha fatto cadere il Governo ed anche su chi non ha voluto appoggiare il tentativo di Marini. Giudicheranno gli elettori.
Vorrei soffermarmi a descrivere le vicende politiche di questo anno che abbiamo alle spalle, le ragioni che hanno provocato la crisi di una maggioranza troppo eterogenea; vorrei soffermarmi a parlare delle tante cose fatte dal Governo Prodi in questi quasi due anni di Governo. Non lo faccio per quanto riguarda la situazione politica, perché questi fatti sono stati descritti abbondantemente dai giornali; non lo faccio per quel che riguarda l'azione di Governo, perché ho pensato di descrivere tutte queste cose in un sito particolare dedicato al programma (www.portaledeitalenti.com).
Voglio invece sia pure in sintesi darvi conto della mia attività perché questa non è ricostruibile dalla lettura dei giornali ed io sento pertanto il dovere di informarvi. Mettendo insieme questo con gli altri precedenti rapporti potrete ricostruire in maniera dettagliata la mia attività nel corso della XIV legislatura (16 mesi per me, eletto alla suppletive di ottobre 2004 a Milano) e della XV legislatura (venti mesi).

Il rapporto agli elettori è disponibile al link

http://www.robertozaccaria.it/collegio/rapporti/rapporti.php

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25
febbraio 2008
17
febbraio 2008

Cambiare l'Italia si può. Walter Veltroni lancia all'Assemblea costituente il programma del Partito democratico: dodici punti, dalle infrastrutture alla riforma Tv, passando per la lotta al precariato, e tre stelle polari, più crescita, più uguaglianza e più libertà. Le carte ancora non sono state tirate fuori tutte, ma la linea è chiara: coniugare principi con esempi concreti "per dare l'idea che sappiamo cosa fare", spiega il braccio destro del segretario. Un'ora e mezzo di discorso, che raccoglie molti applausi tra i delegati all'Assemblea costituente, e che 'svela' il cuore dell'azione del Pd. Innanzitutto, la promessa delle promesse: meno tasse per tutti. Certo, si procederà passo dopo passo ma la direzione e questa. Poi, salari minimi per i precari, doti fiscali per i figli, più asili nido, ma anche un grande piano per aiutare chi è in affitto. Non mancano infine i tempi classici, dalle infrastrutture alla giustizia e alla sicurezza.

INFRASTRUTTURE E ENERGIA – Basta con l'ambientalismo Nimby (Not In My Back Yard, ndr), che cavalca "ogni protesta". Sì all'ambientalismo "del fare". Ai termovalorizzatori per trattare i rifiuti, anche alla Tav. Per il Pd suona poì l'ora delle energie alternative: con il 20% di energia solare e eolica si risparmiano – fa i conti Veltroni – 20 miliardi di euro. "Per anni abbiamo incentivato la rottamazione delle auto. Ora incentiviamo – rilancia Veltroni – la rottamazione del petrolio".

SUD – Al secondo posto del programma c'é il Mezzogiorno. Quel mezzogiorno che vive grazie alle risorse di Bruxelles, ma che troppo spesso le usa male. Qui, bacchetta il segretario del Pd, bisogna cambiare velocità. E lo stesso bisogna fare per i trasporti. Entro il 2013 il passo deve essere quello del resto dell'Europa sviluppata.

SPESA PUBBLICA – Spendere meglio, spendere meno. Uno slogan ce riassume bene gli obiettivi che vuole centrare il Pd. La spesa pubblica "é il banco di prova decisivo" del nuovo governo. Fissati gli step: mezzo punto di Pil in meno entro il primo anno, un punto all'anno nei due successivi. Solo così si restituisce ai cittadini fino all'ultimo euro che arriva dalla lotta all'evasione.

MENO TASSE – Fisco più leggero per tutti, ovviamente tutti i contribuenti 'leali'. Meno tasse quindi per famiglie, imprese e lavoratori: dal 2009 Veltroni promette un taglio delle aliquote Irpef di un punto l'anno per tre anni. Da qualche parte bisogna però partire e si parte dai redditi più bassi. Così come da subito il Pd dice sì agli sconti Irpef sul salario di produttività. In programma anche interventi sul cosiddetto forfettone per gli autonomi e sugli studi di settore, la cui revisione – è la assicurazione – non sarà mai retroattiva.

DONNE – Parola d'ordine: investire sul lavoro femminile. Il Pd lancia un credito d'imposta rosa per le donne che lavorano, adeguato a sostenere le spese di cura. Si inizierà con le donne del Sud. Non solo. Tra le misure poi, via libera ai congedi parentali al 100% per 12 mesi. Idee chiare su nodi delicati come la 194. "E' una buona legge, che va difesa".

AFFITTI PIU' FACILI – Il Pd sceglie chi una casa una ce l'ha. Nessun riferimento al'Ici, non nei 12 punti elencati dal segretario, ma una serie di interventi diversi per chi paga la 'pigione'. Un grande piano di 'social housing' per aumentare l'offerta di case in affitto e un fisco più amico con la possibilità, tra l'altro, di sgravi fino a 250 euro al mese. BAMBINI – Dote fiscale per i figli da 2.500 euro annui e più asili nido: raddoppiare il numero nei prossimi 5 anni. Non solo lotta alle violenze contro i più piccoli, in primis contro la pedofilia.

SCUOLA E UNIVERSITA' – Creare 100 campus entro il 2010; poi, test periodici per valutare gli studenti. Parola d'ordine: favorire e premiare il merito.

LOTTA ALLA PRECARIETA' – Il Pd di Veltroni ci prova: salario minimo di 1.000 euro per i precari e poi percorsi per rendere stabile il lavoro, anche attraverso incentivi alle imprese.

SICUREZZA – E' uno dei primi, forse il primo diritto di ciascuno, dice il segretario. E allora, il futuro prevede più agenti per le strade e nuove tecnologie. Non solo. "La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena", dice Veltroni.

GIUSTIZIA E LEGALITA' – Il Pd chiede trasparenza per le nomine, interne e esterne. Niente candidature in Parlamento poi per chi è stato condannato per reati "gravissimi", dalla mafia alla concussione. Non manca poi un impegno sui tempi della giustizia, ovviamente per accelerarli.

RIFORMA TV – Doppia ricetta del Pd. Superare il duopolio Rai-Mediaset. Poi per la tv di Stato, via libera a una fondazione titolare delle azioni che nomini un amministratore unico del servizio. (di Chiara Scalise,ANSA) !

12
febbraio 2008
10
febbraio 2008

Il 16 e il 17 di febbraio, sabato e domenica prossima si terrà l'assemblea costituente nazionale per approvare il manifesto dei valori, il codice etico e lo Statuto.
I tempi della campagna elettorale hanno imposto una fortissima accelerazione e tutto questo renderà più difficile condurre una esame approfondito dei tre documenti.
Soprattutto lo Statuto meriterebbe un esame ed un dibattito vero dal momento che le scelte in esso contenute sono destinate a durare nel tempo.
Probabilmente verrà accolta la proposta di riesaminare l'intero testo tra sei mesi o un anno, sulla base della prima esperienza, in modo che alcune scelte di fondo siano frutto di una forte condivisione.
Nella Commissione dei 100 che ha predisposto il testo base per l'Assemblea ci siamo astenuti per tre fondamentali ragioni.
Prima di tutto perché consideriamo troppo alta la soglia del 15 per cento degli iscritti per poter partecipare alla competizione per la segreteria nazionale e per quelle regionali e locali. In questo modo non solo ci si discosta dal modello del 14 ottobre ma si impedisce ad una realtà con un seguito consistente non solo di partecipare all'elezione a segretario, ma addirittura di essere rappresentate nelle assemblee di ogni livello. E' un lusso che un partito che ambisce a correre da solo non si può permettere.
Le primarie rappresentano un altro elemento di divisione. Noi vogliamo fare una scelta netta in questo senso visto che il nostro partito si è caratterizzato proprio su quell'obiettivo il 14 ottobre. Forse sarà difficile farle per questa tornata elettorale, ma bisogna dare ugualmente il senso preciso di una direzione ed anche il senso della novità in queste elezioni. Anche qui è vero che correndo al di fuori della coalizione può essere più importante il risultato del partito, ma elettori ed iscritti devono poter valutare qualità e ordine delle candidature.
Infine c'è la questione del federalismo: sono soddisfatto perché è stato accolto il mio emendamento all'art.1, primo comma, che definisce il PD come partito federale, ma se poi si legge il testo e soprattutto gli articoli dedicati alla struttura regionale, ci si accorge che sono ancora troppi i principi inderogabili che limitano l'autonomia degli statuti regionali.
Visto che i tempi stringono e visto che sarebbe bene approvare uno Statuto con un consenso amplissimo, noi ci auguriamo che in questa settimana che ci divide dall'Assemblea costituente, si possa trovare un punto di incontro su questi temi
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