E' sbagliato usare la Commissione Statuto e addirittura il suo Comitato redigente per lanciare messaggi politici contingenti. Non mescoliamo il tavolo delle regole con quello della politica.
Nello Statuto vogliamo stabilire con chiarezza i ruoli (diritti e doveri) che nel nuovo partito dovranno avere gli elettori-partecipanti e gli aderenti-militanti. Dobbiamo stabilire un equilibrio appropriato tra i principi della democrazia diretta e quelli della democrazia rappresentativa. Dobbiamo rendere pubblici gli albi degli elettori e quelli degli aderenti. Dobbiamo avere un segretario forte ed autorevole ma dobbiamo prevedere adeguati controlli e bilanciamenti. Il Presidente degli Stati Uniti sarebbe un monarca assoluto senza il bilanciamento del Congresso. Dobbiamo prevedere principi nazionali che lascino uno spazio appropriato alle scelte regionali. Le Commissioni Statuto delle Regioni devono potersi mettere rapidamente al lavoro sulla base di quei principi. E' bene infine che le regole provvisorie destinate ad incidere sulla Costituzione del Partito siano coordinate con la Commissione statuto.
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"Pier Luigi Celli ha dichiarato oggi al 'Corriere della Sera' che le telefonate in Rai ci sono sempre state e cerca cosi', tirandomi anche maldestramente in ballo, di fare di tutte le erbe un fascio. Non so bene se ci sia piu' disinvoltura o malizia in questo atteggiamento". Lo sottolinea l'ex presidente della Rai e oggi deputato del Pd, Roberto Zaccaria.
"Quello che si ricava dai giornali di questi giorni e' molto grave, e non e' dunque corretto fare generalizzazioni. E' bene che ognuno parli se vuole della propria personale esperienza. Per quanto mi riguarda posso dire con certezza che, in quegli anni, in Rai c'era un clima ben diverso e non mi risulta assolutamente che ci siano mai stati tentativi o pressioni per addomesticare l'informazione in accordo con la concorrenza. Forse Celli -conclude- dovrebbe avere maggior rispetto per le persone che hanno lavorato con lui".
(Pol/Zn/Adnkronos) 25-NOV-07 18:24
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Aspetti problematici nell’evoluzione delle fonti normative. Atti dei seminari promossi dal Comitato per la legislazione e dalle Università di Firenze, Genova, Perugia e LUISS di Roma (2008)
Il volume raccoglie i resoconti di un ciclo di incontri universitari promossi da Roberto Zaccaria nel corso del turno di presidenza del Comitato per la legislazione della Camera dei deputati (6 febbraio – 28 aprile 2008) ed alcuni contributi di approfondimento connessi alle singole tematiche affrontate in tali sedi.
Hanno cos
tituito oggetto degli incontri alcune problematiche particolarmente significative del sistema delle fonti, attraverso l’esame di alcuni “casi” sui quali si è soffermato nell’ultimo biennio il Comitato per la legislazione: il decreto-legge c.d. “milleproroghe” (oggetto dell’incontro svoltosi all’Università di Firenze, coordinato dal Prof. Carli); il c.d “Taglialeggi” (oggetto dell’incontro presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, coordinato dal Prof. Nicola Lupo); i decreti-legge “sicurezza” ed il decreto legge sull’election day (oggetto dell’incontro presso l?università di Genova, coordinato dal Prof. Pasquale Costanzo); la c.d. Direttiva MIFID e la c.d. Direttiva Servizi (oggetto dell’incontro svoltosi presso la camera dei deputati, coordinata dal Prof. Marcello Clarich e dal Prof. Alfonso celotto); la delega in materia ambientale (oggetto dell’incontro presso l’Università di Perugia, coordinato dalla Prof.ssa Margherita Raveraira).
A cura di Roberto Zaccaria
Il libro compie un approfondito esame dei “tre codici” della società dell’informazione. La prima parte costituisce una prima panoramica dell’assetto dell’e-governement così come delineato dal recente Codice dell’amministrazione digitale, la cui nascita è stata piuttosto tormentata, non mancando di suscitare complessi interrogativi destinati a condizionarne la concreta applicazione. L’indagine è stata di necessità condotta su questioni particolari, ma ritenute esemplari dell’accennata complessità del tema, cercando nel contempo di sviluppare ipotesi ricostruttive e di porre le premesse per ricerche più elaborate alla luce delle prassi amministrative e giurisprudenziali che non mancheranno di formarsi. La seconda parte studia la regolazione sulle comunicazioni elettroniche in ragione della sua fonte: comunitaria (Direttive 2002 e loro revisione in atto), nazionale (d.lgs. 259/03) e regionale (leggi, giurisprudenza, atti Co.Re.Com.). In realtà, la prassi della Commissione Europea e delle Autorità Nazionali di Regolazione (in particolare, dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dell’Office of Communications) ha messo in discussione la promessa di creare meno regole e regole diverse; quindi, ci si interroga se la deregolazione a favore della lex mercatoria sia stata solo annunciata o anche realizzata. La terza parte prende in considerazione la disciplina del settore radiotelevisivo contenuta nel decreto legislativo n. 177 del 2005, testo unico della radiotelevisione, le prospettive della regolazione europea di settore alla luce della proposta di revisione della direttiva 89/552/CEE ed alcuni aspetti particolari e trasversali della normativa in materia di informazione e comunicazione, cioè la tutela dei disabili all’interno dei tre codici e la tutela dei dati personali. Quest’ultimo aspetto è trattato con particolare riferimento alle questioni sulla data retention sorte in seguito all’adozione della direttiva europea n. 2006/24/CE.
A cura di Pasquale Costanzo, Giovanna De Minico e Roberto Zaccaria;
Giappichelli, 416 pgg. , 45,00 Euro
È un manuale derivato dall’esperienza universitaria che si è arricchito col tempo dell’esperienza pratica. L’obiettivo è quello di dare, grazie all’aiuto della dottrina e della giurisprudenza, una visione sistematica dei diversi interventi legislativi non sempre concepiti in un quadro organico. Quello dell’informazione e della comunicazione in Italia è un settore nel quale prevalgono forti interessi di parte e che non ha ancora raggiunto quel consolidamento di principi indispensabile per il completamento della sistematica giuridica. Molti richiami della Corte costituzionale sono rimasti inascoltati. Il Presidente della Repubblica nel luglio del 2002 ha rivolto alle Camere un forte messaggio per garantire il principio del pluralismo nel campo dell’informazione, ricordando il legame inscindibile tra informazione e democrazia. Sempre più numerosi sono stati negli ultimi anni gli interventi dell’Unione Europea. Nel periodo più recente ci sono stati in Italia importanti interventi normativi: il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. n. 196 del 2003), il Codice delle comunicazioni elettroniche (d.lgs. n. 259 del 2003) e una nuova disciplina delle attività cinematografiche (d.lgs. n. 28 del 2004). Nel maggio del 2004 è stata approvata, dopo vivaci discussioni parlamentari ed un rinvio del Presidente della Repubblica, una nuova legge di riforma del sistema radiotelevisivo. La legge n. 112 del 2004 (c.d. legge Gasparri) è intervenuta sull’assetto della radiotelevisione pubblica, sulla transizione al digitale, sulla pubblicità e sui limiti antitrust, con una disciplina più permissiva. Alla legge ha fatto seguito un anno dopo il Testo unico della radiotelevisione (d.lgs. n. 177 del 2005) che ne riproduce larga parte delle disposizioni ma che non arriva ancora a disegnare un completo e nuovo sistema. Il nuovo Governo Prodi ha presentato nell’ottobre del 2006 un disegno di legge di riforma in materia di antitrust e di pubblicità. Al centro di ogni riflessione e di ogni intervento normativo è l’interpretazione del principio pluralistico. Questo principio nella duplice accezione del pluralismo interno e del pluralismo esterno, rappresenta il risvolto positivo di quel diritto all’informazione (o anche alla scelta dell’informazione) che la nostra Costituzione garantisce in maniera prioritaria. Uno dei motivi conduttori del volume è costituito proprio dalla verifica dello stato di attuazione di questo diritto.
con la collaborazione di Alessandra Valastro;
Cedam, 518 pgg, 40,00€
E' difficile trovare le parole giuste per ricordare Enzo Biagi. E' difficile soprattutto per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorare con lui. I ricordi del periodo della mia presidenza alla Rai ed anche quelli successivi sono tanti. Non posso cancellare dalla mente quelle brevi conversazioni nella sua redazione a Milano dove lo incontravo più frequentemente e quelle cene a casa sua dopo il 2002 quando, per motivi diversi, entrambi avevamo lasciato la Rai. Ha sofferto molto per difendere la sua dignità di uomo e di giornalista. In quella sofferenza e nei suoi frequenti ricordi alla resistenza, alla famiglia, alla sua vita da giornalista c'erano tanti insegnamenti. Era un giornalista, ma era anche un maestro. Nel ricordo lo voglio accomunare a Paolo Barile, che è stato per me un grande maestro e che pure lui conosceva e apprezzava. Tutti e due caratterizzati dall'impegno partigiano, tutti e due impegnati nella vita civile oltre che nella professione, tutti e due difensori di una vita libera. Domani andrò a Pianaccio ai suoi funerali e mentre pregherò per lui questi ricordi e tanti altri ancora certamente si intrecceranno nella mia mente. Un abbraccio grande alla sua famiglia, bella quanto lui.!