Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
28
ottobre 2007

La giornata di insediamento dell'Assemblea costituente è stata molto bella e tratti perfino esaltante. Poiché non vogliamo che l'approvazione un po' affrettata di alcune regole transitorie, non facilmente decifrabili in quel contesto e, a quanto pare, neppure concertate, possa gettare un ombra su una giornata storica per il nostro partito credo che sarebbe saggio convocare immediatamente la Commissione per lo Statuto
La Commissione statuto potrebbe valutare attentamente la portata di quelle regole e sospendere eventualmente quelle che possano porsi in contrasto nello spirito o nella forma con le regole definitive che essa intenderà proporre all'Assemblea costituente.
Sono certo che questa strada possa costituire un modo corretto per rimediare ad una accelerazione procedurale certamente non maliziosa nelle intenzioni.
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24
ottobre 2007

L'astensione di Forza Italia in Commissione si trasforma in ostruzionismo palese in Aula Durante la
discussione sulle linee generali e l'esame dei primi articoli del
testo di riforma della Costituzione nell'Aula della Camera, si sono
rivelate le reali posizioni di Forza Italia. E' emerso il chiaro
disegno di attuare un esplicito ostruzionismo, con una valanga di
iscrizioni a parlare, ben 47 deputati che hanno ripetuto un tema
ricorrente: con questo Governo e' impossibile un dialogo sulle riforme
costituzionali''. Lo dice Roberto Zaccaria, dell'Ulivo.
''Nel corso dei lavori dell'Assemblea Costituente (1946-1948) i
tre grandi partiti di massa, la Dc, il Pci e il Psi -ammonisce-
seppero tenere ben distinto il piano dello scontro politico tra
maggioranza di Governo ed opposizione da quello del dialogo sulla
scrittura della Carta costituzionale, il Patto sui cui si sarebbe
fondata la convivenza democratica del Paese. E' emblematica la lettura
dei verbali dell'Assemblea Costituente del 13 maggio 1947, ove alle
dimissioni del III Governo De Gasperi (ed all'estromissione di
comunisti e socialisti dalla maggioranza di governo) fece
immediatamente seguito la ripresa della discussione del progetto di
Costituzione della Repubblica italiana. Sembra che la storia non abbia
insegnato gran che''.
''Mi auguro che quando il tema verra' ripreso con tempi certi
per il dibattito all'inizio di novembre, si possa conoscere la reale
posizione delle diverse forze politiche sul contenuto della riforma.
Allora si dovra' necessariamente giocare a carte scoperte'', conclude.

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22
ottobre 2007
17
ottobre 2007

Il voto positivo della commissione affari costituzionali della Camera sul testo delle riforme costituzionali rappresenta un fatto nuovo nel panorama politico del paese. Martedì il testo approda in Aula con l'astensione della Casa della Libertà.
Sinceramente ci si poteva aspettare di più sulla base dei lavori della commissione, ma il fatto è comunque positivo. E' la prima volta che su questo terreno non si procede muro contro muro. Il confronto pubblico in assemblea metterà in luce la bontà del testo e sarà difficile fare passi indietro.
Superamento del bicameralismo paritario, istituzione del senato federale, riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento del ruolo del premier sono obiettivi difficilmente contestabili.
Ormai quasi tutti hanno capito che questa è la premessa naturale per poter fare la riforma della legge elettorale.
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15
ottobre 2007

'A Milano il Partito democratico nasce meglio che altrove: nasce con un suo forte pluralismo, registrando una domanda di cambiamento che premia le liste meno legate agli apparati di partito e che mette radicalmente in discussione equilibri e assetti gia' dati per certi prima del voto'. Lo affermano il sottosegretario all'Universita' Nando dalla Chiesa e il deputato Roberto Zaccaria, sostenitori della Lista Bindi.
'Il successo della lista Bindi, che segna un incremento di ben nove punti rispetto ai valori nazionali, offre elementi di analisi di assoluto rilievo – hanno aggiunto – Se e' vero, come sempre si dice, che Milano anticipa le tendenze del paese, il successo delle lista, particolarmente visibile nelle aree della citta' caratterizzate da un piu' forte voto di opinione, indica dinamiche di cui occorrera' tener conto: dalla volonta' dell'opinione pubblica democratica di inviare un messaggio di disagio alle classi dirigenti politiche nazionali fino alla volonta' di una borghesia riformista di ricordare che esiste una questione sociale che non puo' essere espulsa dall'agenda politica'.
'Con la grande partecipazione popolare di ieri e' nato il Partito democratico guidato da Walter Veltroni – hanno concluso Dalla Chiesa e Zaccaria -. Ma sara' bene che esso tenga nel debito conto i segnali che Milano ha inviato con tanta nettezza'. (ANSA).

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14
ottobre 2007

Notizie sempre più esaltanti.I seggi si sono aperti alle 7 e da quell'ora è stato un flusso crescente di votanti. Code in molti seggi,in tutte le città italiane. Quasi dovunque si è votato oltre le 20.A Milano è stata superata la cifra fatidica di 100.000 votanti. In Italia è confermata la tendenza a superare i tre milioni. Una partecipazioneche supera ognipiùrosea previsione.L'unico confronto possibile è quello con le primarie dell'Unione. Allora si voleva dire no a Berlusconi.Oggi i cittadinidicono si ad una nuova proposta politica . Ilpartito democratico nasce sotto imigliori auspici. Soddisfazione di Romano Prodi e di tutti i candidati.
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14
ottobre 2007

Sono un milione e cinquecentomila gli elettori delle primarie del Partito democratico. È questo il nuovo dato, calcolato fino alle ore 17, annunciato dai coordinatori del Pd, che rendono così nota la seconda proiezione sull'affluenza ai seggi (la prima proiezione, l'affluenza fino alle 11.00, era di oltre 600.000 votanti). A quasi due ore dalla comunicazione delle ultime cifre ufficiali sull'affluenza il numeri dei votanti è dunque più che raddoppiato. Quello che sta accadendo è entusiasmante. La miglior partenza per il nuovo partito. Si apre una strada destinata a cambiare molte cose.
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11
ottobre 2007

Non siamo noi i conservatori, come lascia intravedere il Prof. Panebianco sul Corriere di oggi. Lo dimostra il fatto che modifichiamo la Costituzione con il metodo indicato dal referendum e senza stravolgere i principi fondamentali. L'approvazione in I Commissione di un testo ampiamente condiviso sul superamento del bicameralismo paritario, sul Senato federale, sulla riduzione del numero dei parlamentari e sul rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio è la risposta più concreta in tale direzione.

Oggi si è concluso in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati l'esame delle proposte di revisione della Costituzione: è stato inviato al parere delle altre commissioni il testo per l'Aula. L'esame si è concluso con l'emersione di un'ampia convergenza tra gli schieramenti anche sull'introduzione della sfiducia costruttiva, che si è peraltro deciso di rinviare all'esame dell'Assemblea per meglio definirla alla luce di ulteriori approfondimenti.

Considero il voto di oggi una tappa decisiva per la realizzazione di quella riforma costituzionale che costituisce il denominatore comune della visione delle diverse forze politiche. Non più grandi riforme velleitarie ma solo le riforme possibili.
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4
ottobre 2007

Oggi in Commissione Affari Costituzionali della Camera è stata votata la riduzione a 500 del numero dei deputati. Hanno votato a favore i partiti dell'Unione presenti, l'UDC e la Lega: la stessa maggioranza, dunque, che già ieri aveva approvato l'istituzione di un Senato federale.
Il lavoro continua proficuamente sul canovaccio del testo unificato predisposto dai relatori Amici (Ulivo) e Bocchino (AN).
E' stato mantenuto inalterato il numero degli eletti all'estero sia alla Camera sia al Senato: il tema verrà ripreso in Aula per valutare la coerenza di questa rappresentanza con la diversa funzione e composizione di Camera e Senato.
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3
ottobre 2007

Roma, 3 ott. (Adnkronos) – ''L'approvazione in Commissione
affari costituzionali della Camera dell'emendamento sulla composizione
del Senato federale con il voto favorevole dei gruppi dell'Unione
presenti, della Lega e dell'UDC rappresenta il primo passo importante
sulla strada di una riforma costituzionale condivisa''. Roberto
Zaccaria, capogruppo dell'Ulivo in Commissione Affari costituzionali,
sottolinea che ''non si tratta solo di un fatto simbolico ma
dell'approvazione di una disposizione che ha un valore importante da
almeno tre punti di vista''.

''In primo luogo sul piano del metodo: si comincia a lavorare
concretamente insieme tra maggioranza e opposizione. Sul piano
del contenuto la norma completa e da concretezza alla riforma del
Titolo V della Costituzione; imposta su basi funzionali e non
meramente quantitative il problema della riduzione del numero dei
parlamentari; pone le condizioni strutturali appropriate per la
differenziazione dei compiti delle due Camere. La riforma
costituzionale cosi' impostata pone le premesse migliori per
affrontare anche una appropriata riforma della legge elettorale. Se il
buon giorno si vede dal mattino, oggi e' lecito essere un poco
ottimisti''.!