Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
25
luglio 2007

La candidatura di Rosy Bindi alla guida del partito democratico costituisce un fatto importante per la politica italiana. La candidatura di una donna oggi rappresenta in concreto un modo diverso per affrontare i problemi della nostra società.

Il programma dell'on. Bindi contiene una serie di punti molto significativi. "Democratici, davvero" vuol sottolineare, in termini di metodo, l'obiettivo di una maggiore democrazia nella società e nei partiti. A questo fine è essenziale realizzare un bipolarismo maturo anche attraverso la scelta degli eletti da parte degli elettori.

Il principio di laicità rappresenta il primo dei contenuti programmatici e si collega ad una visione della società fondata sui diritti, sulla tutela dei più deboli e sul superamento delle diseguaglianze sociali. Con il doveroso concorso di tutti al sistema fiscale si devono realizzare servizi pubblici efficienti. La cultura e le attività culturali ad ogni livello devono mantenere autonomia nei confronti della politica.

Il consenso su questi e gli altri punti del programma dell'on. Bindi rappresenta la garanzia che questi temi avranno un peso nel futuro del partito democratico e contribuiranno a rafforzare il Governo. !

23
luglio 2007

(DIRE) Roma- Il problema del terrorismo islamico? Si risolve attraverso il binomio liberta' e trasparenza. Ne e' convinto Roberto Zaccaria, deputato dell'Ulivo e relatore del testo unico sulla liberta' religiosa in discussione in questi giorni in commissione Affari costituzionali alla Camera, dopo la scoperta di sospetti terroristi islamici nella moschea di Ponte Felcino, vicino Perugia. "Il testo unico che ho predisposto- spiega Zaccaria- prevede un registro delle confessioni e un elenco dei ministri di culto (e per l'Islam degli imam) che va proprio in questo senso".
E' importante, sottolinea il deputato, "che ci sia la possibilita' di sapere cosa fanno e come si comportano gli imam o i ministri di culto all'interno delle moschee" perche' "il problema del terrorismo religioso va affrontato unendo la trasparenza e la liberta'". E la Cdl, che accusa il testo di legge sulla liberta' religiosa di essere troppo morbido o addirittura di islamizzare l'Italia? "E' un'accusa assurda: non mi si venga a dire che la liberta' favorisce il terrorismo", dice l'esponente dell'Ulivo. La verita' e' che "proprio dove la liberta' non e' garantita e non c'e' trasparenza prosperano fatti di terrorismo".
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12
luglio 2007

E' iniziato ieri pomeriggio e si è subito chiuso nell'aula della Camera dei deputati l'atteso dibattito sulla proposta di legge in materia di conflitto di interessi. Si sapeva che dato il calendario molto affollato di luglio sarebbe stato difficile concludere l'esame del provvedimento, ma si pensava che sarebbero stati esaminati almeno i primi articoli. Invece nulla di tutto questo. Si è assistito ad uno stanco e surreale dibattito sul complesso degli emendamenti all'art.1. Una sorta di replica più sbiadita e scadente della discussione generale. Gia questa mattina si è passati ad un altro argomento. (Seguito della discussione delle mozioni Leoni ed altri n. 1-00159 e Fabris ed altri n. 1-00203 sulle iniziative in favore del popolo saharawi ). Per un osservatore distratto sarebbe stato anche difficile capire che si era in presenza di una tecnica ostruzionistica. In realtà l'ostruzionismo era chiaro e si svolgeva con diverse tecniche: prima nella conferenza dei capigruppo, poi in aula sui provvedimenti precedenti ed infine ieri attraverso la “narcotizzazione “ della seduta. Peccato. Ormai si andrà a settembre e con un contingentamento altissimo. Il contrasto con la tecnica usata dal centrodestra durante la discussione della legge elettorale nella scorsa legislatura è impressionante.Poche parole a questo punto nel merito del provvedimento . La proposta di legge contiene un testo equilibrato e si basa su principi ben più incisivi di quelli contenuti nella legge Frattini, rivelatasi clamorosamente inadatta a risolvere, nell'ordinamento italiano, il problema del conflitto di interessi del presidente del Consiglio; basta ricordare, tra l'altro, che la legge Frattini, è stata consapevolmente ritardata nell'approvazione per farla precedere dalla legge Gasparri.
I punti pricipali del provvedimento in esame nelle aule di Montecitorio, sono i seguenti:1) definizione più ampia della nozione di conflitto di interessi in termini preventivi;
2) obbligo di dichiarazione di tutte le situazioni di incompatibilità;
3) obbligo generalizzato di astensione dei titolari di cariche pubbliche in condizioni di conflitto di interessi;
4) previsione di alcune ipotesi di incompatibilità assoluta;
5) separazione degli interessi economicamente rilevanti;
6) applicabilità dei principi della nuova disciplina alle regioni e agli enti locali di maggiori dimensioni.
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