Il ddl Gentiloni sulla riforma della RAI è ispirato finalmente a nuovi principi per il governo, l'organizzazione di vertice e la disciplina dei contenuti della televisione pubblica. C'è indubbiamente un po' di sapore inglese nella nuova riforma che introduce il doppio livello del Consiglio di sorveglianza della Fondazione e quello più ristretto ed operativo della RAI. Anche la Carta del servizio pubblico da farsi ogni sei anni è una novità che ricorda la BBC.
Per certi aspetti io avrei preferito il modello francese che attribuisce al Presidente della Repubblica un ruolo significativo nella composizione del CSA (il corrispondente della nostra Fondazione) ma devo dire che il meccanismo proposto per la composizione del Consiglio della Fondazione è obiettivamente interessante ed in grado di costituire un diaframma reale tra la politica e l'azienda.
Desidero sottolineare in particolare la novità di estremo interesse rappresentata da un rappresentante dei dipendenti RAI. nel Consiglio della fondazione. Bene anche alla composizione plurima con la presenza dei rappresentanti di una serie di organismi (Lincei, Rettori, Consumatori e utenti e CNEL). Se si vuole realmente garantire un risultato che renda difficile prevedere a priori la composizione e l'equilibrio del futuro consiglio, bisognerà inserire il divieto di indicare per la fondazione il nome del Presidente dei rispettivi organi designanti.
Un'ultima notazione infine sulla Carta del servizio pubblico, che vale anche per il contratto di servizio. Bisognerà garantirsi che non sia solo un elenco di belle parole costantemente trascurate. Gli inglesi e i francesi su questo sono d'accordo. Gli indirizzi dei pubblici poteri sono rigorosamente vincolanti.
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Via libera, oggi, del Cipe alle convenzioni per le autostrade Brebemi e Pedemontana, rispettivamente per lavori che ammontano a 1,7 e 4,6 miliardi di euro. Dopo tante promesse fatte e non mantenute dal precedente Governo, oggi il Cipe ha dato il via libera alla realizzazione definitiva della Brebemi e della Pedemontana. Due grandi e nevralgiche infrastrutture della Lombardia vedranno finalmente la luce. L'impegno che il Governo e i parlamentari lombardi dell'Unione avevano preso in campagna elettorale viene oggi mantenuto. Un grazie sentito al Presidente del Consiglio, al Ministro Di Pietro e al Vice Ministro Pinza. Dopo la fase del risanamento economico, si percepiscono concretamente i risultati di un'azione di Governo fattiva e concreta. Andiamo avanti così perché questa è la strada giusta.
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(ANSA) – L'acquisto di Endemol rappresenta 'una grande occasione per la Rai': lo sostiene l'ex presidente della tv pubblica e deputato dell'Ulivo, Roberto Zaccaria.
'L'acquisto di Endemol da parte di Mediaset e' anche una grande occasione – dice Zaccaria – che puo' permettere alla Rai di rispondere con produzione interne e indipendenti. Senza contare che naturalmente la Rai potra' valutare in che misura svincolarsi da alcuni contratti visto che Endemol e' ormai della concorrenza'. Insomma, per Zaccaria, dal punto di vista della Rai, 'non e' una sconfitta ma un'occasione per una grande risposta strategica'.
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Il dibattito sul conflitto di interessi si è ovviamente riscaldato dopo le pirotecniche uscite di Berlusconi che non consentono sfumature. O con lui o contro di lui. Sono in molti quelli seguono questa impostazione manichea senza avere neppure letto il testo.
Per chi invece abbia appena guardato il testo le cose stanno in termini molto diversi, ma non per questo tranquillizzanti. Naturalmente da un altro punto di vista.
L'impostazione della legge ha come fondamento una linea chiara. Visto che si parla di conflitto di interessi tra cariche di governo (nazionale, regionale e locale) e attività private, viene scartata e rinviata ad un separato provvedimento l'ipotesi dell'ineleggibilità che riguarda le cariche elettive e scelta la strada delle incompatibilità.
Una volta scelta questa strada bisogna però percorrerla seriamente fino in fondo: e questo fino ad oggi non è accaduto. Non è ancora prevista una esplicita sanzione di decadenza ex lege per l'uomo di governo che prolunghi intenzionalmente e all'infinito la scelta tra le opzioni poste dalla legge e soprattutto non c'è l'obbligo chiaro di conferire ad un trust cieco e quindi irriconoscibile gli interessi economici privati di più rilevante portata.
Lunedì si discuterà un altro punto importante che è rappresentato dall'art.17 e dalle misure da adottare in caso di sostegno privilegiato al candidato premier, da parte dei media di sua proprietà, durante la campagna elettorale.
A quel punto sarà chiara la fisionomia complessiva della legge.
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Il 14 aprile la proposta di legge sul conflitto di interessi è calendarizzata per l'aula e l'on Berlusconi alza una barricata preventiva come spesso fa nelle materie che gli interessano direttamente – usando toni drammatici. Gli esponenti di Forza italia partecipano invece costruttivamente in Commissione alla redazione degli ultimi articoli del testo. O non funzionano i collegamenti interni o si tratta di un gioco delle parti. Le norme sul conflitto di interessi sono assai equilibrate ed andranno casomai rese più incisive. Si pone un divieto generalizzato di mescolare interessi privati con l'esercizio della funzione di Governo, a livello locale, regionale e nazionale. Vogliamo guardare assai più in là di Berlusconi. Sono previste astensioni, incompatibilità assolute e, nei casi più rilevanti, conferimento del patrimonio ad un trust cieco. Tutto questo vale per Governi di sinistra e di destra. Secondo un elementare principio di civiltà, l'uomo di governo che ha rilevanti economici, se vuole esercitare correttamente la sua funzione deve ignorare come vengono amministrati i suoi beni. Se, invece, ci tiene di più a fare l'imprenditore, allora deve semplicemente rinunciare a governare il paese, la città e le Regioni. Così avviene in tutto il mondo e non solo in America.!