Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
17
febbraio 2006
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febbraio 2006

Stiamo toccando con mano, giorno dopo giorno, i risultati della disastrosa legge elettorale voluta dal centrodestra.
Dibattiti interminabili sulle candidature, una campagna elettorale spezzettata e accesa intorno a questioni spesso secondarie, sondaggi leciti ed illeciti distribuiti a piene mani, un Parlamento sciolto che continua a riunirsi per varare sotto forma di decreto legge provvedimenti spesso di chiara impronta elettoralistica.
Siamo ancora lontani da quella campagna elettorale alta sui programmi che aveva ripetutamente sollecitato il Presidente della Repubblica.
Anche all'interno della Unione, ancora una volta a causa della pessima legge proporzionale, sembrano acuirsi rivalità e protagonismi personali, che offuscano quello che è stato uno dei passaggi fondamentali della nostra recente esperienza politica: lo spirito delle primarie, la straordinaria unità di una coalizione chiamata a raccolta in una bellissima domenica di ottobre per scegliere democraticamente il proprio leader.. Quello stesso popolo ha risposto a Milano in pieno inverno per scegliere il candidato sindaco Bruno Ferrante.
Un popolo di oltre 4 milioni e trecentomila persone rappresenta il capitale più alto di tutto il centrosinistra.
Non vorremmo assolutamente che questo enorme potenziale della coalizione rimanesse inutilizzato.
Facciamo dunque per alcune settimane la campagna elettorale, come la legge impone, con i simboli e con i programmi dei vari partiti, ma non dimentichiamoci che esiste anche l'Unione e che esiste la forte prospettiva di un Governo di coalizione il cui programma è stato solennemente presentato sabato scorso all'Eliseo.
Per non dimenticare tutto questo vorrei lanciare ora una proposta che potrebbe risultare utile all'intera coalizione.
Perché non convocare di nuovo, la domenica prima delle elezioni, contemporaneamente in tutto il paese, il popolo delle primarie per celebrare con un segno unitario e corale una giornata comune di campagna elettorale
Si potrebbero organizzare eventi di ogni tipo, lasciati anche all'improvvisazione delle persone comuni che volessero segnare concretamente il loro impegno, i partiti potrebbero promuovere eventi tematici o banchi di propaganda: al centro dovrebbe essere il programma comune ed anche le sue più sintetiche declinazioni. Al posto delle notti bianche tante iniziative diverse, tutte però con i soli colori dell'Unione. Si potrebbero anche distribuire ad un euro milioni di copie della Costituzione vigente.
Può darsi che un'idea come questa abbia tante controindicazioni, ma una cosa è certa: solo il centrosinistra sarebbe in grado di realizzarla, se volesse.

!

14
febbraio 2006

Gli on. Zaccaria, Realacci, Giulietti e Iannuzzi, hanno presentato all'Autorità garante per le Comunicazioni una segnalazione in merito allo spot del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla realizzazione delle grandi opere, che nelle ultime settimane sta letteralmente occupando le reti pubbliche e private.
C'è una sorta di parallelismo tra le torrenziali presenze del Premier in programmi più o meno compiacenti e questi messaggi, apparentemente neutrali, che, con il pretesto della comunicazione istituzionale e con tanto di numero verde e sito internet, svolgono invece una sorta di raffinata pubblicità ingannevole, cercando di far credere sia vero e realizzato quello che invece ancora non c'è.
Un esempio per tutti: la Salerno Reggio Calabria che nel DPEF del 2002 era considerata prossima alla realizzazione, oggi è tornata in alto mare, al punto che è difficile intravederne la realizzazione prima del 2010.
Le indagini del Sole 24 ore e dello stesso Ufficio Studi della Camera dei deputati hanno dimostrato che le cose sono ben diverse da come sono state reclamizzate.
La legge non consente un uso di questo tipo della pubblicità istituzionale.
Sono stati trasmessi migliaia di spot su tutte le reti televisive pubbliche e private finanziati con i soldi pubblici. Le campagne elettorali di questo tipo devono essere fatte sui manifesti e con i soldi dei partiti. Già nel 1994 il Presidente Berlusconi ci aveva provato con gli spot che recavano la famosa scritta: “Fatto”. Furono tolti di mezzo.
Ci auguriamo che anche in questa turbolenta pre-campagna elettorale siano osservate regole di correttezza. Ne hanno diritto, soprattutto, i cittadini.!

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febbraio 2006
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febbraio 2006
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