Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
31
gennaio 2006
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gennaio 2006

Grande, grandissimo successo delle primarie di Milano. Oltre 80.000 persone al voto allle 21.30. Ferrante 67,7%, Fo 23,1%, Milly Moratti 5,8, Corritore 3,3.
Dopo le grandi nevicate dei giorni scorsi, nessuno avrebbe scommesso su questo risultato. Invece si è rivista la gente e il clima dell'ottobre scorso. Il segnale è preciso: la volgia di partecipare è enorme. Dovremo tenerne conto. Questa è una risorsa enorme per le prossime campagne elettorali: politiche e cittadine. Il centrodestra, che pure tende a sminuire, sa di non poter lontanamente mobilitare cifre di questo genere. Forse potranno mobilitare altre cifre in campagna elettorale, ma tra i due fattori il divario è enorme.
In conclusione: un grazie grandissimo ai milanesi dell'Unione che hanno dimostrato di esserci. Un riconoscimento forte a Bruno Ferrante per la prima parte bellissima della campagna elettorale. Un ringraziamento anche molto, molto sentito per gli altri interpreti delle primarie. Un particolare riconoscimento a Milly Moratti, alla nostra Moratti che correndo quasi da sola ha ottenuto una importante affermazione ed ha certamente portato un valore aggiunto alla coalizione. Credo che Ferrante dovrà tener conto della sua straordinaria competenza in materia ambientale.!

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gennaio 2006
23
gennaio 2006
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gennaio 2006

Finalmente Berlusconi ha accettato il confronto. Lo ha fatto al momento in cui si è reso conto di essere in svantaggio in tutti i sondaggi (compresi i suoi) e ieri sera si è visto che quando si deve confrontare con qualcun altro la musica per lui è del tutto diversa.

Non siamo in grado di dire chi abbia vinto o perso. Una cosa è sicura: di fronte allo stile sobrio ed austero di Rutelli, il Presidente del Consiglio ha saggiato il limite dei suoi monologhi ripetitivi. Anche se si è avuta l'impressione che abbia utilizzato più tempo del suo avversario, non è quasi mai riuscito a concludere i propri argomenti. Forse ha capito che la democrazia televisiva è per lui una corsa ancora in salita. Forse per questo cerca di prolungare la durata delle Camere: per poter rapinare in solitudine altri spazi televisivi.

Lo scontro che Berlusconi ha evitato nel 2001 è arrivato ora a 80 giorni dal voto. Per quasi tre ore i due hanno tentato l'impresa di un confronto all'americana. A Matrix, Canale 5, tv del presidente del Consiglio, moderatore Enrico Mentana. Nel pubblico in studio: 50 persone scelte dal premier e 50 dal presidente della Margherita. Tempi contingentati ma non troppo,come abbiamo detto

I due contendenti hanno toccato i principali argomenti sul tappeto. Rutelli ha attaccato soprattutto sull'economia – disastrosa – che gli Italiani controllano ogni giorno nelle loro tasche. Berlusconi ha cercato di drammatizzare la situazione in caso di vittoria del centrosinistra. Cerca sempre di rievocare lo stato d'animo del 1948.

I temi principali sono stati toccati tutti : dalle tv a Unipol, dagli interessi economici di Berlusconi (3 miliardi di euro il reddito iniziale delle sue imprese: 10 miliardi quello finale) al conflitto di interessi. Dai condoni alle leggi ad personam ed infine al bilancio del “contratto con gli italiani”.

L'ascolto: è stato alto nonostante l'ora tarda. Chissà se dopo questa esperienza Berlusconi vorrà riprovarci

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12
gennaio 2006
12
gennaio 2006

Nel corso del dibattito che ha portato all'approvazione in prima lettura della legge che permetterà agli italiani temporaneamente all'estero di partecipare alle elezioni politiche ed al referendum costituzionale è stato approvato, con il parere contrario del Governo, un emendamento dell'opposizione che consentirà di votare anche ai professori universitari ed ai ricercatori che si trovino all'estero per un periodo minimo di sei mesi
Si tratta di un provvedimento sicuramente imperfetto e lacunoso, ma necessario, data l'ormai imminenza della fine della legislatura.
Il testo proposto dalla Commissione limitava le categorie dei soggetti interessati ai militari in missione all'estero ed ai dipendenti della pubblica amministrazione ed i loro familiari conviventi. La maggioranza e lo stesso Governo paventavano una sorta di ingestibilità dell'allargamento a categorie ulteriori, una impossibilità pratica del censimento e della garanzia del corretto esercizio del diritto di voto, pur riconoscendo l'importanza e la rilevanza delle argomentazioni proposte dall'opposizione.
Tale posizione del Governo è apparsa del tutto inaccettabile. Non è possibile, infatti, pregiudicare l'effettività di un diritto costituzionale di tale rilevanza per una presunta difficoltà pratica e, da questo punto di vista, l'iniziativa dell'emendamento dell'opposizione ha fornito un contributo determinante.
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11
gennaio 2006