Deputato al Parlamento eletto nella lista del Pd Lombardia I (XVI Leg.) Vice presidente della I Commissione Affari Costituzionali
29
settembre 2005
28
settembre 2005

Dopo circa tre mesi di dibattito in Commissione affari costituzionali, alla vigilia del licenziamento del testo per l'Aula, la maggioranza ha stravolto il testo della proposta di riforma della legge elettorale con un subemendamento dell'ultimo minuto.
Si tratta di un vero e proprio strappo alle regole democratiche: infatti il subemendamento è praticamente immodificabile da parte dell'opposizione e mortifica le proposte e le discussioni fin qui svolte, travolgendo quanto disposto dall'art. 72 della Costituzione.
Si rende così inutile qualsiasi tipo di atteggiamento costruttivo da parte dell'Unione, trattandosi di un compromesso raggiunto in maniera estremamente difficoltosa e precaria da parte della maggioranza che, come tale, non può più essere soggetto a revisione, a meno di compromettere i delicati equilibri all'interno della stessa Cdl.
In poche parole è un diktat per il Parlamento e per il Paese, che ha ben poco a che fare con le regole della democrazia.
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26
settembre 2005
20
settembre 2005
19
settembre 2005
19
settembre 2005
16
settembre 2005
14
settembre 2005

Con un gesto inaccettabile la maggioranza ha forzato la discussione sulla riforma elettorale. Infatti, all'ultimo momento utile è arrivato il maxiemendamento che, a pochi mesi dalle elezioni, stravolgerebbe le regole del prossimo confronto elettorale.
Nel disaccordo totlae con l'opposizione ed al solo scopo di sovvertire o almeno contenere la prevedibile disfatta della prossima primavera, è stato messo in piedi il più controverso meccanismo elettorale che si sia mai visto nelle democrazie occidentali.
Combinando clausola di sbarramento ed una originale concezione del premio di maggioranza si attacca al cuore il principio costituzionale dell'uguaglianza del voto.
Infine, la svolta proporzionale costituisce un ritorno al passato, ignorando il forte messaggio che i referendum del 1991 e del 1993 avevano lanciato contro un sistema che privilegiava i partiti a scapito dei cittadini e ne limitava la possibilità di effettuare una scelta libera e consapevole. Si vorrebbe tornare ora ad uno strapotere dei partiti, affidando ad essi la decisione se lasciare al cittadino il diritto di esprimere la propria preferenza sui candidati proposti. Una proposta assolutamente inaccettabile.
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5
settembre 2005

L'Associazione Articolo21, presieduta da Federico Orlando, presenta un video di Enrico Zaccheo dal titolo La RAI di questi anni. Il video contiene una serie di frammenti dei programmi RAI più discussi di questi ultimi anni da Biagi a Santoro, dai Guzzanti a Benigni e a Paolo Rossi, da Serena Dandini a Simona Ventura, da Luttazzi a Travaglio, da Vespa a Socci e a tanti altri. Alcuni di questi programmi assumono un significato particolare a qualche anno di distanza. Il video sarà presentato il giorno 8 settembre, alle ore 22.30 alla Festa nazionale della Margherita a Porto Santo Stefano e il 14 settembre, alla stessa ora alla Festa nazionale dell'Unità di Milano. Le immagini saranno commentate, al termine delle rappresentazioni da Paolo Gentiloni, da Giuseppe Giulietti e da Roberto Zaccaria.
“Questa raccolta di immagini largamente incompleta, ma pur sempre significativa per gli esempi fatti tende a ricordare la trasformazione che in poco più di quattro anni si è realizzata nei programmi della RAI sotto i colpi, neppure troppo mascherati, della censura e della omologazione: una semplice esercitazione per non disperdere la memoria”
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2
settembre 2005

Che la libertà di stampa in Italia fosse un optional lo avevamo constatato da un bel pezzo… non bastava il rapporto stilato da Reporters sans frontieres, che colloca il nostro paese al 40° posto, dopo Cile e Corea del Sud, superata, addirittura da molti paesi africani, (questo a dimostrazione del fatto che la ricchezza di un paese non va sempre di pari passo con la libertà), a riprova della grave situazione italiana arriva anche il decreto legge che apporta numerose modifiche riguardanti la pubblicazione delle intercettazioni e reintroduce il carcere per i giornalisti accusati di tale reato. Il decreto, respinto da Ciampi, nella giornata di ieri, poiché ritenuto non urgente, per il momento rimane in fase di elaborazione, e probabilmente sarà necessario un disegno legge studiato ad hoc prima che entrino in vigore nuove norme.(di Bruna Iacopino, dal Sito di Articolo21)
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